Ho il solito grande piacere nel parlare con due amici dei quali da tempo seguo le loro ‘gesta musicali’ e che non finiscono mai di stupirmi”… Seguiti con i Necreodeath insieme, poi separatamente nei Raza de Odio e nei Mastercastle, poi di nuovo insieme nelle clinics di chitarra e batteria ai tempi di Lessons in Violence che vedeva coinvolti marginalmente anche noi di www.longliverokcnroll.it e ora di nuovo insieme in un nuovo doppio progetto. Sto parlando di Marco Pesenti, da tutto il mondo musicale conosciuto come Peso, e di Pier Gonella. I due sono insieme nel MusicArt, studio, sala prove, scuola di musica (già discusso di questo con Pier Gonella in un’intervista di qualche tempo fa, ndr), ma soprattutto anche nel MusicArt Project che si è cimentato nel rifacimento i chiave estrema do “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd ed intitolato “The Black Side of the Moon”.
Allora caro Peso, l’idea embrionale di questo “The Black Side of the Moon” so che è stata tua e che hai girato la proposta a Pier. Come mai ti è venuto in mente di imbarcati in un progetto del genere direi abbastanza impegnativo”… un azzardo?
Peso: Decisamente! Ci piacciono le sfide e se abbiamo il momento e le energie giuste le affrontiamo volentieri,consapevoli dell’impegno con cui devono essere affrontate! Abbiamo iniziato a testa bassa e fino alla fine abbiamo lavorato sodo per capire se la cosa poteva funzionare… per cui solo dopo un accurato ascolto finale di tutto quanto abbiamo deciso che si poteva definirlo e stamparlo mettendolo cosi in circolazione… E’ stata una bella avventura tutto sommato!
Leggevo sull’info sheet che lo scopo dell’album è semplicemente quello di fare un tributo ad un disco a cui entrambi siete affezionati, beh un semplice tributo e basta?
Peso: E’ un tributo ad una delle icone del rock e un biglietto da visita della nostra struttura musicale… di cui Pier è il titolare. Nel disco suonano gli insegnati dei corsi di musica e la produzione dalle prime riprese di batteria, all’ultima nota mixata è avvenuta proprio nella sede MusicArt… Un album che può tranquillamente dimostrare nel bene o nel male, a seconda delle vibrazioni che trasmetterà , la realtà insita nella nostra associazione! Un lavoro molto onesto e diretto dove l’ascoltatore, in base ai suoi gusti può valutare il nostro modo di lavorare.
Pier: Personalmente ho ascoltato tantissimo i Pink Floyd negli anni passati. Già in un disco dei Mastercastle avevo inserito come bonus track la cover di “Run Like Hell”, ma quando Peso mi propose l’idea di fare un tributo ad un disco intero l’idea mi ‘stuzzicò’ fin dall’inizio anche se sapevo benissimo che la cosa sarebbe stata molto impegnativa. Dopo un po’ di prove abbiamo coinvolto nel progetto Giorgia Gueglio alla voce, Steve Vawamas al basso, Andrea Vulpani alle tastiere (oltre naturalmente al superguest Zanna ed alcuni cori di Claudio Galbiato) che sono tutti insegnanti in MusicArt rispettivamente di canto, basso e pianoforte. Per cui il nome stesso MusicArt risultò il piùappropriato per identificare questa nuova squadra.
È vero quello che ho letto nello stesso fogliettino, ovvero che hai inciso i primi arrangiamenti alcune parti di batteria sul metronomo e altre suonando sui pezzi originali? Ma mi spieghi che vuol dire sul metronomo?
Peso: sì”… ho suonato certe linee di batteria ascoltando in cuffia l’originale o altrimenti come nel caso di “Money” o altri brani ho impostato un andamento metronomico (battiti al minuto) piùveloce rispetto all’originale per dare un enfasi piùvicina al nostro DNA.
Pier: l’idea di Peso di registrare le parti in questa maniera è stata fondamentale perché onestamente non era semplice capire ‘da che parte cominciare’!
Una particolarità positiva dell’album, a mio parere, è non essere troppo duro o estremo, ma rispetto all’originale indurito, con un aumento di potenza ma senza tralasciare e modificare in toto le parti piùarmoniche”… dimmi la verità ”… come hai vissuto l’idea della rivisitazione del lavoro dei Pink Floyd? Ci sono stati dei momenti difficili durante gli arrangiamenti?
Peso: sì, hai perfettamente ragione… quello era il nostro intento per ottenere un risultato finale… abbiamo voluto arrangiare ma non stravolgere… senza naturalmente entrare in competizione coi grandi maestri che furono… comporre quelle canzoni negli anni settanta dimostra quanto erano avanti i Pink Floyd! Sì, momenti difficili ci sono stati per tutti noi 5 che abbiamo affrontato la scommessa”… ma credo che la persona che è riuscita ad imporsi con un risultato eccellente nella prova piùdifficile sia stata Giorgia, nell’interpretare “The Great Gig in the Sky”, con la sua voce! (splendida la sua interpretazione, grane cuore e grande professionista, ndr)
Pier: Beh onestamente il mixaggio è stato molto impegnativo perché è il momento in cui riordini tutti gli arrangiamenti dei musicisti e prendi tante scelte definitive, però tutti e 5 abbiamo saputo collaborare in maniera molto professionale ed amichevole”…
Cosa c’è che vi ha colpito di piùnell’album originale e cosa vi colpisce nelle vostra rivisitazione.
