Una serata piena di brutalità e cattiveria quella che si è svolta lunedì 18/03/2024 al Traffic Club di Roma, seconda tappa italiana del tour 2024 di Decapitated e Incantation, il giorno immediatamente successivo alla data dello Slaughter Club di Paderno Dugnano (MI) (vedi la gallery qui). Ad accompagnare queste due band, troviamo Nervosa e Kassogtha, pronti a rafforzare la dose di aggressività che caratterizza questa serata, andata sold-out con la vendita dei biglietti alla cassa.

Kassogtha

Arrivata giusto in tempo per assistere all’apertura del concerto, posso notare la già notevole affluenza all’interno del locale nel momento in cui salgono sul palco i Kassogtha, ex Deus Ex Machina. Band svizzera death metal con molti elementi melodici/progressive, stasera presentano una scaletta quasi totalmente basata sul loro ultimo album, rEvolve, uscito nel 2022. La frontwoman Stéphanie Huguenin, con la sua voce potente e grintosa, ha dominato il palco passando senza sforzo dai pattern alti a quelli bassi, con l’aggiunta di parti pulite nel mezzo, mentre i chitarristi Mortimer Baud e Martin Burger hanno dato vita a riff accattivanti e tecnicismi degni di nota. Il batterista Dylan Watson ci ha mostrato tutta la sua energia estremamente contagiosa, di fronte ad un pubblico che iniziava già a scatenarsi in un pogo forsennato. La band porta sul palco anche il nuovo singolo Rise, uscito a febbraio, e conclude poi lasciando davvero un’ottima impressione su tutti presenti e dimostrando di essere molto più della solita band di riscaldamento.

Nervosa

Dopo aver dato uno sguardo al merchandise e preso la prima birra della serata, rientro per assistere all’esibizione delle Nervosa, band trash metal brasiliana interamente al femminile. Con il loro sound, che richiama Sepultura e Kreator, hanno subito infiammato il palco e conquistato il pubblico. Prika Amaral, leader indiscussa e unica componente originale del gruppo, domina  la scena con la sua voce potente e la sua chitarra infuocata: con i suoi scream e growl parecchio aggressivi, ci mostra di avere una carica di energia fuori dal comune. Le sue compagne, seppur un po’ meno avvezze a grandi palchi, ci offrono comunque una performance solida e convincente, mentre la cantante ci presenta gli argomenti di ogni brano, che si rivolgono principalmente alla quotidianità della loro patria, come i problemi del sistema sanitario, la politica ed altro. La loro setlist ripercorre un po’ tutta la loro carriera e contiene, infatti, alcuni  dei pezzi più famosi come Death! e Kill The Silence, risultando in un’esibizione piena di rabbia e con un alto livello di professionalità. Alla fine, terminano il concerto con il singolo uscito lo scorso anno, Endless Ambition, e il pubblico saluta le Nervosa con un caloroso applauso.

Incantation

Dopo circa 20 minuti, ecco che vediamo salire sul palco una vera e propria istituzione nel death metal americano: gli Incantation. Una performance di pura devastazione, che ha travolto il pubblico con una furia infernale fin dalle prime note di Carrion Prophecy e Shadows of the Ancient Empire. Il leggendario John McAntee, unico membro originale della band, riesce a dar vita ad una performance vocale mostruosa, con growl aggressivi e urla agghiaccianti; questo ragazzone di 54 anni tiene ancora benissimo il palco, come se il tempo per lui non fosse mai passato. Insieme al chitarrista Luke Shively ed il bassista Chuck Sherwood, scatena una serie di riff coinvolgenti e tritaossa, mentre il batterista Kyle Severn completa il quadro con un drumming forsennato e di grande impatto. Il pubblico risponde a dovere, dando vita ad un vero e proprio putiferio all’interno del pit. La scaletta ben strutturata, ha spaziato su tutta la discografia della band, includendo classici come Blissful Bloodshower e The Ibex Moon, affiancati a brani più recenti come Vanquish in Vengeance e Fury’s Manifesto. A parte alcune interazioni con il pubblico, passano da una canzone all’altra con pochi secondi di pausa e ogni brano viene tradotto in modo impeccabile dal vivo. Proprio per questo, lo show degli Incantation è stato un concentrato di furia e passione, fornendoci un promemoria del perché questa band sia considerata una delle più importanti del panorama death metal. Se non li avete mai visti dal vivo, sicuramente dovrete cercare di recuperare al più presto.

Decapitated

Dopo un’intensissima opening act, i polacchi Decapitated salgono sul palco del Traffic Club, ormai strapieno, per celebrare i vent’anni del loro capolavoro Nihility. Il concerto si apre con la feroce Perfect Dehumanisation (The Answer?), seguita da una serie di classici senza tempo come Eternity Too Short e Spheres Of Madness. La band, per la prima parte della scaletta, esegue l’album per intero, regalando ai fan un’esperienza indimenticabile senza concederci neanche una pausa fra una canzone e l’altra. Il pubblico esplode quasi immediatamente, rispondendo alle incitazioni di Rafa? “Rasta” Piotrowski, al loro microfono dal 2009, il quale si dimostra essere un ottimo frontman. La presenza scenica di Rasta è infatti spietata e aggressiva, i riff del chitarrista Wac?aw “Vogg” Kie?tyka sono taglienti come lame, la batteria di James Stewart è bestiale e inarrestabile. mentre il basso di Pawe? Pasek completa il sound con una potenza e una precisione incredibili. Più che una band, i ragazzi sono una macchina da guerra che macina riff e blast beat senza alcuna pietà. Dopo il tributo a Nihility, i Decapitated si concentrano sul materiale più recente, in particolare sugli ultimo album Cancer Culture e Anticult, ed il pubblico accoglie con entusiasmo anche i brani nuovi, scatenandosi senza freni in pogo e mosh. A chiudere il concerto ci pensano Iconoclast e No Cure e, tra l’entusiasmo generale del pubblico, la band ne approfitta per ringraziare l’organizzazione e i fan accorsi per celebrare questo anniversario speciale.

In sostanza, il concerto è stato un evento imperdibile per tutti gli amanti del death metal. Una serata all’insegna della musica estrema, senza fronzoli, che ha lasciato il segno.

Setlist Decapitated

Perfect Dehumanisation (The Answer?)
Eternity Too Short
Mother War
Nihility (Anti-Human Manifesto)
Names
Spheres of Madness
Babylon’s Pride
Symmetry of Zero
Suffer the Children (Napalm Death cover)
Cancer Culture
Just a Cigarette
Earth Scar
Never
Iconoclast
No Cure

 

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