Venom – Metal Black

Scarlet Records – Marzo 2006

Ladies and Gentlemen… from the very depths of Hell … VENOM! Eh sì, ne è passata di acqua in Acheronte e Stige dall’ultima volta che ebbi l’opportunità di sentire queste parole che annunciavano l’immediato attacco live dei creatori del metallo nero, tra scintille, esplosioni, fumi, fiamme, grida e stridor di denti come si conviene ad una band quale i Venom furono nei primi anni ’80 (vero Francesco? Hehehe…) da quel periodo in poi sappiamo tutti più o meno quale sia stata la storia del gruppo, con fortune alterne, cambi di formazione, ma sempre (a parte un paio di occasioni in cui mancava dalla line-up) spinto oltre dal fuoco sempiterno della Geenna alimentato a dismisura da Cronos, autentica locomotiva infernale lanciata perennemente in corsa folle contro il Creatore ed i suoi accoliti…

Il nuovo capitolo del Sabba, “Metal Black” non tradisce del tutto le spasmodiche attese createsi attorno all’annunciato ritorno di un suono RAW sullo stile degli esordi, e dico ‘non del tutto’ perchè chi si aspettava un sound che facesse pensare a qualcuno conficcato fino all’ombelico nell’ultimo cerchio al fondo dei gironi dell’Averno, che fosse intento a sbranare anime e corpi dei peggiori traditori che la storia annoveri, tra grugniti, urla di dolore ed ululati di immondo piacere sguazzando tra laghi di sangue, monconi di femori e brandelli di interiora, sarà forse – e dico FORSE – rimasto deluso, perchè quella fu l’immagine suscitata dall’ascolto dei primi due blasfemi vinili. Probabilmente quello fu l’apice che difficilmente sarà raggiungibile di nuovo dai tre posseduti, ma ascoltando con attenzione l’intera nuova opera, anche i più esigenti non potranno non accorgersi di quanto nel suo complesso tutto abbia il medesimo suono di metallo torturato all’osso che ci lasciò a bocca aperta ascoltando l’intro di “Black Metal”, e questo non può che fare la felicità di un autentico fan.

Prendendo in prestito il commento di un amico, ultrafan Venomiano, il nuovo album si apre subito con una bestemmia: “Antecrhist”! Perfetto biglietto da visita per il demoniaco trio, con il quale evidentemente intende chiarire fin da subito le proprie distruttive intenzioni, ed in effetti la falsa sicurezza del regno dei cieli viene immediatamente compromessa quando la struttura già pericolante su cui si basa inizia a scricchiolare, gemere e cedere, distorcendosi paurosamente sotto gli incessanti colpi che Cronos e soci insistono a sferrare con inaudita, lucida violenza: “Burn in Hell”, “House of Pain”, “Death and Dying”, “Rege Satanas”… a proposito, chi adesso non ricorda “In Nomine Satanas”  lasci la sala! Ora! HELLYEAH! UUUAAAAAAAAAAAAAAARRRGHHHH…

Le scellerate, nere anime perdute che, come il sottoscritto, hanno amato fino al dolore fisico prima, ed al deragliamento mentale poi i ‘vecchi’  Venom. Lo stile ed il sound corrosivo e tagliente della sei corde di Mantas, rimarranno comunque piacevolmente impressionate dagli assolo deliranti che Mykus è in grado di regalarci in pezzi come “A Good Day To Die” “Lucifer Rising”, “Sleep When I’m Dead” e che magari non ci sarebbe dispiaciuto trovare anche in altre tracce, dalle quali comunque giammai mancano i muri ritmici di basso/batteria forniti incessantemente dai fratelli Lant per supportare i riff granitici snocciolati a nastro dall’axeman, nei quali i ruggiti furiosi di Cronos si incastonano a completare un sinistro quadro di pura devastazione metallica. “Maleficarum” e la title track “Metal Black” concludono degnamente l’attacco sonoro perpetrato con assurda ferocia ai timpani ed al cuore dei meno preparati che forse non si attendevano un’uscita di questo calibro da parte dell’Oscuro Signore di Newcastle che con i suoi Adepti è nuovamente, prepotentemente riesploso alla ribalta mondiale per riprendere possesso con efferata brutalità di ciò che gli spetta, il trono del più nero metallo che fin dall’alba dei tempi fu suo: tremino dunque i campi elisi e l’empireo tutto, temano per le loro misere, inutili vite gli usurpatori, gioiscano invece i torturatori dell’Ade fiammeggiante, banchettino gli apportatori di ‘Etterno Dolore della Città Dolente’, poichè i loro più dissonanti Alfieri sono tornati, mossi da rinnovata malevolenza ed empietà: “Metal Black”, Satan lives, Hail to VENOM!

www.venomslegions.com

 

Tracklist:
1. Antechrist
2. Burn In Hell
3. House Of Pain
4. Death & Dying
5. Rege Satanas
6. Darkest Realm
7. A Good Day To Die
8. Assassin
9. Lucifer Rising
10. Blesed Dead
11. Hours Of Darkness
12. Sleep When I’m Dead
13. Maleficarvm
14. Metal Black

Band:
Cronos – voce, basso
Mikvs – chitarra
Antton – batteria

 

 

 

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