Napalm Records – 2021

In Svizzera, oltre a delle bellissime montagne, ci sono anche un sacco di band interessanti, la storia ce lo ha insegnato, e questa tradizione continua con gli Ad Infinitum, autori di un buon debutto nel 2020 con l’album ‘Chapter I: Monarchy’ uscito poi qualche mese dopo in una versione acustica.
Ora con ‘Chapter II: Legacy’ la band prova a dare continuità ad un progetto che non ha portato chissà quali novità nel firmamento metal, ma che grazie a dei pezzi, ben strutturati ed orecchiabili e alla bella voce della cantante Melissa Bonny, ha avuto comunque un certo risalto e apprezzamento.
Sarebbe un errore bollarli semplicemente come l’ennesima band con voce femminile che vorrebbe fare concorrenza ai Nightwish e ai Within Temptation, secondo me si percepisce la volontà e gli sforzi per differenziarsi dai gruppi sopracitati e avere una propria identità.
In sintesi gli Ad Infinitum non sono solo immagine (tra l’altro ben studiata e ad effetto), ma offrono anche e soprattutto della buona musica, che non si discosta molto dai canoni che il genere impone, ma gli arrangiamenti, l’esecuzione tecnica e le melodie sono sopra la media.

Buona la partenza con ‘Reinvented’ moderatamente sinfonica e orecchiabile, nessun eccesso, anche nella durata, tre minuti e mezzo, ma tanta sostanza.
Con ‘Unstoppable’ e ‘Animals’ entriamo nel territorio dei singoli ad alto potenziale commerciale, nel senso più positivo del termine, due brani che si possono accostare ai classici di band come Nightwish o Within Temptation (non gli ultimi però).
La performance di Melissa è ottima in tutti i brani, non la solita sterile voce femminile, ma con un buon timbro e personalità. Ciò emerge maggiormente in canzoni come ad esempio ‘Inferno’ o in ‘Afterlife’ cantata in coppia con Nils Molin (Dynazty) e dove la giovane vocalist svizzera si dimostra ormai matura e in grado di passare da parti più moderate ad altre dove la sua estensione è piena e notevole.
Non manca qualche sconfinamento nel modern metal, come in ‘Your Enemy’, dove comunque il risultato finale è altrettanto convincente, un po’ meno il cantato in growl sempre ad opera di Melissa (anche se ho visto che dal vivo questa sua interpretazione “estrema” rende di più), presente qua e là nel disco ad esempio anche in ‘Into The Night’ altra buonissima canzone.
Perfetto è l’equilibrio tra orchestrazioni, melodia ed energia in ‘Son Of Wallachia’ il brano che a mio avviso rappresenta al meglio il valore di questa giovane band, una song più ragionata dove nessuno sovrasta nessuno.
Un pizzico di power ci vuole, infatti gli Ad Infinitum ci accontentano in ‘Haunted’ con un refrain che avrebbe fatto la fortuna di band come Sonata Arctica, o Stratovarius.
In chiusura dopo la discreta ‘Lullaby’ l’unico brano a non avermi convinto appieno, ci sono le versioni strumentali di ‘Unstoppable’ e ‘Inferno’ e la versione orchestrale di ‘Son Of Wallachia’ ultima gemma di un lavoro pienamente riuscito.

Prevedo una crescita ancora maggiore con i prossimi album, intanto possiamo già parlare di una nuova realtà che a suon di musica vuole dimostrare che un ricambio generazionale c’è e dunque non tutto è perduto.

www.adinfinitumofficial.com

Tracklist:

1.Reinvented
2.Unstoppable
3.Inferno
4.Your Enemy
5.Afterlife
6.Breathe
7.Animals
8.Into The Night
9.Son Of Wallachia
10.My Justice, Your Pain
11.Haunted
12.Lullaby
13.Unstoppable (Instrumental)
14.Inferno (Instrumental)
15.Son Of Wallachia (Orchestral Version)

Band:

Melissa Bonny – voce
Adrian Theβenvitz – chitarra
Niklas Müller – batteria
Korbinian Benedict – basso

 

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