Questa sera, venerdì 21 luglio 2023, siamo all’Ippodromo delle Capannelle di Roma e abbiamo l’onore di assistere all’unico concerto di genere metal dell’intera line up del Rock in Roma di quest’anno. In tanti hanno approfittato del clima estivo per godersi un concerto all’aria aperta, e quale migliore occasione di questa, che vede l’alternarsi sul palco di alcune band storiche del panorama death metal.

L’apertura della serata è stata affidata a tre band nostrane: i Lunarsea, gli Hideous Divinity e i Novembre.

Candlemass
Alle 21:40, dopo un pausa di circa mezz’ora, ecco che entrano in scena i re del doom metal. Gli svedesi Candlemass salgono sul palco sotto le note della Marche Funebre di Chopin ed il clamore dei fan, felici di poter assistere ad un pezzo di storia del metal. La voce di Johan Langquist in forma smagliante, si nota immediatamente durante l’esecuzione dei primi pezzi della scaletta, soprattutto in Bewitched, regalandoci un atmosfera ricca di quella particolare oscurità cdi cui è impregnato il loro stile.

Lo show prosegue alternando dei classici come Samarithan e At the Gallows End con alcune canzoni tratte dagli ultimi album, durante i quali la band sfodera pesantezza e intensità da vendere. La loro capacità di rendere incredibilmente semplice questo genere musicale, normalmente iper-tecnico e difficilissimo, è davvero impressionante, con le speciali performance chitarristiche di Lars Johansson e Mats Bjorkman a rendere il tutto uno spettacolo di grande livello. I Candlemass dal vivo non deludono affatto: una performance di spessore che culmina con una Solitude cantata all’unisono dal pubblico, dove trovare macchie o difetti diventa alquanto impossibile.

Carcass
Si passa alla formazione più attesa dagli appassionati presenti con l’arrivo dei Carcass. La band inglese capitanata da Jeff Walker e Bill Steer, padri fondatori del grindcore e tra i pionieri del death metal, comincia alla grande macinando accordi e riff, e muovendosi al ritmo di canzoni storiche come Buried Dreams e This Mortal Coil. In risposta alla loro brutale energia, il pubblico si esalta a suon di pogate e circle pit, tentando di non rimanere soffocati dall’alzarsi di tutta la polvere presente sotto i loro piedi.

Purtroppo, verso la metà del set, mentre gli stessi si preparavano a buttarsi in un violento wall of death, abbiamo dovuto assistere ad un blackout che ha costretto la band a fermarsi per almeno 20 minuti, con i tecnici che cercavano in tutti i modi di ripristinare la corrente e far ricominciare il concerto. Dopo vari tentativi, il tutto ha ripreso a funzionare e le chitarre di Steer e Ben Ash, insieme ai blast beat del batterista Daniel Wilding, pregni di un furore incontenibile e una padronanza tecnica disarmante, ci hanno riportato al delirio in cui eravamo prima di questo “piccolo” inconveniente tecnico. L’intera scaletta si bilancia tra pezzi storici e nuovi, ma ovviamente quelli che rimangono più impressi sono i primi, visto quanto l’ignoranza di tracce come Incarnated Solved Abuse e Corporal Jigsore Quandary siano in grado di fomentare la folla oltre i propri limiti.

Walker, con la sua voce infernale, maneggia il basso come un forsennato e impreca scherzosamente durante tutto il set, ma sembra anche essere molto soddisfatto del divertimento che vede manifestarsi di fronte a lui. Chiudono il concerto sotto le note di 316L Grade Surgical Steel, brano di uno degli ultimi album, senza rispondere alla richiesta di encore del pubblico, ma lasciando il palco dopo uno show di grande impatto e perfettamente in grado di rappresentare una parte importante della storia del metal.

Setlist Carcass
Buried Dreams
Kelly’s Meat Emporium
Incarnated Solvent Abuse
Under the Scalpel Blade
This Mortal Coil
Tomorrow Belongs to Nobody / Death Certificate
Dance of Ixtab (Psychopomp & Circumstance March No. 1 in B)
Black Star / Keep On Rotting in the Free World
Pyosisified (rotten to the gore) (dopo il blackout di 20 minuti)
The Scythe’s Remorseless Swing
Corporal Jigsore Quandary
Ruptured in Purulence / Heartwork
Exhume to Consume
Tools of the Trade
316L Grade Surgical Steel

testo di Valentina Purple Ricci

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