Peso: La cosa che mi ha colpito di piùn ella genialità dei Pink Floyd è il songwriting considerando gli anni che erano… quello li ha resi immortali nel mondo del rock!! Noi siamo dei semplici musicisti che rivisitano con grande umiltà il loro capolavoro!
Pier: Personalmente mi ha colpito l’enorme quantità di arrangiamenti e particolari di cui è composto il “Dark Side” originale. Man mano che procedevamo con la registrazione ne saltavano fuori di nuovi, ed ogni cambiamento era delicatissimo”… pur con tutte le tecnologie ed i software con cui si lavora oggi è stato davvero un lavoro difficile.
L’ho definita sfida la vostra, ti / vi può andar bene?
Peso: Certamente!
Avete pensato di portarlo dal vivo?
Peso: No, non lo porteremo dal vivo.. non siamo una cazzo di tribute band.. è un progetto che ha avuto la sua nascita piùdi due anni fa con l’idea embrionale ed è arrivata alla conclusione con la realizzazione su stampa! Anche se la vita mi ha insegnato a mai dire mai,m a non sono dell’idea attualmente di portarlo in giro per fare marchette dal vivo.
Lo avete detto ai signori Pink Floyd del vostro “The Black Side of the Moon”?
Peso: Li abbiamo contattati tramite internet ma chiaramente non abbiamo avuto risposta… ma e’ giusto cosi..
Una sola parola per definire l’album
Peso: interessante
Pier: curioso
Mi sembra che ci sia una buona armonia fra di voi, con Pier è normale, ormai la vostra collaborazione dura da anni ormai, non solo con i Necrodeath (ricordo le Lessons in Violence e ora MusicaArt studio e scuola), ma ho ascoltato con piacere un buon feeling anche con Giorgia e Steve e Andrea e anche con Zanna.
Peso: Con Pier suono ormai dal 2006 quando ci ha seguito in veste di sostituo chitarrista (in quei tempi momentaneo) nella tournée europea di spalla ai Marduk… 20 date in 20 giorni con distanze assurde sono state un bel banco di prova per tutti..ma pier si e’ integrato subito alla grande con noi..dividendo momenti di dura fatica, soprattutto nei viaggi e per le poche ore di sonno che avevamo a disposizione a momenti di puro divertimento… (è lì che è nato il suo soprannome “il mago” e non per le sue doti chitarristiche…
Ormai il MusicArt è avviato, come funziona la vita al suo interno.
Peso: Ci sono corsi tutti i giorni di canto batteria basso pianoforte e chitarre e in parallelo lo studio di registrazione accoglie musicisti che spaziano un po’ in tutti i generi,anche se chiaramente l’utenza metal è quella piùgettonata… inoltre è la sala prove dei Necrodeath dove componiamo facciamo e disfiamo tutti i giorni.. ahahah..
Pier: nei due anni di lavoro in MusicArt c’è stato davvero tanto da fare ma ho anche raccolto grandi soddisfazioni. Come poter lavorare nella produzione sugli ultimi album Necrodeath e su tutti quelli dei Mastercastle, piùgli Athlantis di Vawamas ed altri progetti vari. Come scuola fra cantanti chitarristi bassisti batteristi e pianisti puoi immaginare che ne vediamo di tutti i colori, nel senso di generi musicali ed ambizioni, ma scommessa è sempre quella di offrire il piùpossibile quello che ognuno cerca nella musica ed al momento sembra i risultati ci siano.
Noto con piacere che avete tempo anche per divertirvi fra di voi e non solo di lavorare”… le cose nella vita le avete fatte girare a modo vostro”…
Peso: Amiamo il nostro lavoro per fortuna e le ore a volte non le contiamo, soprattutto Pier che si smazza veramente quasi 24 ore al giorno davanti a quel mixer o con in mano la sua chitarra…
Magari avete altri progetti di diversa natura sempre sotto forma di MusicArt? Altri album da rivisitare? Un buon punto di inizio direi”…
Peso: Per ora no. Pier ha appena ultimando il nuovo lavoro dei Mastercastle che uscirà a breve, come Necrodeath stiamo finendo la gestione del dvd che uscirà credo in primavera e nel frattempo insieme a GL e Flegias stiamo componendo nuove canzoni per un altro album Necrodeath che prevediamo di far uscire il prossimo anno… come vedi non ci fermiamo mai qui!!!
Peso, a te la conclusione per gli amici di www.longliverocknroll.it, io come sempre ti ringrazio!!! Anzi questa volta vi ringrazio!!!
Peso:
Grande!!! A presto!!!

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