Unruly Child – Can’t Go Home

Frontiers Music Srl – Febbraio 2017

1992, siamo in piena esplosione del fenomeno (???) grunge. Il mondo della musica è in continuo fermento, ma sembra che non ci sia più spazio per le belle melodie, per i cori e per la tecnica raffinata.
1992, esce il debutto omonimo degli Unruly Child, fondati dall’ex cantante dei King Kobra, Marc Free, dal chitarrista Bruce Gowdy (Stone Fury, World Trade) e dal tastierista Guy Allison (The Doobie Brothers, Moody Blues).

L’album produsse alcune piccole grandi hit come ‘Who Cries Now’, ‘On The Rise’, ‘To Be Your Everything’, ma purtroppo le scarse vendite ne decretarono il prematuro scioglimento.

Oggi quel fantastico lp (ricordo quando lo comprai a scatola chiusa su musicassetta) è diventato un punto di riferimento per gli amanti del rock melodico. Non sto qui a discutere sui gossip che riguardano Marc Free (oggi Marcie Free), parliamo di musica che è quello che ci compete.

Can’t Go Home’ è il nuovo disco degli Unruly Child, a tre anni di distanza da ‘Down The Rabbit Hole’ del 2014.
Il loro trademark è rimasto invariato, l’opener ‘The Only One’ lo conferma in pieno con le solite melodie raffinate, un lavoro di chitarre delicato e mai troppo invadente.
Dopo questo pezzo pensavo che le cose continuassero almeno sullo stesso livello qualitativo, invece qualche scricchiolio di troppo inizia a farsi sentire.

L’album è si un concentrato di puro aor che trova la sua massima espressione in brani come ‘Driving Into The Future’, nella suadente ‘See If She Floats’, ‘Point Of View’, ‘When Love Is Here’, gli episodi migliori, ma è un lavoro che ha come difetto principale l’alternanza di ottime canzoni ad altre decisamente inferiori.
Il songwriting purtroppo non sempre è all’altezza della situazione, risultando poco ispirato e fiacco (‘Four Eleven’, ‘Get On Top‘, ‘Ice Cold Sunshine’ e ‘Sunlit Sky‘).

Can’t Go Home’ lascia un po’ di amaro in bocca perché le aspettative erano alte e in parte sono state deluse. Non si tratta di una bocciatura totale, parliamo comunque di una band sopra la media e con una precisa identità, che però questa volta non ha centrato in pieno l’obiettivo.

www.facebook.com/unrulychildband

Tracklist:

1.The Only One
2.Four Eleven
3.Driving Into The Future
4.Get On Top
5.See If She Floats
6.She Can’t Go Home
7.Point Of View
8.Ice Cold Sunshine
9.When Love Is Here
10.Sunlit Sky
11.Someday Somehow

Band:

Marcie Free – voce
Bruce Gowdy – chitarra
Guy Allison – tastiere
Jay Schellen – batteria
Larry Antonino – basso

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