L’AMA Music Festival di Romano d’Ezzelino, Vicenza, festeggia i 10 anni di programmazione e il 21 agosto 2025 (giorno 2) presenta una line up all’insegna dell’energia. Gli headliner sono gli Electric Callboy, in tour nei festival da tutta l’estate ma sempre pronti a dare il meglio, e a supporto troviamo I Prevail, Paleface Swiss e Ruidos del Norte.
Ruidos del Norte
Le porte si aprono alle 17:30 di un soleggiato pomeriggio di fine estate e passando tra giostre, trampoliere che soffiano bolle, stand di vario tipo, raggiungo il palco dell’AMA. Il via alle danze è dato dai Ruidos del Norte, gruppo nostrano formatosi relativamente recentemente ma composto da musicisti navigati come Tozzo, batterista storico dei Linea 77. I suoni che propongono hanno una forte identità punk hardcore di base ma variano con estrema facilità verso il crossover e il nu metalcore.
Il pubblico non è molto ed è ancora freddo, ma il gruppo continua senza esitazioni a portare avanti la scaletta che comprende anche l’ultimo singolo uscito circa un mese fa, Stronger, che dà il titolo all’EP di recente pubblicazione (che al momento è disponibile solo in copie fisiche), dal quale è tratto. Le sonorità delle loro canzoni non portano molta cattiveria metal, nonostante i gruppi presenti in serata, ma tempi che sembrano cuciti su misura per un HxC 2 step con groove mid-tempo che verso la fine riesce a sciogliere le persone sottopalco. Chiudono l’esibizione con Ruidos del Norte, un brano significativo per loro, che rappresenta l’importanza dell’impegno nel raggiungere i propri traguardi con l’appoggio di amicizie e persone care.
Paleface Swiss
Per la prima volta in Italia i Paleface Swiss già dalla prima canzone fanno capire di che pasta sono fatti: aprono la scaletta con Hatred, la canzone più popolare di Cursed, album uscito a inizio anno, che in tre minuti riesce a concentrare un’enorme carica di cattiveria e di tensione che il gruppo terrà alta e costante per tutta la durata dell’esibizione. Il pubblico recepisce all’istante la scarica di adrenalina e non si lascia scappare l’occasione di aprire circle pit, moshare e scatenarsi già dalla prima canzone. Il gruppo svizzero è alla prima apparizione in Italia ma l’accoglienza è calorosa: c’era infatti molta attesa di un loro live e le persone che già li conoscevano erano parecchie.
Nonostante siano inseriti all’interno del deathcore, i Paleface Swiss riescono a creare composizioni con una forte identità e sonorità chiare anche a chi non ascolta spesso questo genere. Il gruppo passa da riff pesanti a suoni leggermente più melodici e in crescendo, per poi sfociare di nuovo in cattiveria.
Sul palco sono a loro agio e non fanno nulla per nasconderlo. Il cantante è molto bravo a invogliare il pubblico e coinvolgerlo con cori e richieste di scatenarsi a più non posso e il batterista si è fatto coraggio e alzandosi dalla sua postazione ha impugnato il microfono per parlare in italiano e dirci che è del sud. A questi momenti leggeri e divertenti si alternano frangenti più profondi come il discorso del cantante che ha incoraggiato a diffondere gentilezza e cercare aiuto nei momenti più difficili parlando con persone care.
I Prevail
Prima volta in Italia dopo l’uscita ufficiale dal gruppo di Brian Burkheiser resa nota lo scorso maggio. Come successo al concerto all’Alcatraz, le parti melodiche delle canzoni sono state eseguite dal cantante principale Eric Vanlerberghe e dal chitarrista Dylan Bowman. Nonostante la recente scossa all’interno della formazione, gli I Prevail hanno fatto un’esibizione degna dei loro dieci anni di carriera, aprendo con le due banger Bow Down e Body Bag. Il pubblico è caldo e responsivo, anche se in alcuni momenti allenta la presa, soprattutto sulle nuove tracce ciome Into Hell e Rain che non sembrano essere accolte come i lavori precedenti. Nei quaranta minuti di esibizione hanno trovato spazio anche cover come Blank Space e un medley che ha compreso My Own Summer (Shove It) (Deftones), Them Bones (Alice In Chains) e Chop Suey! (System Of A Down), anche se avrei preferito sentire canzoni originali che di certo non mancano vista la carriera decennale. Una chicca degli ultimi concerti è stata Visceral, che lo stesso Eric ha confessato che non è spesso inserita nelle loro scalette.
In ogni caso il gruppo statunitense sa creare un buon mix tra parti graffianti e melodiche, sia all’interno di una canzone, sia nell’alternanza delle canzoni che compongono la scaletta. Eric è bravissimo a incalzare il pubblico e a divertirsi con noi, togliendo spesso una in-ear per godersi i cori e gli applausi che arrivano dal pit – e, dall’altro lato, a creare la giusta atmosfera per dedicare Hurricane a Dave Shapiro, manager della band recentemente scomparso, la cui assenza spezza il cuore degli I Prevail.
Electric Callboy
Dopo una piccola intro sullo schermo al centro del palco, gli Electric Callboy saltano in campo ed entrano subito nel vivo della serata: Elevator Operator dà il via a quasi due ore di adrenalina e divertimento, che non si interrompono grazie ad altre hit intramontabili tra cui Hypa Hypa, Every Time We Touch, Pump It, RATATATA, We Got The Moves.
I riff e gli scream metalcore si alternano a ritmi dance ed elettronici, accompagnati da giochi di luci, fiamme, coriandoli e dall’inconfondibile ironia del gruppo che si manifesta con continui cambi di abito per indossare costumi a tema con i videoclip delle canzoni, intermezzi divertenti e battute scambiate tra i membri e con il pubblico.
Ho apprezzato molto la semplicità con cui hanno saputo mostrarsi genuinamente e senza filtri e la capacità di instaurare una connessione vera con le persone presenti. Questo è stato il loro ultimo festival dell’anno e si sono detti molto contenti definendolo perfetto perché il fatto che non fosse né troppo grande né troppo piccolo ha permesso di creare una bellissima coesione.
Scaletta
1. Elevator Operator
2. MC Thunder II (Dancing Like A Ninja)
3. Spaceman
4. Still Waiting – Sum 41 cover
5. Hypa Hypa
6. Revery
7. Hate/Love
8. Arrow Of Love
9. Castrop X Spandau
10. Every Time Te Touch – Maggie Reilly cover
11. Pump It
12. Crawling – Linkin Park cover
13. I Want It That Way – Backstreet Boys cover
14. Hurrikan
15. Mindreader
16. MC Thunder
17. RATATATA (ft. BABYMETAL)
18. Tekkno Train
19. We Got The Moves
Report a cura di Patrizia Bazzani
Foto di Massimo Plessi

Comments are closed.