Grande band gli Acid Mantra, musicisti dalla lunga esperienza che con il loro primo album ‘Cold Stare‘, sono riusciti a creare un suono personale, influenzato dal doom/stoner e dalla psichedelia. La loro musica è di quelle che ti entrano dentro, lasciando nell’ascoltatore molto di più che delle “semplici” note. Siamo solo all’inizio del loro viaggio musicale e spirituale, supportato dalla Wanikiya Records, etichetta molto attenta alla musica di qualità.

Ecco il resoconto di una bella chiaccherata con Marcello Monti, voce della band, una bella persona, schietta, genuina e profonda.

Ciao ragazzi, benvenuti su Long Live Rock’N’Roll.

“Ciao Andrea, è un piacere essere qui insieme a te, complimenti per il tuo lavoro”.

Grazie Marcello, troppo gentile. Innanzitutto vorrei chiedervi di spiegarci il significato del nome Acid Mantra.

“Il nome si collega direttamente al progetto musicale. La parola Acid l’abbiamo scelta per   richiamare determinate atmosfere, quelle psichedeliche, del Doom/Stoner, che sono la base del nostro sound. Il nome Mantra, invece, si collega alla parte sperimentale, per così dire “Mistica“, della nostra ricerca musicale”.

‘Cold Stare’ è il titolo del vostro primo album, anche se alle spalle avete tutti e tre diverse esperienze in ambito musicale e non. Volete parlarci di come siete arrivati a formare gli Acid Mantra e poi alla realizzazione del disco?

“Il progetto è nato nel periodo buio del lockdown, anche se io e Berry, il chitarrista ci conosciamo già da qualche anno. I riff che mi ha proposto mi hanno subito entusiasmato, abbiamo cominciato a lavorare a distanza, poi abbiamo coinvolto Pietro Vecchi, un bravissimo batterista col quale suono già da qualche anno. Finito il lockdown abbiamo poi portato le tracce allo Studio Kibo di Correggio (RE), e sotto le sapienti mani di Stefano Davola abbiamo assemblato il prodotto. A fine estate è iniziata la collaborazione con il grande Jack della Wanikiya Record/Promotion che si è appassionato al progetto e lo sta promuovendo in maniera straordinaria”.

Mi ha sempre incuriosito quello che sta dietro alla creazione di una canzone, ossia tutto il processo compositivo. Raccontateci come nasce un vostro brano.

Berry è una macchina da riff. Di solito è lui che propone l’idea di base, ossia le parti di chitarra, sulle quali poi stendiamo la sezione ritmica. Per quanto riguarda il cantato, io   scrivo le linee melodiche sulle quali inserisco e modello i miei testi. Alla fine, essendo appassionato di musica etnica e di musica ambient, creo gli arrangiamenti “strani”, con interventi strumentali e di elettronica”.

Il disco viene promosso come Ep, però a guardare la durata (quasi trentanove minuti) si potrebbe tranquillamente parlare di full-lenght.

“Sì, è vero, abbiamo brani un pò lunghi e questo ha portato la durata del progetto iniziale, cioè l’EP, a dilatarsi. Ormai lo chiamiamo LP anche noi!!!”.

Volete parlarci della copertina del disco?

“Quella è tutta farina del sacco di Berry. Diciamo che è una perfetta sintesi del significato   del nome, richiama decisamente l’aspetto “psichedelico” e contemporaneamente cita anche l’aspetto “mistico”, che è legato ad alcune sonorità e soprattutto ai testi, che raccontano vari aspetti relativi alla nostra interiorità”.

‘Cold Stare’ mi ha colpito tra le altre cose, per la sua produzione molto genuina ed efficace, ma anche per il senso di oscurità e rabbia che ti entrano dentro, infatti come ho scritto nella recensione, mi ha lasciato davvero qualcosa di positivo, che invoglia a riascoltarlo per assaporarne tutte le sfumature. E’ stata una scelta ponderata optare per questo suono, o il tutto è avvenuto in modo spontaneo?

