Fil di Ferro – Wolfblood

Giù il cappello e stendiamo il tappeto rosso, la Storia del Metal nostrano è qui. Quarant’anni di attività e una pellaccia dura come il cuoio per questa band che non ha alcuna intenzione di mollare il tiro. Fil di Ferro, creatura nata dall’impegno del leggendario Michele De Rosa (batteria, ma che ve lo dico a fare) e Bruno Gallo Balma (basso).

Allora accadrà quello che parrà un grande evento,che il lupo ingoierà il sole e ciò
parrà agli uomini una grande sventura.
L’altro lupo catturerà la luna e anch’esso provocherà un grande disastro.
Le stelle scompariranno dal cielo.
Avverrà pure che tutta la terra tremerà, le montagne crolleranno e tutte le catene e legami
si spezzeranno e si infrangeranno
– Snorri Sturluson –

Ma non è la storia del gruppo la notizia di oggi (che anzi dovreste conoscere a menadito e nel caso contrario, avete un compito a casa, quello di studiarvela), quanto il fatto che i Fil di Ferro saranno nuovamente sul mercato, da domani in anteprima digitale e  il 31 nei formati cd e vinile, a sette anni di distanza da It’s Always Time, con questo WOLFBLOOD, concept riguardante la mitologia nordica coi suoi personaggi,le loro storie, personalità e il conto alla rovescia nell’attesa del Ragnarock.

Album autoprodotto che vedrà tra gli interpreti, oltre al già citato leader Michele De Rosa, gli amici di vecchia data Gianni Castellino (già presente nell’ album It’s Always Time ) al basso, il virtuoso Miky Fiorito (in formazione dal 1988 con l’omonimo album) alla chitarra e la bella talentuosa Paola Goitre alla voce, frontwoman dalle doti vocali di altissimo livello, direttamente dall’underground torinese.

HEL (GODDESS OF THE UNDERWORLD) introduce l’opera, tessendo voci mistiche e riff robusti. Lei, dea dei morti, figlia di Loki e il suo drammatico destino a capo di un regno oscuro e malsano. La dannazione della solitudine in cambio di poteri straordinari. Una vita incomprensibile all’occhio umano ma diabolicamente seducente.

Lunghi canini affilati digrignano.

WOLFBLOOD, pezzo tiratissimo di puro metallo, ritmiche taglienti e una voce di scuola Halford dai picchi quasi irraggiungibili. Fenrir il lupo, fratello di Hel, corre famelico nella brughiera.
Forza e astuzia, belva sanguinaria in grado di terrorizzare perfino gli dei, talmente potente da poter essere incatenata, in attesa dello scontro finale, solo dalla magia.

Sale sul palco la mistica WARRIORS, la guerra, i suoi interpreti. Una voce che pare battezzata da sua maestà Ronnie James Dio in un brano che fà dell’ orecchiabilità il suo punto forte.
Guerrieri determinati allo scontro, valchirie dagli elmi d’ oro e lance alla mano, attendono nel Valhalla il gran finale. La guerra di tutte le guerre.

Un arpeggio introduce MEMORIES AND THOUGHTS, maestosa ballad, sublime nell’assolo, scura d’ animo. Le memorie di Odino, la conoscenza, il suo prezzo. Un occhio lasciato in pegno, mutilazione dai poteri immensi. Guida degli uomini e degli dei, gli ultimi pensieri prima dello scontro col caos.

Tamburi di guerra, THE CURSE OF THE WEREWOLVES è dna sabbathiano in un violento racconto di cupidigia. Hati, figlio di Fenrir, domina dall’ alto della montagna, circondato da fedeli lupi mannari. Pesanti riff fanno da cornice a questa storia. E’ alta nel cielo la luna, splendente, quasi irraggiungibile. Lei, eterna, bramata dannazione della bestia.

There’s full moon tonight
And your beauty drags me
I feel it in my blood…

Si cambia atto con l’apocalittica DESTINY OF THE GODS, drammatico pezzo carico di  pathos, articolato quanto elegante. La fine del mondo in tutte le sue sfaccettature. Pioggia di sangue, aria di morte. Il passaggio verso una nuova era, lo scotto da pagare.

…and I can see the signs
the destiny of the gods
and war is lost
the stars are falling off the sky…

Come un soffio di vento, arriva e scorre via LIFE, breve, sontuosa strumentale ad accompagnare THE SHINING PRIEST OF THE NIGHT, virtuoso esempio di heavy old school. Il giorno e la notte, Hati, il fratello Skoll e i loro degenerati, catastrofici desideri.

Giro di basso e via con la granitica SACRIFICE. Veloce, mistica, strizza ancora l’occhio alla scuola Birmingham di Iommi e soci. Il Ragnarock è ormai alle porte. Non si torna indietro, sei pronto al sacrificio?

…now I will die
for what really sacred is
honor is all I have
better fall than live hopelessly…

E siamo all’ epilogo con BITTER IS THE WIND TONIGHT, struggente ballad mai melensa. Arpeggi accompagnano la voce di una Paola Goitre semplicemente sublime. Il dramma di chi rimane, il pensiero a chi non c’è più. La consapevolezza di dover andare avanti, con cuore vuoto e occhi lucidi.

…but whenever in my dreams
I will see you with glowing eyes
riding in the wind
With a heart that feels nothing more…

Soffia il vento.
Cala il sipario.

Opera definibile solo con un termine: Capolavoro. Non c’è un pezzo che sia scontato o che faccia da riempitivo a qualche singolo. Tutto è confezionato ad arte in questo disco semplicemente perfetto. Il ruggito (o ululato?) di una band che è ancora in grado di stupire, trasformata nell’organico ma decisamente solida. Il lupo è di nuovo tra noi. Grazie e ben tornati.

Inchino.

fildiferro.com/

Tracklist :

Hel (Goddess of the underworld)
Wolfblood
Warriors
Memories and thoughts
The curse of the werewolves
Destiny of the gods
Life
The shining priest of the night
Sacrifice
Bitter is the wind tonight

Band :
Paola Goitre – voce
Miky Fiorito – chitarra
Gianni Castellino – basso
Michele De Rosa – batteria

 

 

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