Down – Over the Under

 

Roadrunner Recrods – Settembre 2007

Dopo cinque anni di attesa ecco a noi il terzo lavoro in studio dei Down, “Over the Under”. Sì, la band di Phil Anselmo e soci è ritornata in grande stile, questa volta per la Roadrunner. Un album intriso di atmosfere e suoni anni ’70, richiami ad un old style mai dimenticato e con un effetto micidiale ed ipnotico. Un album conferma di una grande carisma, non solo quello di Philip, ma anche degli altri quattro musicisti che coadiuvano il singer in questo progetto, ovverosia Rex Brown, al basso e anch’egli membro degli indimenticabili Pantera, Jimmy Bower e Kirk Windstein, rispettivamente batterista e chitarrista con i Crowbar e Pepper Keenan, alla chitarra, e per intenderci chitarrista dei Corrosion of Conformity…

Non so se questo terzo album, “Over the Under”, sia più stoner, più doom o più sludge, ma di solito, e non vedo perchè dovrei cambiare registro proprio ora, mi baso sulle mie sensazioni e di conseguenza il metal espresso tra i solchi dell’album è qualcosa di veramente coinvolgente ed emozionante. Perdendomi all’interno dell’universo delle catalogazioni e definizioni preferisco ovviare e mi limito a non fare una brutta figura davanti a lettori esperti e critici preparati, e di conseguenza mi accontento di lasciar fluttuare la musica e far sì che il mio cuore e la mia anima la possano seguire con ferma e rilassata delizia.

“Three Suns and One Star” è la porta che si apre all’interno di “Over the Under” con ritmo non troppo veloce ma splendidamente spezzato e la potente voce che tutti abbiamo imparato a conoscere nel passato. Vi sono alcuni flashback in quello che è quel famoso passato che è rimasto ben impresso e “Path”, forse dà quest’idea più di altri brani, ma non è importante perchè quando c’è un amalgama così evidente fra gli strumenti compatti e le armonie che essi creano e se si riesce a dare delle frustate ritmiche così lampanti, allora muovo la testa a ritmo chiudendo gli occhi e avendo difficoltà nel pigiare i tasti per lasciare che le lettere si uniscano per formare parole. “N.O.D.” con il costante riff di chitarra più tagliente di una lama affilata e il suo tempo spezzato mi fa capire ancora una volta che “Over the Under” mi soddisferà grazie al suo essere vario e di sicuro con un livello di monotonia pari a zero. E allora mi viene da gridare seguendo “I Scream” perchè è giusto che sia così e continuo ad essere in balia di questo album e con “On March The Saints” comprendo che gli influssi e le esperienza che hanno accumulato questi musicisti riescono a dare dei risultati impressionanti. Rimango ammutolito dal bluesy “Never Try” con un riff e relativo coro da oblivio e black sabbatthiano richiamo successivo… la passione è passione e lo si capisce. Metti cinque musicisti con gli attributi, per usare un eufemismo, e il risultato è scontato.

E poi via ancora a scuotere il capo seguendo l’onda magnetica di “Mourn” e scendendo ancora di più nel profondo con “Beneath the Tides”. Le vibrazioni si espandono al di là del liquido cerebrale e anche nell’abbandono totale della seguente e acustica “His Majesty The Desert” che si fonde in “Pillamyd”, massiccia e grintosa, dalle chitarre che urlano e condotta da un ritmo potente. “In the Thrall of It All” magnetica nel solo di chitarra e nei riff, segue i canoni devastanti del più classico rock’n’roll di sfrenata bellezza. E per concludere, i quasi nove minuti di “Nothing in Return (Walk Away)” che fortifica il senso di ampia atmosfera ipnotica di cui parlavo all’inizio, una sorta di psichedelico sound modernizzato al limite di una visione al contrario in cui il cammino rivolge il suo sguardo in avanti senza segreti…

Non tutti la penseranno come me, ma questo è il bello. Per me “Down III – Over the Under” è da assimilare!!!

www.down-nola.com

Tracklist:
1. Three Suns and One Star
2. Path
3. N.O.D.
4. I Scream
5. On March The Saints
6. Never Try
7. Mourn
8. Beneath The Tides
9. His Majesty The Desert
10. Pillamyd
11. In The Thrall Of It All
12. Nothing In Return (Walk Away)

Band:
Philip Anselmo – voce
Jim Bower – batteria
Rex Brown – basso
Pepper Keenan – chitarra
Kirk Windstein – chitarra

 

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