“E’ stata una spontanea alchimia, nata dalla fusione delle nostre esperienze musicali e di vita. E’ stato un lavoro che si è sviluppato in maniera fluida e senza intoppi, è stato come se ci conoscessimo da sempre”.

Volete parlarci del videoclip di ‘Time Of Change’ davvero ben fatto ?

“E’ stata una mia idea, volevo ricreare l’atmosfera gotica e horror del brano e volevo collegarci comunque un aspetto legato al misticismo, anche se vissuto in una maniera distorta e inquietante. Ho pensato che la “Suora Zombie” potesse rendere bene l’idea. Direi che il risultato è azzeccato”.

Come avete vissuto questi due anni particolari?

“Sai, “vissuti” non so se è la parola più appropriata, io preferisco dire “subiti”. Penso a tanti progetti che dovevano prendere forma e sono sfumati, a volte per sempre. Comunque ci è stato lasciato un grande insegnamento, che non c’è tempo da perdere e che le occasioni vanno colte subito, al volo ed è quello che abbiamo cercato di fare col progetto Acid Mantra“.

Oggi sento spesso dire “tornare alla normalità”. Forse in questo momento la normalità può sembrare lontana visto che quella attuale è fatta di mascherine, limitazioni, tessere verdi e tutto quello che ormai conosciamo. Si potrà davvero tornare alla normalità di prima, tornare a non diffidare di qualcuno che ti si avvicina, tornare ad abbracciarsi tra amici, tornare ad andare ai concerti in modo libero?

“Io penso che purtroppo ci sarà da aspettare ancora un pò. E penso anche che buona parte   della nostra vita rimarrà comunque segnata da questa esperienza. Ti do una piccola anticipazione, alcune delle tematiche del prossimo lavoro toccheranno proprio alcuni aspetti relativi a questo oscuro periodo”.

Avete in programma delle date per promuovere il disco e magari della nuova musica in cantiere?

“Al momento stiamo cercando di arricchire il nostro organico con l’ingresso di nuovi musicisti, poi vedremo di trovare la possibilità di poterci proporre anche dal vivo. Abbiamo già in progetto un secondo lavoro, molte tracce sono già in lavorazione e stiamo lavorando per stupire ancora di più”.

Il cantato in italiano dite che non si addice alla vostra proposta musicale, o magari in futuro potreste tentare questa soluzione per qualche brano?

“Grazie per la domanda, io sono sempre stato un fautore del cantato in italiano, però abbiamo visto che purtroppo lo spazio di interesse per il nostro genere, nel nostro Paese, è molto di nicchia. Per questo motivo ci siamo rivolti ad un’audience più internazionale. Però ti posso anticipare che nel nuovo lavoro sto provando a sperimentare inserti particolari,   come un cantato in latino e, se mi riuscirà, in qualche altra lingua antica. Inoltre vorrei approfondire lo stile di cantato sperimentale che ho usato in tracce come “Darkness“, che sono state molto apprezzate”.

Vi lascio uno spazio per dire ciò che volete, un messaggio ai lettori, ai vostri fans e a chi ascolta buona musica come la vostra.

“Grazie, mi piacerebbe invitare tutti ad approfittare delle possibilità comunicative legate a questo periodo, dove in un istante ci si può collegare a tutto il mondo, per cercare e valorizzare tutti quei tesori nascosti di cui è piena la scena musicale mondiale. Viaggiate, ascoltate, e sostenete. Questo significa aprire la mente, allargare i propri orizzonti. E soprattutto invito ascoltatori, lettori, fan, a seguire e diffondere il lavoro di quelle persone, io li chiamo “guerrieri”, come te Andrea, che ogni giorno lottano spinti dalle ali della propria passione, per mantenere alta la bandiera della buona Musica, con la M maiuscola”.

Grazie per la disponibilità.

“Grazie a te Andrea, e a tutti i lettori di Long Live Rock’n’Roll, e, mi raccomando, continuate a seguirci sui nostri social e sul sito https://acidmantra666.wixsite.com/acidmantraband.Abbiamo tante novità in arrivo. Rock On!!!!!!“.

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