Nel mondo del rock, portare un cognome ingombrante può essere tanto un privilegio quanto una sfida costante. Wolfgang Van Halen, leader e mente creativa dei Mammoth WVH, lo sa bene. In una recente intervista rilasciata a Matilda Svensson per la cilena Radio Futuro, il musicista ha espresso la sua gratitudine per il modo in cui la sua carriera solista sta venendo percepita dal pubblico e dalla critica.
Dopo anni passati a supportare il leggendario padre, Eddie Van Halen, come bassista nei Van Halen, Wolfgang ha intrapreso un percorso del tutto personale. Nonostante le origini importanti, il suo obiettivo è sempre stato quello di essere giudicato per i propri meriti artistici piuttosto che per la sua storia familiare.
“È fantastico,” ha dichiarato Wolfgang. “Sono molto fortunato e felice che la gente stia iniziando a prendermi sul serio come artista indipendente, separandomi dalla storia della mia famiglia. Alla fine, tutto ciò che vorrei è essere valutato per ciò che rappresento oggi.”
Una delle decisioni più discusse, ma anche più rispettate, di Wolfgang Van Halen è quella di non includere brani dei Van Halen nelle scalette dei suoi concerti. Questa scelta non nasce da una mancanza di rispetto, ma dalla volontà di costruire un’identità solida e autonoma.
“Preferirei fallire con la mia musica piuttosto che avere successo suonando i pezzi dei Van Halen,” ha ribadito con chiarezza.
Questa filosofia traspare chiaramente nei due album pubblicati finora, Mammoth WVH e Mammoth II, dove Wolfgang non solo ha scritto ogni brano, ma ha anche suonato tutti gli strumenti in studio, dimostrando una versatilità rara nel panorama odierno.

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