In questo panorama musicale molto confuso e dettato da leggi di mercato mi fa molto piacere parlare con Giulia Moladori, cantante e bassista di un trio ligure che risponde al nome di Julia and the Roofers. Idee chiare, passione per la musica e profondità nell’animo sono caratteristiche che ci sono sempre piaciute ed ecco di seguito la nostra chiacchierata.

 

Julia and the Roofers… certo che quei due Roofers lì che sono con te… sono dei brutti ceffi davvero. Ne conosco uno in particolare… Ci parli di questo progetto.

I Julia and The Roofers nascono nel 2018 con l’idea di creare un trio acustico che ci permettesse di suonare nelle nostre zone che, ahimè, sono carenti di spazi e iniziative. Abbiamo così studiato un repertorio appetibile anche per un pubblico non per forza amante del rock, inserendo strumenti particolari quali il sitar suonato da Ranza insieme a chitarra e armonica, e le percussioni suonate da Peso.

C’è stata un’evoluzione nel tuo essere musicista, dalla cover band dei Led Zeppelin, al gruppo rock con strumenti non così da musica rock…

Diciamo che dopo l’esperienza nel tributo ho sperimentato un po’ di tutto: ho cantato in alcuni gruppi prog, suonato la chitarra in un gruppo reggae per poi tornare al metal, prima come cantante e poi di nuovo come chitarrista, finendo anche in un gruppo funky. Quando Peso mi ha proposto questo progetto ero satura di tutte queste esperienze e desiderosa di tornare a fare quello che alla fine mi tornava più naturale.

Guardando il tuo video ti ho visto in veste di cantante e ti ho visto imbracciare il basso, ma cercando qua e là qualche foto ti ho visto alla chitarra… ti senti più bassista o chitarrista? Domanda sciocca lo so…

In realtà non mi sento né chitarrista né bassista. Ho sempre portato avanti lo studio della chitarra per potermi rendere il più indipendente possibile a livello compositivo. Mi sono avvicinata al basso un po’ per necessità.

Ma come definiresti il genere di musica che proponete, so che non è mai facile farlo, potresti provarci…

Ho sempre trovato un po’ difficile trovare una collocazione a quello che proponiamo,  è sicuramente un qualcosa che fa parte della grande famiglia del rock . Come base si ispira molto al mood del grunge ma va a toccare anche sonorità più alternative e gotiche, soprattutto  nelle tematiche dei testi, con un pizzico di riot grrrl che non guasta mai.

Hai/avete pubblicato il primo singolo con un bellissimo video ‘Sound Of Evil’ che fa parte di ‘The Will Of Evil’ in uscita a gennaio 2021. Perché hai e avete scelto proprio come apripista, come biglietto da visita che presenta musicalmente Julia and the Roofers? Deve  essere stata una scelta oculata…

Inizialmente avevamo pensato ad un altro brano da proporre come singolo. Quando abbiamo cominciato a registrare “Sound Of Evil” siamo rimasti colpiti dall’impatto del pezzo e abbiamo subito cambiato idea. Rispetto alle altre canzoni del disco, oltre a presentare una struttura molto particolare, è il brano con le sfumature più heavy.

Ho guardato il video e nello scorrere noto tre momenti differenti. Il primo in cui sei tu la protagonista in ‘versione medievale’ (perdonami se sto esagerando), poi c’è un altro momento in cui sei tu in versione strega, molto bello il trucco e un’ultima parte in cui sei questo personaggio … non saprei come definirlo, ma molto affascinante…. Questi cambiamenti cosa rappresentano nello scorrere del brano? Evoluzione, mutamento interiore?

E poi due intermezzi con la band al completo e Pier Gonella durante l’assolo. Grande Pier…

Il brano descrive quel momento in cui la realtà ha la meglio sulla finzione. Ho deciso di rappresentare questo passaggio impersonando tre personalità delle carte dei tarocchi: La prima figura è la Regina di spade che, reggendo il peso della sua lama, simboleggia il dolore provato. La figura di mezzo è la morte, evento inevitabile per il cambiamento, mentre l’ultimo personaggio è l’imperatrice, simbolo di rinascita e buona fortuna.

