Il boato che ha scosso il TD Coliseum di Hamilton non era solo per la celebrazione della musica canadese, ma per un momento che molti credevano impossibile. I Rush sono tornati. E lo hanno fatto con una scarica di adrenalina pura, aprendo la cerimonia dei Juno Awards 2026 con una versione incendiaria di “Finding My Way”.
Scegliere il brano d’apertura del loro primo album del 1974 non è stata una coincidenza, ma un cerchio che si chiude. Geddy Lee e Alex Lifeson sono saliti sul palco con la grinta di chi ha ancora molto da dire, riportando in vita quel sound grezzo e hard rock che ha dato inizio alla leggenda oltre cinquant’anni fa.
La domanda che bruciava sulle labbra di tutti i fans ha finalmente trovato risposta: sì, questa performance ha segnato il debutto live ufficiale della nuova batterista. A sedersi dietro l’imponente kit che fu del compianto Neil Peart è stata Anika Nilles.
La musicista tedesca, già nota nel mondo della batteria per la sua tecnica mostruosa e il suo groove innovativo, ha superato la prova del fuoco con una classe immensa. Non ha cercato di essere un clone di Peart, ma ha onorato la sua memoria portando un’energia fresca e potente che ha letteralmente “acceso” Geddy e Alex.
Geddy Lee ha dichiarato nel backstage che Neil sarebbe stato felice della scelta, e a giudicare dalla precisione chirurgica con cui Anika ha affrontato i passaggi di “Finding My Way”, il futuro dei Rush è in mani (e bacchette) sicurissime.
Questo assaggio ai Junos è solo l’inizio. La band è pronta a partire per il tour mondiale “Fifty Something”, che farà tappa anche in un imperdibile data a Milano il 30 Marzo 2027 all’Unipol Dome e se le premesse sono quelle viste a Hamilton, ci aspetta un viaggio epico. I Rush sono tornati a casa, e il rock canadese ha ritrovato i suoi re.

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