Gotthard – Need to Believe

 

Nuclear Blast – Settembre 2009

Non c’è più da stupirsi di fronte ad ogni nuova pubblicazione dei Gotthard: il 2009 è l’anno di “Need To Believe” e questa nuova opera della formidabile band svizzera si rivela alle orecchie dell’ascoltatore come l’ennesima prova di maturità superata a pieni voti. Lo stile puro, semplice… inconfondibile di Lee e compagni si riflette in 11 pezzi pieni di qualità, intensità e freschezza… insomma in un album che nel suo complesso non ha nessun calo di tensione e che comunica all’ascoltatore emozioni vere e tangibili, direttamente e senza quei fronzoli che l’amante dello stile classic-glam-sleeze non ama ed evita volentieri.

Numerosi sono i riff che rimangono in testa (e se volete nel cuore) proprio per la semplicità che ne distingue l’unicità e la sincerità… così come in alcune ballads l’armonia provoca flashback provenienti direttamente da quegli anni (il decennio che va dagli 80 ai 90), tanto da riscoprirmi per l’ennesima volta innamorato di questa band che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo per la prima volta nel 2001 a Torino (e spinge a pentirmi di non averli scoperti prima…). Il fatto poi che a questo disco possa seguire un lungo tour destinato a toccare anche l’Italia mi rende entusiasta e voglioso di vedere nuovamente all’opera il quintetto svizzero.

Devo dire che la cosa che più mi colpisce (positivamente) è la costanza con la quale i Gotthard si propongono sulla scena musicale da una quindicina di anni senza perdere neanche mezzo colpo e tutto questo senza aver mai prodotto un album che si possa definire il loro capolavoro… insomma una prestazione media di alto livello è sempre garantita, quasi che il marchio “Gotthard” avesse assunto i contorni della “garanzia di qualità e soddisfazione”. Il tutto è sapientemente condito da freschezza e sincera voglia di fare musica: le note di “Shangri-la” a cui seguono la trascinante “Unspoken Words” e la melodiosa ed arpeggiata title-track costituiscono un trittico che si può prendere ad esempio per lo svolgimento di tutto il disco, davvero bello specie perché evidentemente prodotto per la voglia di fare musica e non per una scadenza contrattuale. Bellissima a mio avviso la successiva “Unconditional Faith” per la sua ventata di spensieratezza ed armonia (suono pienissimo alla Bon Jovi nel ritornello), per non parlare del pezzo che viene immediatamente dopo ovvero “I Don’t Mind” le cui ritmiche e il cui tiro spero di vedere ben eseguiti dal vivo. Molte delle canzoni proposte mi fanno venire voglia di mettermi a lavorare un po’ con la mia acustica per trovarne arpeggi ed accordi, ed infondo è proprio questa sensazione ogni volta a farmi pensare di trovarmi di fronte ad un album davvero importante. La seconda parte del disco si snoda in maniera simile alla prima… ovvero convincente e trascinante nelle note di pezzi tirati come “Right From Wrong” e “Rebel Soul” (che tiro ragazzi!) e nelle atmosfere più soft delle varie “I Know,You Know” , “Tears To Cry” (davvero molto bella) o “Don’t Let Me Down” dove i Gotthard riescono a sfoderare una prestazione globale che lascia soddisfatti e nuovamente innamorati del nostro fottuto Rock’n’Roll!!!

Consigliatissimo!

www.gotthard.com

Tracklist:
1. Shangri-la
2. Unspoken Words
3. Need To Believe
4. Unconditional Faith
5. I Don’t Mind
6. Break Away
7. Don’t Let Me Down
8. Right From Wrong
9. I Know, You Know
10. Rebel Soul
11. Tears To Cry
12. Ain’t Enough (Bonus Track)

Band:
Steve Lee – voce
Leo Leoni – chitarra
Marc Lynn – basso
Hena Habegger – batteria
Freddy Scherer – chitarra

 

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