King Diamod – Abigail… un incubo lungo 30 anni…

 

I am aliiiivee inside your wife, Miriam’s dead, I am her head and soon I’ll be freeeee!!!

Un incubo che si fa realtà… e si chiama Abigail!!

Corsi e ricorsi della vita. Proprio nel 1987 stavo passando dei giorni di vacanza a Lignano Sabbiadoro, in Friuli e passeggiando raccontavo agli amici del nuovo disco di uno dei miei artisti preferiti e oggi da Lignano Sabbiadoro, dove per ora vivo e lavoro mi appresto a ricordare e celebrare uno dei dischi più belli, completi, ben suonati, perfettamente bilanciati tra potenza ed armonia della storia dell’ heavy metal. Si, perché questa è la realtà. Abigail, di Sir King Diamond, è un CAPOLAVORO. Alla faccia dei detrattori che da sempre lo sbeffeggiano per il suo modo unico e particolare di cantare. Abigail ha i crismi per essere annoverato tra i top 10 di tutti i tempi della categoria. Il perfetto sequel del monumentale “The Oath” addio alle scene dei Mercyful Fate, dal quale prende spunto nelle trame più sofisticate, elevandole all’ennesima potenza.

Forte di una trama concept degna delle migliori sceneggiature horror (a lungo si era parlato di un possibile film), della notevole tecnica dei musicisti, delle complesse trame, della sempre presente melodia, degli strepitosi assoli, della curatissima produzione e senza nessun riempitivo a svalutarne la qualità, Abigail  è anni luce avanti rispetto al pur buon esordio solista di Fatal Portrait.

A fianco del maestro King (autore di una prova vocale di assoluta eccellenza che svaria dal classico altissimo falsetto a tonalità che sembrano arrivare direttamente dalle profondità dell’Infermo) fedele narratore della raccapricciante storia (il cd va ascoltato e letto, dato che i testi sono buona parte della sua magia.. “nera”) di Jonathan e Miriam LeFey e della nata morta Abigail che tornerà a nascere proprio grazie a Miriam, una band di assoluto livello. Forse vera punta di diamante del platter, il lavoro a dir poco suntuoso, dei due axemen Andy LaRoque ed il fido ex Mercyful Michael Denner. Alla batteria un Mikkey Dee in stato di assoluta grazia, che forse mai prima e mai più dopo, nonostante il grande lavoro successivo fatto sul successivo Them, avrà la possibilità di esprimere tutto il suo immenso potenziale di tecnica e fantasia. Timi Hansen al basso, anche lui ex Mercyful Fate e Roberto Falcao alle tastiere completano il combo.

9 sono i pezzi ufficiali. 9 non è un numero a caso. King Diamond gioca lungo tutto il cd con la cabala facendone riferimento in moltissime occasioni tra le righe dei testi ed esplicitandolo a pieno in “The 7th Day of July 1777” . 9 pezzi tutti degni di un voto altissimo.  A spiccare sono comunque la battutissima “A Mansion in Darkness” con un Mikkey Dee indemoniato. Lo strepitoso incrocio chitarristico di “The Family Ghost”, il riff malvagio e insano e la ritmica sincopata della titletrack Abigail ed in fine, la conclusiva, epica, gotica cupa e travolgente “The Black Horsmen“ che con un guizzo geniale il nostro buon King fa terminare con questa rassicurante buona notte:

THAT’S THE END OF ANOTHER LULLABY .. TIME HAS COME FOR ME TO SAY GOODNIGHT…. BRIVIDI!!!!

Abigail – Road Runner Records –  24 Febbraio 1987:

1. Funeral
2. Arrival
3. A Mansion in Darkness
4. The Family Ghost
5. The 7TH Day of July 1777
6. The Possesion
7. Abigail
8. Black Horsmen

Band:
King Diamond – voce
Andy LaRocque – chitarra
Michael Denner – chitarra
Timi Hansen – basso
Mikkey Dee – batteria
Roberto Falcao – tastiere

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