2022 – Sony Music

Sono stati anni davvero molto difficili per Ozzy Osbourne. Questo bisogna assolutamente dirlo. Problemi, che tutti noi appassionati del Madman di Birmingham abbiamo letto nei vari comunicati e visto nelle pochissime foto circolate di Ozzy in questi anni. Una leggera forma di Parkinson l’ha costretto a ridurre drasticamente sia l’attività live sia l’attività di incisione di musica inedita. Aggiungiamoci pure la sua positività al Covid19 e una crisi matrimoniale di Ozzy con la moglie Sharon, a causa della sua infedeltà conclamata e abbiamo un quadro del nostro Paziente Numero 9.

Questo disco è assolutamente ambizioso e si sta già rivelando un bestseller in tutto il mondo.
Numero 1 negli Usa, numero 1 in Inghilterra e un clamoroso (visto cosa va per la maggiore nella nostra Penisola) numero 2 nelle classifiche italiane. Tredici brani, alcuni davvero ben riusciti, altri decisamente meno.

Tanti ospiti prestigiosi quali Eric Clapton, Jeff Beck, Josh Homme (Queens of the Stone Age), Tony Iommi (suo compagno storico nei Black Sabbath), Mike McCready (Pearl Jam) e gli ormai fidatissimi Zakk Wylde (ovviamente anche sua chitarrista live), Duff McKagan (Guns N’ Roses), Andrew Watt (anche produttore) e Chad Smith (Red Hot Chili Peppers). Inoltre c’è il ritorno in alcuni pezzi dell’attuale bassista dei Metallica, Robert Trujillo (basso),che ricordiamo tutti,come membro storico della sua band.

Il lavoro è assai prodotto bene da Andrew Watt e la promozione è stata particolarmente vincente con la presenza live di Ozzy (con Tony Iommi) alla cerimonia conclusiva dei Giochi del Commonwealth l’8 agosto a Londra (tre anni dopo la sua ultima apparizione su un palcoscenico) e anche il 9 settembre nell’halftime del match di football americano, Los Angeles Rams e Buffalo Bills (insieme a Zakk Wylde).

Patient Number 9” è sicuramente stato – secondo dichiarazioni dello stesso Ozzy – la migliore cura per distrarsi dai suoi problemi fisici e personali. L’album doveva uscire già appena dopo “Ordinary Man” del 2020, ma sia quello successo nel mondo a causa della pandemia, sia i gravi problemi di salute di Ozzy, hanno fatto slittare l’uscita del disco a Settembre 2022. Certamente rispetto a “Ordinary Man”, c’è un ritorno maggiore alle sonorità classiche di Ozzy ,sia da solista sia coi Black Sabbath.

I riffs sono granitici e persino Eric Clapton fai fatica a riconoscerlo per un inconsueto e comunque vincente assolo (assai pesante e piu’ fast del suo solito) in “One of These Days“(dove suona anche Duff McKagan).

La versione album della titletrack “Patient Number 9” apre il disco. Più estesa, rispetto a quella uscita come singolo e sempre con le chitarre inconfondibili di Jeff Beck ad impreziosire tutto. Se la versione singolo del pezzo non mi aveva particolarmente colpito, devo ricredermi sulla versione estesa, impreziosita da un intro molto evocativo Ozzy, ormai scherza sempre con la morte (già lo faceva nel precedente album) e nei suoi testi è sempre molto ironico, pungente e con un tipico humour nero inglese. In alcuni punti del lavoro è palese anche l’uso dell’autotune per la voce di Ozzy. Non so se sia un bene, sia un male, ma certamente il risultato finale migliora.

Andrew Watt, d’altronde produce artisti pop di fama mondiale quali Camila Cabello, Dua Lipa, Shawn Mendes, Justin Bieber ed è certamente un top player ed esperto per questi aiuti in studio.
La produzione del lavoro è assolutamente cristallina e non ci sono sfumature. Tutti i vari artisti presenti nell’album, sia come ospiti sia come musicisti principali nella maggior parte dei pezzi, ricevono adeguata giustizia al loro duro lavoro per Ozzy.

C’è ovviamente anche il solito omaggio agli idoli di Ozzy, i leggendari “The Beatles” in “A thousand shades”, sempre con Jeff Beck. E ‘presente nel disco anche Taylor Hawkins dei Foo Fighters. Batterista mai compianto abbastanza e scomparso improvvisamente prima di un concerto della band in Colombia, quest anno. Ozzy nella titletrack dell’album dice di “seppellirlo pure, tanto lui sarà sempre immortale”.

L’altro pezzo inciso con Tony Iommi, “Degradation Rules” è un déjà-vu che ti riporta subito alle atmosfere cupe di “Masters of Reality”.

Ozzy conclude dicendo alla fine che “non sa se ce la farà -nda ad incidere altro- ma che ha tutto sotto controllo”.  Si spera ovviamente di vederlo dal vivo nel 2023 a Bologna, dopo i vari posticipi.

Altri pezzi che spiccano sono certamente, “No Escape From Now“, con i suoi effetti vocali e il lento e assai cupo “Mr. Darkness“, con Zakk che regala emozioni in continuazione con la sua inconfondibile chitarra.

Evil Shuffle” è invece un pezzo che descrive perfettamente la sua difficile convivenza con il morbo di Parkinson.

In sostanza un lavoro più che buono. Non certamente un capolavoro assoluto, ma un lavoro col cuore.
Segnalo anche l’uscita dell’album in tiratura limitata ed autografata da Ozzy stesso.

Mauro Brebbia.

Tracklist

1. Patient Number 9
2. Immortal
3. Parasite
4. No Escape From Now
5. One Of Those Daysù
6. A Thousand Shades
7. Mr.Darkness
8. Nothing Feels Right
9. Evil Shuffle
10. Degradation Blues
11. Dead and Gone
12. God Only Knows
13. Darkside Blues

Solo band members

Ozzy Osbourne – lead vocals, harmonica
Zakk Wylde – guitar (tracks 1-3, 6-9, 11, 12)

Additional musicians

Andrew Watt – guitar (all tracks), production
Jeff Beck – guitar (tracks 1, 6)
Tony Iommi – guitar (tracks 4, 10)
Mike McCready – guitar (track 2)
Eric Clapton – guitar (track 5)
Josh Homme – guitar (track 12)
Robert Trujillo – bass (tracks 1, 3, 4, 6, 7, 9-12)
Duff McKagan – bass (tracks 2 & 5)
Chris Chaney – bass (track 8)
Chad Smith – drums (tracks 1, 2, 4-6, 8-11)
Taylor Hawkins – drums (tracks 3, 7, 12)
James Poyser – organ (tracks 5, 7)

 

 

 

Mauro Brebbia
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