Dopo qualche anno d’assenza, i White Lies sono ritornati dal vivo in Italia. L’occasione è stata quella dell’unica data italiana per questa leg del tour europeo. Milano e i Magazzini Generali hanno ospitato la band inglese originaria di Ealing il 6 febbraio 2026. Data andata completamente sold out e con circa un migliaio di persone paganti, che hanno accolto davvero con molto calore Harry McVeigh e i suoi compagni di band. Non preoccupatevi se li avete persi. Davvero! La band ritornerà il 28 luglio 2026. Questa volta a Cesena, nello splendido scenario della Rocca Malatestiana.
Prima dei White Lies si è esibito il duo Dima & Pasha. Una formazione a me completamente ignota e composta dall’affascinante Pasha Harulia e da Dima Novichenko. Band ucraina con un sito web ancora in allestimento. Pasha è anche una modella affermata e il duo propone musica influenzata decisamente da sonorità elettropop e new wave. La coppia è davvero affiatata sia sul palco, sia fuori, visto che sono marito e moglie. Elegantissimi nei loro outfits hanno scaldato il pubblico per una mezz’oretta scarsa. Nessuna scenografia, nessun logo o telone a fondo palco. Soltanto la loro musica e una brevissima presentazione di Pasha ad inizio concerto.
L’attesa è davvero salita alle stelle, in attesa dell’esibizione dei White Lies. Anche l’area rialzata dei Magazzini Generali è stata resa fruibile al pubblico e moltissimi hanno assistito al concerto da una posizione rialzata. Il roadie tuttofare della band ha sistemato le ultime cose, le luci si sono spente e la band ha attaccato “All the Best”, pezzo tratto dall’ultimo e settimo album “Night Life”, pubblicato lo scorso autunno. Apertura davvero potente e gradita, visto che il pubblico sembrava conoscerne praticamente ogni strofa. Ancora maggiore entusiasmo per la successiva “Farewell to the Fairground”, sicuramente uno degli hits totali della band.
La band si è limitata a suonare e stop, preferendo la loro musica a tanti ringraziamenti e citazioni per il pubblico. Harry McVeigh, con la sua voce inconfondibile e profonda che può ricordare quella del compianto Ian Curtis e con i suoi riff essenziali alla chitarra, Charles Cave al basso e cori, Jack Lawrence-Brown alla batteria. Questa è la loro formazione e dal vivo sono accompagnati dal tastierista aggiunto Tommy Bowen. La scaletta per questa fase di tour vede una sapiente alternanza tra pezzi storici, pezzi meno conosciuti e doverose esecuzioni di brani dall’ultimo “Night Light”.
La simbiosi tra pubblico e band è davvero evidente. Molte persone hanno ballato sulle loro canzoni e cantato a squarciagola i ritornelli. Brani molto intensi e caratterizzati da atmosfere indie rock come “Hurt My Heart”, “Tokyo” e “Juice” hanno davvero centrato l’obiettivo. Nulla al confronto del delirio scaturito con l’esecuzione di “To Lose My Life”, pezzo che non finirà mai di darmi emozioni totali.
La sedicesima traccia “Bigger Than Us” ha chiuso la prima parte del set. Come bis sono stati eseguiti la title track dell’ultimo album “Night Light”, “Death” del 2008, canzone uscita prima della pubblicazione del loro primo album, e “In the Middle”, sempre da “Night Light”.
Un gran bel concerto, insomma!
Mauro Brebbia
Scaletta
- “All the Best”
- “Farewell to the Fairground”
- “There Goes Our Love Again”
- “Hurt My Heart”
- “My Lover”
- “Don’t Want to Feel It All”
- “Is My Love Enough”
- “Keep Up”
- “Tokyo”
- “Time to Give”
- “Juice”
- “The Price of Love”
- “I Don’t Want to Go to Mars”
- “Big TV”
- “To Lose My Life”
- “Bigger Than Us”
Encore:
17. “Night Light”
18. “Death”
19. “In the Middle”

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