Steamhammer/SPV – 2020

Come da tradizione sono passati due anni da ‘Knights Call’ e oggi eccoci di nuovo a parlare di un nuovo disco di Axel Rudi Pell, ‘Sign Of The Times’ il diciottesimo (di inediti) sigillo di una carriera encomiabile fatta di alcuni grandi album, altri meno riusciti ma nel complesso possiamo tranquillamente affermare che la carriera del chitarrista tedesco si è sempre mantenuta su livelli più che buoni.

Quando esce un nuovo disco di Axel Rudi Pell, i commenti più frequenti riguardano il sound e la struttura dei pezzi, senza nessuna sorpresa e copia incolla con il disco precedente. In parte è vero, però bisogna dire che ogni uscita targata Pell e soci si ascolta con piacere, quando si parla di heavy metal classico con il biondo chitarrista andiamo sul sicuro.
I musicisti coinvolti sono di prim’ordine, su tutti un fuoriclasse come Johnny Gioeli alla voce, con il suo timbro e la sua inconfondibile grinta, instancabile nel ricercare sempre le giuste melodie.
Anche il resto della ciurma non è da meno e finalmente una certa stabilità della formazione sta dando i suoi frutti in quanto a compattezza e feeling.

The Black Serenade’, intro e via si parte con ‘Gunfire’ dove sin da subito sono chiare le influenze dei Deep Purple, un brano perfetto e molto Axel Rudi Pell.
La seguente ‘Bad Reputation’ si avvicina di più all’hard rock melodico di stampo americano, una delle migliori canzoni degli ultimi anni della discografia di Pell.
Le premesse sono delle migliori, ci pensa la title track a confermare che ‘Sign Of The Times’ è un disco davvero ispirato, sette minuti di grande musica.
Il buon momento continua con ‘The End Of The Line’ più leggera nell’atmosfera generale che ha forse l’unica pecca di non avere un ritornelli di quelli da ricordare negli anni (mi viene in mente ‘Carousel’ del 1998, album ‘Oceans Of Time’).
In un disco di Axel Rudi Pell ovviamente non può mancare una ballad, questa volta è il turno di ‘As Blind As A Fool Can Be’ intensa grazie soprattutto all’interpretazione di Gioeli, un maestro nel saper dare il giusto pathos alle canzoni.

Torniamo all’hard rock roccioso con ‘Wings Of The Storm’ un felice connubio tra le sonorità degli anni settanta (ancora una volta l’utilizzo dell’hammond ci riporta ai Deep Purple) ed elementi più attuali.
Waiting For You Call’ ha un buon ritmo, siamo sempre in territori hard rock per intenderci e questa volta il ritornello funziona piuttosto bene, una classica song nello stile di Axel Rudi Pell.
Living On A Dream’ è un po’ la sorpresa del disco, un brano che inizia con un ritmo simil-reggae e poi inaspettatamente visto come si stava sviluppando, irrompe il rock quello ancora una volta devoto ai Purple.
Chiude ‘Into The Fire’ una canzone senza infamia e senza lode, diciamo che in chiusura si poteva far di meglio ma non ci lamentiamo troppo dai.

Sign Of The Times’ è come da tradizione un buon disco, non delude nessuno e parlo dei fans di Axel Rudi Pell, che volevano ascoltare proprio un lavoro di questo valore, né più né meno.
Il meglio della sua carriera il chitarrista tedesco lo ha già dato, ma una volta toccato il picco ci sono due strade, o una caduta vertiginosa senza possibilità di ripresa o rimanere comunque abbastanza vicini, senza più arrivarci, alla vetta e rimanere in quota e vivere in tutta serenità.

www.axel-rudi-pell-de

Tracklist:

1.The Black Serenade (Intro)
2.Gunfire
3.Bad Reputation
4.Sign Of The Times
5.The End Of The Line
6.As Blind As A Fool Can Be
7.Wings Of The Storm
8.Waiting For Your Call
9.Living On A Dream
10.Into The Fire

Band:

Axel Rudi Pell – chitarra
Johnny Gioeli – voce
Ferdy Doernberg – tastiere
Volker Krawczak – basso
Bobby Rondinelli – batteria

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