SPV – Agosto 2016

C’è un detto che dice che non bisogna giudicare un libro dalla sua copertina. Ma come non essere attratti da un’intestazione del genere e non essere propensi a farsi suggestionare dalla stessa? ‘Make Some Noise‘ è il terzo lavoro di questo collettivo musicale, The Dead DaisiesL’ho chiesto a Doug Aldrich (chitarrista del gruppo, ex Dio, Whitesnake e chi più ne ha più ne metta) e mi ha spiegato che collettivo musicale significa che non ci sono dei musiscisti fissi nella band, ma essi sono intercambiabili a seconda dei casi… OK, chiaro?

Ma ritorniamo alla titolazione dell’album. Immaginate sul palco John Corabi (frontman, ex Mötley Crüe e chi più ne ha più ne metta anche in questo caso) urlare al pubblico ‘…are you ready to make some noise?...’, facile facile. Davvero furba e perfetta questa introduzione. E tutto sommato questo album rispecchia in pieno la sua etichettatura iniziale. E allora il detto che ho citato all’inizio, a proposito del libro e del titolo di copertina, in questo caso non funziona affatto.

E’ puro rock’n’roll, senza fronzoli, bello diretto e corposo, duro e scatenatissimo. Insomma questa volta il clichè del supergruppo, ‘musical collective’, banda di musicisiti d’esperienza, come volete definire a me non interessa, è rispettato in pieno. Cinque super rocker che fanno il loro sporco lavoro e portano a compimento il duro compito di rock’n’roller… John Corabi, voce, David Lowy alla chitarre e uno degli ideatori di questo impegnativo e rumoroso progetto, Marco Mendoza al basso (anche per lui ci vuole la parentesi per indicare la sua militanza e collaborazione con numerosi e grandi artisti), Brian Tichy alla batteria (apro ancora una volta per digitare alcuni nomi, Whitesnake, Ozzy Osbourne, Billy Idol e continuate voi) e il già citato Doug Aldrich alla chitarra. E il risultato è un esplosivo insieme di brani. Provate ad ascoltarlo in macchina ad alto volume (come mi suggrisce Doug) e non oso immaginare il risultato su di voi. Sarò così io poi a chiedervi di andare piano e alzare il piede dal pedale dell’acceleratore… ci siamo capiti vero?

La nota dolente consiste nel fatto che non saprei quale brano indicare poichè sono tutti carichi di quell’energia ruffiana, di quel cuore selvaggio, di quel sentimento spudorato che solo il rock’n’roll di classe può dare e di quella passione per uno stile di vita contagioso e oltraggioso. Ma per noi fedeli e innamorati dal profondo e inoltre sentimentalmente e carnalmente legati a tutto ciò che il rock’n’roll rappresenta siamo di certo entusiati e pronti quando ci sarà da fare un bel po’ di rumore…

Impossibile non farsi trasportare dalle note di ‘All The Same‘ e dal suo splendido ritornello, dal solo e dal cambio di tempo… e se ‘Long Way To Go‘ è il graffiante brano intorduttivo, ‘We All Fall Down‘ è uno spettacolo da acoltare e vivere. E poi la classe di questi fantastici cinque è al servizio della scelta musicale vissuta fino in fondo. Che voce che tira fuori John Corabi, caspita… Tanti bei riffoni corposi e impregnati di potenza, ritmi possenti da capogiro e poi energia, energia e ancora energia. ‘Last Time I Saw The Sun‘ è un altro brano da cantare a squarciagola senza perdere un attimo di tempo e senza pensarci su. E che dire di ‘How Does It Feel‘ con corettini annessi che preparano alla soluzione melodica… e ‘Freedom‘, potente, veloce e sicura. Bella e sensuale ‘Song And A Prayer‘, macchina, autostrada e domani si parte. ‘Mainline‘ è un’altra super veloce battuta, uno schiaffo in faccia a denti stretti e con un sorriso semplie stampato sul volto. E poi la title track, studiata di proposito per far scatenare con un devastante ritmo lento e cadenzato, della serie se non fai casino ora… quando? Lascio per ultime le due cover ‘Fortunate Song‘ degli unici Creedence Clearwater Revival, possente in versione The Dead Dasies e ‘Join Together‘ degli Who che racchiude il senso della band, del collettivo musicale… stare insieme e legati da un unico proposito ‘make some noise’ e fare del puro e sfacciato rock’n’roll…

Vi prego, al primo ascolto alzate il volume a mille e fatevi sanguinare le orecchie, non è un album adatto al basso volume ed è inutlile farlo, ad un alto volume ha il suo reale impatto. Avvisate i vostri vicini di casa di non preoccuparsi se sentono troppo rumore questa sera poichè è tempo di rock’n’roll, e se nella vostra famiglia vostra moglie o vostro marito o i vostri pargoli non ascoltano questo tipo di musica, non vi disperate, capita, non dovete fare altro che accompagnarli in spiaggia a fare un bagno, o a fare una bella e rinfrescante passeggiata in montagna, oppure abbandonateli in una piazzola dell’autostrada, tanto a farvi compagnia ci sarà il rock’n’roll dei Dead Dasies.

Pronti per vederli dal vivo in Italia a novembre e dicembre?

p.s.: la copertina che ho utlizzato per l’articolo, con lo sfondo nero, è quella usata per il vinile, l’edizione in CD avrà un’altra copertina… gli appassionati si divertiranno…

thedeaddaisies.com

Tracklist:
1. Long Way To Go
2. We All Fall Down
3. Song And A Prayer
4. Mainline
5. Make Some Noise
6. Fortunate Son
7. Last Time I Saw The Sun
8. Mine All Mine
9. How Does It Feel
10. Freedom
11. All The Same
12. Join Together

Band:
David Lowy – chitarra
Marco Mendoza – basso
Brian Tichy – batteria
John Corabi – voce
Doug Aldrich – chitarra

 

The Dead Daisies - Band Live 2016

 

 

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Born to Lose, Live to Win | Rock'n'Roll is my life, so... long live rock'n'roll !!!

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