La carriera artistica di Alessandro (Ale) Ruspini, classe 1974, parte nel 1994 con la formazione della band Illeciti Musicali, producendo tre dischi: Illeciti MusicaliAprire gli occhi ed Attimi. 

Il suo nuovo album solista, il secondo della sua carriera, Come Stai? e’ appena uscito. Qui la recensione.

Ciao Ale, eccoci qui. E’ appena uscito il tuo quinto lavoro “Come stai?”. Vuoi presentarti ai lettori di “Longliverocknroll.it”.

Ciao a tutti sono Ale Ruspini un cantante della provincia di Varese ed ho inciso 3 dischi con la band illeciti musicali e 2 da solista compreso l’ultimo “Come stai” di Maggio 2020.

Come è nato il disco per prima cosa e perché hai deciso di pubblicarlo indipendentemente tramite il mercato digitale (Itunes) e in tiratura limitata in un’edizione particolare da 200 copie?

L’idea di fare uscire questo disco è nata in pieno periodo coronavirus che per noi artisti è un periodo molto complicato ed era secondo me fondamentale riuscire ad essere creativi e svegli nel fare sentire la propria voce. Per essere vicino a tutti, l’ho fatto uscire digitalmente per chi è lontano e nel packaging in cartone per portarlo e strappare un sorriso a chi mi abita abbastanza vicino.

Quali sono le tue influenze musicali e pensi che qualcuna di queste sia finita in qualche canzone specifica dell’album?

Sicuramente ogni artista è un po’ influenzato da alcune band che ascolta di più, per quanto riguarda me, gli U2, i Depeche Mode, gli Eurythmics, i The Cult ed i Metallica sono le band che mi hanno più ispirato negli anni. Gli U2 in “Sparami” abbondano oppure i The Cult in “Dimenticarmi di te”.

Sei sempre stato instancabile nei tuoi show, nelle tue numerose date in 24 anni di lunga ed onorata carriera dapprima con gli “Illeciti Musicali” e poi con la tua band propria “Ale Ruspini Band”. Qual è la connessione che ancora ti lega fortemente con il tuo pubblico e quanto stai soffrendo per non poterti esibire dal vivo, visto il brutto momento che tutto il mondo sta vivendo per l’emergenza Covid-19?

Live ho sempre suonato tantissimo ed il palco mi manca veramente tanto… menomale che anche davanti ad un pc sono riuscito a suonare diverse volte ad un buon pubblico virtuale ma alla fine reale anche se non lo vedi.

A quale canzone sei maggiormente legato dell’album e puoi raccontarci un aneddoto su di essa? Parlaci brevemente anche del messaggio presente anche nelle altre 7 canzoni.

Io sono molto legato a “Sparami”. Credo che testo e musica si sposino perfettamente e seppur sia una canzone composta nel 2007, ancora oggi mi emoziona. Tutte le canzoni del disco lanciano diversi messaggi e sentimenti sia d’amore che di voglia di vivere e respirare .

Sta per uscire (2 Giugno) il video della traccia n. 2 dell’album “Lo stivale”. Questa canzone è un omaggio alle bellezze turistiche della nostra penisola e ai momenti spensierati che derivano dagli amori che si consumano in poche serate in Romagna, tra Rimini e Riccione. Vuoi parlarci di come è nata la canzone, delle idee presenti nel video e di come è nata questa canzone?

“Lo stivale” è nata, girovagando come turista in Italia pezzo per pezzo, vedendo quanto siamo incredibilmente belli… ma allo stesso tempo se questa bellezza non la vivi con qualcuno al tuo fianco non riesci ad apprezzarla in pieno. Il video uscirà il 2 giugno con l’aiuto enorme di Matteo Sculati al montaggio proprio perché è la Festa della Repubblica.

Hai suonato con numerosi musicisti famosi che hanno suonato con Ligabue e numerosi altri big names del panorama nazionale. Cosa hai imparato come lezione di vita da questi personaggi e quale ricordi con maggiore affetto?

E’ vero! Ho avuto la fortuna di suonare con tanti musicisti italiani, quello che mi fa piacere nominare è Max Cottafavi, chitarrista storico di Ligabue, un grande, uno che prova ancora a scrivere riff taglienti nelle canzoni; cosa ormai sparita in Italia.

