Soul Grinder – The Prophecy Of Blight

 

Autoproduzione – Luglio 2019

Allora da dove inizio?
Il mio consiglio è quello di chiudervi in una stanza e ascoltare rigorosamente da soli questo cd. Poi quando vi sarete ripresi dovete assolutamente farlo ascoltare agli altri e praticare il “famoso” passaparola che non passerà mai di moda e che in fin dei conti rimane il modo migliore per conoscere gruppi.
The Prophecy Of Blight’ mi ha provocato un terremoto interno come non mi capitava da tempo. Mi sono imbattuto nei Soul Grinder così per caso e subito è scattata la scintilla, quella fulminea e imprevedibile che ti fa innamorare e appassionare di un gruppo.

La band arriva da Portland, Oregon dove si è formata nel 2016. L’anno successivo esce l’ep di debutto, ‘Terraflesh’ e poi il tanto sospirato debutto che arriva tre anni dopo.
Il terzetto composto da April Dimmick (basso e voce), Kevin Ross (batteria) e Alex Avery (chitarra) propone un heavy metal (nei nove brani troviamo influenze thrash e death più che altro per quanto riguarda la voce) esplosivo rigorosamente anni ottanta. Facendo un paragone possiamo accostare i nostri ragazzi al primo Lizzy Borden, soprattutto per il look della cantante April, “shocckkante” e irriverente, dotata di una voce tagliente e una presenza importante.

Intro e si parte con ‘Hunting The Prophecy’ un brano semplice per quanto riguarda la ritmica e che mette in chiaro le cose sin da subito: i Soul Grinder spaccano.
La successiva ‘Kill Maim Burn’ presenta un sound più oscuro e vicino al thrash metal e vede April esternare tutta la sua grinta con un cantato in growl molto incisivo.
Lost And Damned’ vi trascinerà lentamente e senza via di scampo in un tunnel fatto di orrore e sofferenza, la gola brucerà e un senso di soffocamento prenderà il sopravvento.

Il thrash e l’heavy metal incrociano ancora le loro strade in ‘Blighted Land’ tre minuti al fulmicotone non serve aggiungere altro.
Beasts Of Chaos’ più lunga e articolata risulta essere un altro brano su cui puntare mentre ‘Apotheosis’ non mi ha convinto per via di una certa confusione e indecisione su quale strada prendere, insomma un pezzo minore ci può anche stare.
Thrall’ ci riporta nelle atmosfere tipiche degli 80’s mentre la conclusiva ‘The Rift’ ancora una volta trasmette quel senso di claustrofobia e di tensione.

Ora è giunto il momento di iniziare a far conoscere i Soul Grinder ad amici, conoscenti e quant’altro. L’ascolto del disco è terminato e il giudizio è totalmente positivo. ‘The Prophecy Of Blight’ è stata una sorpresa non da poco, è vero i Soul Grinder non hanno inventato nulla, ma questa band ha personalità da vendere, grinta, entusiasmo e soprattutto trasmette qualcosa di importante all’ascoltatore.

Sicuramente una delle sorprese del 2019.

www.facebook.com/soulgrinderofficial

Tracklist:

1.Gathering
2.Hunting The Prophecy
3.Kill Maim Burn
4.Lost And Damned
5.Blighted Land
6.Beasts Of Chaos
7.Apotheosis
8.Thrall
9.The Rift

Band:

April Dimmick – voce, basso
Kevin Ross – batteria
Alex Avery – chitarra

 

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