 Adesso l’album. Conosciamo solo un brano e il titolo ‘The Will Of Evil’. Puoi dirci qualche altra cosa? Qualche anticipazione possibile da riferire a noi e ai nostri lettori?

Posso dirvi che questo è un disco da ascoltare senza paraocchi. Abbiamo approcciato in pieno la filosofia della scuola Led Zeppelin che ti permette di sentire brani come ‘Whole Lotta Love’ per poi saltare ad una ‘Stairway To Heaven’ in tutta naturalezza. Vi invito quindi a chiudere gli occhi e a gustarvi a pieno tutte le sonorità dei pezzi senza farvi frenare dai pregiudizi.

Prima della pubblicazione dell’album ci sarà qualche altro brano da ascoltare o dobbiamo attendere qualche altra sorpresa…

Ci stiamo lavorando. Potrebbe esserci una sorpresina insieme all’uscita del disco ma al momento non posso anticiparvi nulla.

Da dove nasce l’ispirazione per i testi e la musica…

“The Will of Evil” è un lavoro molto personale che parla del mio vissuto recente. Ho voluto usare questo progetto come un rituale per esorcizzare alcuni episodi della mia vita e liberarmi della loro influenza negativa in modo costruttivo. Tutti i testi e gli scheletri dei pezzi sono opera mia mentre tutto il lavoro di finitura e arrangiamento è stato portato avanti in collaborazione con tutti i membri del gruppo.

 Parlaci dei due tuoi compagni di ventura… com’è lavorare con loro e vivere musicalmente con loro.

Ho conosciuto Peso e Ranza frequentando la MusicArt da allieva di Pier Gonella. Non finirò mai di ringraziarli abbastanza per aver messo a disposizione la loro professionalità e talento per la realizzazione di questo progetto. L’unico dispiacere è il non aver potuto godere a pieno di questa esperienza in quanto, a causa del periodo storico in cui viviamo, siamo stati costretti a lavorare a distanza perdendo un po’ di quella magia che si crea nel vedere i pezzi formarsi a poco a poco.

Certo che far uscire un album in questo momento così particolare per l’arte in generale e la musica in particolare è davvero una bella sfida.

Non sono mai stata molto fortunata con le tempistiche ma devo dire che se non fosse stato per questo periodo di fermo forzato non avrei mai avuto il tempo e la concentrazione necessari a scatenare l’intero processo creativo.

Come stai vivendo questo momento particolare di semi chiusura o di semi libertà – scegli come considerare il bicchiere. Come trascorri le tue giornate… Quale musica ascolti e quale musica fa parte delle tue radici e esperienze di vita?

Essendo una persona molto introversa non sento particolarmente il peso di questa situazione. Diciamo che questa semi chiusura mi ha dato la libertà di trovare più tempo per me stessa dedicandomi così a molte attività che avevo tralasciato nel tempo come la lettura e la scrittura. Il gruppo che mi ha fatto più compagnia in questi mesi sono sicuramente i Type O Negative.

Sempre piaciuti i Type O Negative. Quale futuro per la musica e per i musicisti?

Spero vivamente si possa ritornare il prima possibile ad una libertà apparente soprattutto per dare un po’ di sollievo al settore della musica dal vivo. Sarebbe bello se la gente, realizzando quanto fosse brutta la vita senza concerti, decidesse di supportare di più anche le realtà più piccole!

Grazie Giulia, vocalist e bassista di Julia & the Roofers (perché poi Roofers?). E’ stato un piacere averti con noi. Prima di lasciarci vorresti salutare i nostri lettori e… chiudi tu dai…

“Roofers” è il risultato di aver dato carta bianca ai miei colleghi! Grazie mille per averci dato la possibilità di parlare del nostro lavoro. Un grazie e un saluto a tutti i lettori di LongLiveRocknRoll anche da parte dei miei colleghi Roofers!

Ciao Giulia. Grazie ed in bocca al lupo e saluti al barbuto…

 

 

Avatar
Author

Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

Write A Comment

X

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi