Mute Records – 1997

 

DEPECHE MODE: “Ultra”, il ritorno oscuro e intenso del trio britannico

Nel 1997, a quattro anni di distanza da Songs of Faith and Devotion, i Depeche Mode pubblicarono il loro nono album in studio, “Ultra”. L’opera, spesso sottovalutata rispetto ai capolavori precedenti come Violator o Songs of Faith and Devotion, rappresenta uno dei momenti più oscuri e intensi della carriera del trio britannico.

L’album è nato in un periodo particolarmente critico: il cantante Dave Gahan stava uscendo da una grave dipendenza da eroina, e la band aveva appena visto l’addio del tastierista e produttore Alan Wilder, figura centrale nell’arrangiamento dei lavori precedenti. Questo contesto di crisi ha inevitabilmente plasmato il tono di Ultra, rendendolo un disco denso di tensione, introspezione e sonorità cupe.

L’apertura con “Barrel of a Gun” stabilisce subito il clima: un brano potente, con la voce distorta di Gahan, che esprime vulnerabilità e aggressività allo stesso tempo. Seguono “The Love Thieves” e “Home”, quest’ultima con Martin Gore alla voce principale. Home emerge come uno dei momenti più riusciti del disco, grazie all’atmosfera avvolgente e all’uso delicato degli archi, confermando la maturità compositiva di Gore e la capacità della band di alternare oscurità e intensità emotiva.

Con “It’s No Good”, l’album mostra il suo lato più pop-friendly senza perdere profondità. Il brano, rilasciato come secondo singolo, evidenzia l’abilità di Gore nel creare melodie incisive, sostenute dalla performance di Gahan che riesce a trasmettere malinconia e forza in egual misura. “Useless”, invece, chiude il trittico dei singoli più memorabili: un midtempo riflessivo in cui la voce di Gahan alterna fragilità e sicurezza, confermando l’armonia tra composizione e interpretazione vocale.

La parte centrale dell’album alterna interludi strumentali come “Uselink” e “Jazz Thieves” a ballate lente come “Sister of Night” e “Freestate”, quest’ultima caratterizzata da un tocco acustico che introduce varietà senza spezzare la continuità emotiva del disco. Brani come “The Bottom Line” e “Insight” mostrano la capacità dei Depeche Mode di mantenere una coerenza stilistica, bilanciando momenti intensi con pause più riflessive. L’album si chiude con il brano nascosto “Junior Painkiller”, un interludio strumentale uptempo che spezza delicatamente la tensione accumulata.

Ultra non è solo un album di passaggio: è la chiusura di un decennio creativo che va da Music for the Masses fino a quest’opera. Pur non raggiungendo la popolarità di Violator, il disco mostra una coerenza artistica rara, con brani come Home, Useless e It’s No Good che rimangono tra i punti più alti del repertorio della band. 


Tracklist – Ultra

  1. Barrel of a Gun
  2. The Love Thieves
  3. Home
  4. It’s No Good
  5. Uselink
  6. Useless
  7. Sister of Night
  8. Jazz Thieves
  9. Freestate
  10. The Bottom Line
  11. Insight
  12. Junior Painkiller (traccia nascosta)

Musicisti

  • Dave Gahan – voce
  • Martin Gore – chitarra, tastiere, voce
  • Andrew Fletcher – tastiere

 

Redazione
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