2022 – Casa Gogol

“Questa è musica di sopravvivenza e perseveranza. Questa è sempre stata la nostra principale forza trainante”

dichiara Eugene Hutz, frontman dei GOGOL BORDELLO, riguardo al loro nuovo album “SOLIDARITINE

“Vogliamo solo regalare al mondo un album senza tempo con messaggi di potenzialialità umane”.

Il loro ottavo album è ispirato dalla sopravvivenza di fronte alle avversità, un tema che può essere applicato alla pandemia tanto quanto alla guerra in corso nella sua nativa Ucraina. Queste parole pronunciate dal loro storico leader, descrivono alla perfezione, cosa ci si può aspettare, quando si decide di ascoltare “Solidaritine”. Dodici canzoni, molto energiche ed alcune davvero assai impetuose e selvagge. Le radici punk della band si amalgamano alla perfezione con sonorità reggae e ska,presenti in piu’pezzi.

C’è anche la presenza di Hr dei Bad Brains nella traccia “The Era of the End of Eras” e di Kazka in “Take Only What You Can Carry” e “Forces of Victory” (insieme a Serhiy Zhadan).

Eugene vive a New York dal 1993 e si può immaginare con che spirito possa vivere la drammatica guerra in Ucraina, viste le sue origini. Testi molto impegnati e pacifisti hanno sempre caratterizzato i temi trattati dalla band e in questo album, ancora di più.

Non si può rimanere insensibili a quello che descrive l’opener “Shot of Solidaritine“, una vera cavalcata sonora che unisce perfettamente musica punk e sonorità gitane, cosa che solo i Gogol Bordello sanno fare alla perfezione, rimanendo sempre credibili. Nessuno suona come loro. Band sicuramente unica nel panorama internazionale e pietra miliare della musica indipendente.

La loro forza sono certamente i concerti. Ti sembra di essere catapultato in un matrimonio gitano dell’ Europa dell’Est, con festa che si protrae fino al mattino ed ampie libagioni alcooliche. La produzione del lavoro è di Walter Schreifels, insieme ad Eugene Hutz. Sicuramente una produzione, che ha evidenziato in misura lampante e vincente, il loro lato hardcore. Il dolore della guerra in Ucraina è il cardine di questo loro ottavo lavoro.

Ci sono ospiti prestigiosi, quali Kazka, artista ucraino, che impreziosisce la rabbiosa ed intensa “Take Only What You Can Carry“, descrizione perfetta di tutto quello che il popolo ucraino sta subendo a causa della barbara invasione russa.

La band è altresì pienamente supportiva del diritto di difesa dell’esercito ucraino e lo descrive perfettamente in “Forces of Victory“.

Ci sono anche interessanti connubi tra rock e ska, come nel primo singolo “Focus Coin“, che sicuramente sarà molto pogata nei loro concerti.

Pezzi quali “My Imaginary Son“, invece ti riportano indietro alla migliore scuola old punk e all’incredibile capacità di interazione che la band ha col proprio pubblico, specialmente in chiave live.

Se amate i Gogol Bordello ,non potrete lasciarvi sfuggire questo ottimo disco.

Mauro Brebbia

Tracklist

1. Shot of Solidaritine
2. Focus Coin
3. Blueprint
4. The Era of the End of Eras (feat. HR)
5. I’m Coming Out
6. Knack For Life
7. The Great Hunt of Idiot Savant
8. Take Only What You Can Carry (feat. KAZKA)
9. My Imaginary Son
10. Forces of Victory (feat. Serhiy Zhadan and KAZKA)
11. Fire On Ice Floe
12. Gut Guidance
13. Huckleberry Generation

 

 

 

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