2020 – Sony Music

A distanza di due anni, dal primo disco solista intitolato “Egomania“, uscito il 2 Novembre 2018, torna sul mercato discografico Mr Hans Erik Dyvik Husby , meglio conosciuto come Hank Von Hell.

Storico leader di una band, i Turbonegro che avevano davvero un seguito straordinario e fedele di fans (organizzati nelle mitiche Turbojugend).

Personaggio sempre sopra le righe, affascinante ed ironico nei suoi testi, fu davvero uno shock pazzesco, quando abbandonò definitivamente la band nel 2010 dopo una reunion durata 8 anni.

La tossicodipendenza e comportamenti che lo portarono davvero ad un passo dalla tomba, furono dimenticati con un nuovo stile di vita regolare e con un matrimonio con la modella Gro Skaustein.

I Turbonegro hanno letteralmente inventato un genere da loro denominato “death punk”, un punk molto energico con sonorità a volte vicine allo street metal e a volte al metal più pesante.

Passati più volte anche dall’Italia, erano capaci di show davvero infuocati ed invitavano a “vendere il proprio corpo nella notte” e furono anche paladini ed antesignani di tematiche care alla comunità LGBT.

Questo disco contiene 13 pezzi, alcuni sono interludi ed introduzioni ai pezzi. Bene o male, i territori sono quelli cari ai Turbonegro, forse un attimino modernizzati e con un uso maggiore dell’elettronica, ma senza sputtanarsi troppo.

D’altronde il precedente “Egomania” era stato un bestseller nelle classifiche di vendita scandinave e Hank era tornato a fare quello che ama:suonare di fronte ad un pubblico che lo vedeva come una sorta di imperatore.

Il disco è uscito il 15 Giugno (il giorno del suo compleanno numero 48), sempre su etichetta Sony Music.

Un disco direi compatto e assai ballabile in alcuni brani.

Ci sono vari ospiti come autori nelle varie tracce: Cone McCaslin e Dave Baksh dei Sum 41 come co-autori del brano Radio Shadow, Guernica Mancini dei Thundermother sul brano Crown e l’attore della serie HBO “Mayans M.C.” Frankie Loyal come voce narrante dell’intero disco.

Un disco che vuole rappresentare musicalmente il lato più oscuro della controversa personalità del corpulento cantante.

Un disco che si apre con una intro strumentale chiamato “Ad conteram incantatores“, dove si sentono in sottofondo cornacchie, animale sicuramente non conosciuto per portare fortuna.

Il disco non ricorda troppo il suo passato con i Turbonegro, anche se la sua voce è riconoscibilissima.

Forse soltanto pezzi quali “Radio shadow” e “Velvet Hell” possono rappresentare un valido trait-d’union con il suo passato.

Da citare come pezzo davvero riuscito anche “Crown“, pezzo cantato con la leader dei Thundermother, Guernica Mancini. Un pezzo quasi da dancefloor in alcuni frangenti.

La produzione è affidata al produttore inglese Tom Dalgety, che vanta collaborazioni con Rammstein, Ghost, Royal Blood, Opeth e Pixies tra gli altri.

Momenti di puro piacere e voglia di scatenarsi derivano anche da “Disco“, pezzo decisamente anni 80.

Lavoro che contiene anche pezzi velocissimi quali “Am i wrong“, che può essere raffigurato come un bel “manrovescio” in faccia.

Un disco che sembra essere fatto per poterlo riascoltare sempre anche 2 volte di fila e che si chiude con lo strumentale “Requiem for an emperor“, un minuto e trenta che rappresentano un’uscita di scena di Hank, pronto però’ a sorprenderci di nuovo quando si potrà tornare ad ascoltarlo anche dal vivo e in attesa del suo futuro terzo album.

Tracklist

1. Ad Conteram Incantatores
2. Dead
3. Danger Danger!
4. Blackened Eyes
5. Disco
6. Crown (feat. Guernica Mancini)
7. Radio Shadow
8 .Video Et Taceo
9. Velvet Hell
10. Forever Animal
11. Am I Wrong
12. 13 in 1
13. Requiem for an Emperor

Mauro Brebbia
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