‘…and don’t forget the joker’, urlava Lemmy in una strofa di ‘Ace of Spades’, brano che dava il titolo al quarto album dei MOTà–RHEAD, pubblicato 40 anni orsono… 8 novembre del 1980. E come dimenticare, ma i dimenticare, impossibile da dimenticare. Chi lo ha dimenticato peste lo colga… ooopsss la peste è arrivata, in questo ventesimo anno del nuovo millennio… allora vuol significare che qualcuno lo ha dimenticato! 

Tutto è stato scritto, e tutto abbiamo scritto. Tutto è stato detto, e tutto abbiamo detto. Difficile esprimere emozioni e sensazioni, sapori ed eccitazioni, turbamenti e nevrosi, ripensando a questo capolavoro del rock’n’roll, del metal, del rock, del punk o piùsemplicemente della musica di tutti tempi. Da parte nostra che lo abbiamo masticato c’è la rivendicazione assoluta di aver fatto parte di un momento unico della storia del rock’n’roll. Da parte dei creatori e degli esecutori di quell’insieme di assordanti ed esplosivi brani, di aver scritto una pagina memorabile ed indelebile della musica, della società  e della cultura di un periodo e di un’epoca, forse l’ultima fatta di sorrisi e di reazionaria bellezza, tra borchie e capelli lunghi, tra sonorità  violente e ironia, tra condivisione e alcolica intensità  riflessiva.

 

‘Ace of Spades’, l’insuperabile lavoro di un trio, che rimarrà  per sempre scolpito nei nostri cuori perchè unico, unico come il momento, unico come la potenza, unico per l’adrenalina, unico e basta. Punto focale di una rivoluzione che ancora oggi prosegue senza sosta tra mille ostali e disarmanti e oscene difficoltà , ma che continua imperterrita a penetrare cuori e menti senza badare a ostacoli, barriere o muri che non fanno parte della cultura musicale.

Alziamo i nostri calici brindando alla gloria dei MOTà–RHEAD che non suoneranno più, ma che le cui note continueranno a risuonare nei nostri mondi, nei nostri inferni, nelle nostre anime ricoperte di pece e whisky e coca, alziamo i nostri calici brindando alla gloria Lemmy, Eddie, Philty, tre rumorosi personaggi che inconsciamente hanno creato linfa vitale per noi e, che grazie a loro, siamo ancora qui a sognare, gridare, vivere e morire. 

40 anni fa… e siamo ancora testimoni che il rock’n’roll non morirà  mai!!! è inutile continuare a scrivere… bisogna essere capaci di ascoltare!!!

‘We Are MOTà–RHEAD, and we play rock’n’roll’

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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