Come tanti artisti, ti sei dato molto da fare nel periodo del lockdown per non perdere il contatto settimanale col tuo fedele seguito di fan ed amici. Come è nata l’idea del tuo podcast “Alle Cozze”(attualmente in onda ogni mercoledì e sabato sera alle ore 20 e dapprima in onda quotidianamente) e dei vari personaggi che intrattengono il pubblico tra una tua canzone e una cover suonate in acustico?

“Alle Cozze ” è una trasmissione pazza che ho fatto ogni giorno della quarantena, sono contento sia perché ha avuto un bel successo ,sia perché ha fatto stare bene tanta gente per almeno un’ora in questo periodaccio. L’idea è nata guardando la tv e vedendo che il telegiornale sembrava sempre di più un cabaret così ho deciso di farlo meglio io. Poi ritengo che noi cantanti siamo un po’ “noiosi” con le dirette in cui cantiamo e basta… così ho mischiato tutto in un vortice ed è uscito questo nel format fresco e divertente con musica.

Questo disco per me è il tuo disco sicuramente più cantautoriale e profondo. Hai voluto narrare storie d’amore, amicizia e d’attrazione fisica intensa come in “La Voglia”. Trovi che sia stato un passo naturale in altre direzioni rispetto al tuo precedente “Alevation” o avevi deciso proprio di fare “un punto e a capo”, rimanendo sempre te stesso?

“Come stai?” è un disco tutto suonato, cosa credo miracolosa nel 2020. Non c’è neanche una programmazione, non ci sono cose “finte”; solo chitarre, basso, batterie, mandolino e voce. Direi che è assolutamente un “punto e a capo”. Torniamo a fare musica! Torniamo a vivere!

Che consiglio daresti a giovani artisti o band che vogliano intraprendere una seria carriera musicale come la tua e qual è l’episodio e il concerto della tua carriera, che hai maggiormente nel cuore?

Quando ho iniziato io nel 1994, c’era molta più voglia di essere artisti che voglia di apparire, oggi purtroppo è il contrario. Per suonare in giro o fai il clone di qualcuno o suoni poco. Durissimo fare questo mestiere, ma si può fare con tanta dedizione. Il mio consiglio è quello di essere sé stessi e provare sempre a capirlo ,scrivendo qualche canzone inedita. Magari anche orribile ma prendersi dei rischi per formare il carattere. L’episodio che mi e’ rimasto più nel cuore è sicuramente il concerto del Palamico di Castelletto Ticino (Novara), dove suonammo davanti a circa 2000 persone solo ed esclusivamente canzoni nostre. Il top!

Questo disco è dedicato a tuo papà Flavio ed è molto toccante il tuo omaggio. Trovi che la musica (e in generale ogni tipo d’arte sia essa poesia, opere d’arte e via dicendo) sia la migliore panacea per i ricordare i propri cari?

Sì, questo disco è per mio papà! Sicuramente la musica è un bel taxi che ci porta il più vicino possibile a chi ci sta nel cuore.

Ultima domanda, quale disco stai ascoltando ultimamente e quale sono i 5 dischi che porteresti in un’isola deserta con te? P.s: stai programmando già qualche nuova data live, rispettando le nuove normative? Grazie del tuo tempo .

Ho ascoltato un po’ di dischi e quello che mi e’ piaciuto di più è quello nuovo di Ozzy! 5 dischi su un’isola ? Urca così pochi!… Allora dico, U2 “Achtung baby”, Depeche Mode “Violator”, Eurythmics “Revenge”, The Cult “Sonic Temple”, Metallica “Kill’em All “e aggiungo un sesto tutto italiano e credo che porterei con me, “Liberi Liberi” di Vasco. Grazie a tutti voi! Per ora non ho live programmati ma appena riapriranno i confini regionali inizierò a lavorarci.

 

Intervista a cura di Mauro Brebbia.

Come stai?” è disponibile sulle maggiori piattaforme digitali quali Itunes e Amazon Music.

Sito: http://www.aleruspini.it
Facebookhttps://www.facebook.com/aleruspiniband/

Mauro Brebbia
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