Il tanto atteso nono album studio dei Nightwish “HUMAN. :||: NATURE.” esce cinque anni dopo l’ultimo lavoro “Endless Forms Most Beautiful” ed è un doppio album composto da nove brani sul primo CD “Human” ed otto pezzi quasi interamente strumentali sul secondo CD “Nature”. È inoltre il secondo album con Floor Jansen alla voce dopo i primi cinque con Tarja Turunen ed i seguenti due con Annette Olzon.

“HUMAN. :||: NATURE.” arriva dopo un periodo in cui i Nightwish sono stati molto attivi con 2 tour mondiali importanti, completi delle solite performance pirotecniche e spettacolari a cui ci ha abituato la band finlandese, oltre che ad aver pubblicato la raccoltaDecades” per celebrare i 20 anni di carriera della band nel 2018.

Siamo di fronte a quella che si può definire la più importante band di metal sinfonico della storia e di conseguenza il vero e proprio riferimento in questo genere. Le aspettative di questo album erano quindi decisamente alte e diciamo che i Nightwish non hanno deluso anche se “HUMAN. :||: NATURE.” è un album che bisogna ascoltare varie volte per capirne il concetto e per poterlo apprezzare pienamente. È infatti difficile entusiasmarsi fin dal primo ascolto di questo album perché tranne alcuni pezzi in perfetto stile classico Nightwish, la band azzarda a sperimentare un suono più epico e complesso, con lunghe parti strumentali non esattamente esplosive che richiedono il tempo di essere interpretate. Sicuramente quando si parla di Nightwish, viene in mente lo stile metal sinfonico orchestrale per eccellenza, ovvero un suono composto da un’orchestra sinfonica potente e maestosa con moltissimi strumenti che si basano su dei riff metal accompagnati da una voce lirica affidata ad un soprano. Questo marchio di fabbrica non manca neanche in quest’album ma è espresso in un modo meno esplosivo. Per intenderci, non aspettatevi troppi pezzi in stile “I Want My Tears Back”, “Wish I Had an Angel”, “Slaying the Dreamer”, “Storytime” o “Devil & the Deep Dark Ocean”.

L’album infatti, inizia con “Music”, un brano con una lunghissima intro composta da quello che potrebbero essere i suoni di una foresta notturna, tra ululati di lupi e canti di uccelli, accompagnati da alcuni archi in sottofondo. Il pezzo si evolve in una sorta di canto tribale accompagnato da percussioni, cornamuse e flauti prima di sentire per la prima volta la voce di Floor in questo pezzo. Il brano diventa quindi molto dolce con la voce di Floor accompagnata principalmente da una tastiera. Da qui in poi “Music” è un crescendo di intensità. Si aggiungono progressivamente sempre più strumenti fino ad arrivare su ritmi più sostenuti ed al metal sinfonico classico completo di tutte le sue caratteristiche.

La seconda traccia dell’album è “Noise” che fu il primo singolo di “HUMAN. :||: NATURE.” rivelato ad inizio febbraio. Questo pezzo è quanto di più classico ci si possa immaginare dai Nightwish: c’è il riff di tastiera accattivante di Tuomas Holopainen, c’è la chitarra potente ed efficace di Emppu Vuorinen e tutta la cornice epica del metal sinfonico arricchita da cori ed archi suonati intensamente. Per chi ha avuto l’occasione di vedere i Nightwish dal vivo si riesce perfettamente ad immaginare questo pezzo su una delle loro classiche coreografie di fuoco, fiamme e fuochi d’artificio. Sarà magari anche classico, ma è ciò che i Nightwish sanno fare meglio di chiunque altro ed infatti il pezzo è senza dubbio il più bello dell’album.

Si prosegue con “Shoemaker”. È un pezzo che ha sicuramente un interessante intro suonata con clavicembalo e la particolarità di avere nel canto un duetto con Floor e Troy Donockley (che suona tutti gli strumenti aerofoni per la band) oltre che ad una lunga parte finale interpretata da Floor in puro canto lirico. È il primo brano in cui si percepisce infatti l’idea della band di sperimentare una sonorità più epica e ricercata. Di conseguenza è un pezzo difficile da apprezzare completamente dal primo ascolto, ma che ha sicuramente una costruzione notevole. La traccia è un omaggio a “Eugene Shoemaker”, geologo americano e pioniere nel campo delle scienze planetarie le cui ceneri furono portate sulla luna durante la missione Lunar Prospector nel 1999 dopo la sua morte in un incidente d’auto.

Harvest” è il secondo singolo dell’album rivelato prima dell’uscita dell’album ed è interamente cantato da Troy. È un pezzo decisamente inusuale per i Nightwish, con lunghe parti iniziali dove troviamo la voce di Troy accompagnata da unicamente percussioni, chitarra acustica e pianoforte. Il pezzo prosegue da metà in poi in una parte strumentale molto bella e gioiosa dominata da assoli di flauto, cornamusa e tastiera.

