The Poodles – Performocracy

 

Frontiers Records – Aprile 2011

Attivi dal 2006 nel panorama musicale internazionale, ecco che tornano alla ribalta i “Poodles” con la loro ultima fatica “Performocracy”. In realtà non sono stati molto assenti dal mondo del rock in quanto si ripresentano con questo nuovo album solo a distanza di un anno dal precedente lavoro, che in realtà era solo una testimonianza delle loro capacità in sede live. Infatti i sostenitori del quartetto svedese ben conoscono e apprezzano le qualità che i nostri regalano in sede live, capaci di dar vita a momenti di sano e puro rock. Per chi non conoscesse i “Poodles” basta dire, brevemente, che hanno esordito nel 2006 con “Metal Stand Tall” che da subito ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e non, ricevendo  numerosi consensi. E le grandi potenzialità dei nostri sono state confermate anche con il successivo lavoro, tanto da creare stupore nel mondo del rock. Si perché stiamo parlando di rock intenso ed emozionante, in quanto i nostri cari ‘barboncini’, negli ultimi anni, sono diventati i paladini del rock melodico.

In realtà, con questo nuovo lavoro qualcosa è cambiato soprattutto per chi li conosce bene. “Performocracy” è stato prodotto da Mats Valentine per la nostrana Frontiers Records, si compone di ben 13 brani di puro melodic rock ed è stato anticipato dal singolo “Cuts Like A Knife”, di cui è stato girato anche un video. Il problema fondamentale che si ha ascoltando questo album, è il senso di stanchezza e di noia che si percepisce traccia dopo traccia. Come al solito, anche questa volta, l’album è ben suonato, armonico nei suoni, ma, in realtà, non c’è nessuna traccia che colpisca e coinvolga davvero l’ascoltatore. Sembra quasi che manchi d’ispirazione soprattutto in molti episodi di questa nuova fatica. Molti brani appaiono piatti, senza verve e incapaci di colpire allo stomaco l’ascoltatore come succedeva con i precedenti lavori in studio. Forse la voglia di battere il ferro finché è caldo l’ha fatta da padrone in questo caso, portando i nostri talentuosi svedesi a compiere un mezzo passo falso. E forse se i nostri si fossero presi un po’ di tempo in più per elaborare, sviluppare queste nuove 13 tracce, il risultato sarebbe stato diverso e sicuramente più apprezzato perché non stiamo mettendo assolutamente in dubbio le loro capacità di far rock, ma solo la frettolosità con la quale hanno dato alla luce questa nuova fatica. Sicuramente tra i pezzi più apprezzabili troviamo le prime song: ”I Want It All” che colpisce per un ritornello davvero accattivante, “Father To A Son” della quale si apprezza il gran lavoro fatto alla voce da Jakob Samuel e le ottime ritmiche, “I Believe In You” che più di ogni altra rappresenta l’anello di congiunzione con i lavori precedenti, in quanto basata su ottimi cori e davvero energica e, sicuramente, favolosa in sede live. In effetti può sembrare un po’ poco ridurre un album di 13 tracce a soli tre pezzi che davvero colpiscono l’attenzione dell’ascoltatore, ma purtroppo le altre tracce mancano di appeal e suonano davvero troppo pop e commerciali anche per un gruppo di melodic rock. Questo insomma, il nuovo “Performocracy”, un album forse troppo poco pensato, poco elaborato e poco ispirato soprattutto se si parla di un gruppo che ci ha abituato a ben altro.

www.poodles.se

Tracklist:

1. I Want it All
2. Until our Kingdom Falls
3. Father to a Son
4. I Believe in You
5. Cuts Like a Knife
6. As Time is Passing
7. Love is All
8. Your Time is Now
9. Action!
10. Bring Back the Night
11. Vampire’s Call
12. Into the Quiet Night
13. Don’t Tell Me (bonus track)

Band:

Jakob Samuel – voce
Christian Ludvquist – batteria
Pontus Egberg – basso
Henrik Bergqvist – chitarra

 

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