Pan” inizia con un intro di tastiera molto melodica per poi lasciare spazio ad un riff di chitarra improvviso seguito dalla voce di Floor che canta la prima strofa su tonalità molto alte. Ci sono momenti in cui la chitarra riprende il sopravvento con riff improvvisi per poi quasi assentarsi del tutto oltre che a cori che dominano una gran parte della seconda metà della canzone. Anche in questo caso il pezzo è complesso da apprezzare al primo ascolto… ma il gran lavoro di composizione di Tuomas, che ricordiamo essere il principale compositore della band, è innegabile.

How’s the Heart?” invece riprende le redini di un pezzo che piace fin da subito. Anche solo la principale melodia di cornamusa che si può apprezzare fin dai primi secondi è decisamente accattivante e rende il pezzo molto bello. Risulta essere una scelta decisamente azzeccata quella di mettere in primo piano la voce di Floor nelle strofe per poter apprezzare pienamente tutto il suo talento innegabile prima di arrivare ad un ritornello completo di molti più strumenti e che rimane impresso fin da subito. Il pezzo è molto allegro e dà davvero voglia di riascoltarlo a ripetizione.

Si prosegue con “Procession”, una traccia che si potrebbe definire come power ballad. La voce di Floor è molto dolce per tutto il pezzo e la melodia che la accompagna molto delicata. È un pezzo che trasmette una sensazione di pace ma allo stesso tempo anche di malinconia, con una piccola parte in canto lirico che ricorda un’opera teatrale in stile tragedia.

Tribal” è un pezzo a dir poco particolare, con un intro d’archi che crea un’atmosfera molto lugubre prima di lasciar spazio alla voce di Floor che viene accompagnata da un ritmo di percussioni che ricorda decisamente i tamburi utilizzati solitamente durante i canti tribali. C’è una parte centrale dove Floor si cimenta in un mezzo scream su quello che sembra quasi una formula di stregoneria ed ovviamente anche un tratto dedicato ad un vero canto tribale, il tutto enfatizzato da potenti riff che prendono di tanto in tanto il sopravvento. Per quanto anche questo pezzo entri nella categoria dei pezzi molto ricercati e magari difficili da apprezzare al primo ascolto, non si può sicuramente rimproverare i Nightwish di aver mancato di originalità.

Il primo CD si conclude con “Endlessness”, che ci permette di poter sentire finalmente anche il bassista Marco Hietala al canto. Risulta infatti strano che non ci siano stati altri spazi per sentire Marco cantare negli altri brani, in quanto i Nightwish ci avevano ormai abituato ad averlo al canto decisamente più spesso. In ogni caso, in questo pezzo è sicuramente protagonista ed appare in primo piano con Floor invece meno presente che negli altri brani. Personalmente penso che il pezzo di chiusura della parte “Human” dell’album non risalti particolarmente. Fatta eccezione per una parte strumentale alla fine del pezzo molto azzeccata che ricorda la chiusura di un’opera teatrale, il resto della traccia ha un ritmo un po’ blando che non entusiasma più di tanto…

Il secondo CD “Nature” è quindi composto da otto pezzi interamente dedicati alla natura. Le tracce sono quasi esclusivamente strumentali, ad eccezione di qualche passaggio narrativo e qualche coro. L’insieme di questi pezzi è sicuramente molto maestoso. Si percepisce una grandissima creatività e le melodie ottenute sono bellissime. È chiaro che essendo pezzi strumentali non possono essere paragonati agli altri brani del CD “Human” perché sono due cose molto diverse. Bisogna godersi questo CD come se si ascoltasse un album di un’orchestra o come se fossero le colonne sonore di film dove grandi e maestosi paesaggi della natura sono messi in primo piano. Da far notare in particolar modo “Quiet as the Snow” che ha una parte d’archi davvero molto bella.

Non si potrà mai dire ai Nightwish di non aver osato sperimentare qualcosa di nuovo in quest’album. E malgrado il fatto che i pezzi richiedano vari ascolti per poterli apprezzare pienamente, non si potrà neanche dire che non siano riusciti a creare ancora una volta dei gran pezzi, dove la maestosità del metal sinfonico è sempre e comunque espressa molto bene. È chiaro, “HUMAN. :||: NATURE.” non è paragonabile ad album come “Once” o “Imaginaerum” che rimangono intoccabili, ma è sicuramente qualcosa di nuovo che può solo che essere apprezzato nella lunga carriera di una delle colonne portanti del metal sinfonico.

Tracklist

Disc 1:

Music
Noise
Shoemaker
Harvest
Pan
How’s The Heart?
Procession
Tribal
Endlessness

Disc 2:

All the Works of Nature Which Adorn the World – Vista
All the Works of Nature Which Adorn the World – The Blue
All the Works of Nature Which Adorn the World – The Green
All the Works of Nature Which Adorn the World – Moors
All the Works of Nature Which Adorn the World – Aurorae
All the Works of Nature Which Adorn the World – Quiet as the Snow
All the Works of Nature Which Adorn the World – Anthropocene – Including “Hurrian Hymn to Nikkal”
All the Works of Nature Which Adorn the World – Ad Astra

Band

Floor Jansen – Vocals
Tuomas Holopainen – Keyboards
Marko Hietala – Bass & Vocals
Enppu Vuorinen – Guitars
Kai Hahto – Drums
Troy Donockley – Pipes, Flutes, Whistles & Vocals

 

Metal Dan
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