Legend Club, Milano, 11 marzo 2022

Per chi, come il sottoscritto, è stato adolescente negli anni ’80, il concerto di oggi è uno di quelli assolutamente da non perdere: è tornato infatti ad esibirsi per tre date in Italia (prima di Milano ha già  suonato a Roma – qui il report – e a Bologna) lo storico cantante dei Queensrà¿che, Geoff Tate, che per l’occasione in questo tour  ha deciso di presentare per intero quei due capolavori che rispondono al nome di “Rage For Order” e “Empire”.

Il richiamo è troppo forte per desistere e così questa sera il Legend Club è letteralmente preso d’assalto da una nutrita schiera di attempati rockers pronti a rituffarsi in quelle magiche sensazioni mai del tutto completamente sopite, sensazioni che l’immaginifico quintetto di Seattle era solito donare ad ogni uscita discografica, almeno fino all’abbandono da parte del chitarrista Chris De Garmo.

Arriviamo al locale giusto in tempo per la prima band posta in apertura, i tedeschi Sons Of Sounds dei fratelli Beselt, che ci “delizia” con un proposta musicale davvero difficile da decifrare e apprezzare. I brani appaiono completamente privi di costrutto ed i vani tentativi del cantante di fare il simpatico con le prime file, uniti ad un look caratterizzato da college jackets a-la Richie Cunnnigham (seriuosly? In una band metal?), non aiutano certo. Tempo di andare al bar a consolarci con una bionda.

SONS OF SOUNDS:
Roman Beselt ”“ voce
Wayne Beselt  ”“ chitarra
Marc Maurer ”“ basso
Hubert Beselt ”“ batteria

Migliorano decisamente le cose con la seconda band in scaletta, gli australiani Darker Half dediti ad un heavy metal di matrice classica, con influenze prog che vanno a pescare nel sound dei maestri del genere Dream Theater e, guarda caso, Queensrà¿che. Guidati dal bravo cantante e chitarrista Vo Simpson, i quattro (che ci ricordano di essere già  passati in passato al Legend, supportando i tedeschi Rage) presentano un scaletta incentrata principalmente sui brani estratti dal loro album piùrecente “If You Only Knew”, risalente ormai ad un paio di anni fa. Una buona presenza scenica (da segnalare in particolare i salti e le smorfie del vivace bassista Simon Hamilton) e brani dal discreto impatto fanno sì che l’oretta scarsa in loro compagnia scorra in maniera piacevole in attesa dell’headliner.

 

DARKER HALF:
Vo Simpson ”“ voce, chitarra
Simon Hamilton  ”“ basso
Dom Simpson ”“ batteria
Danny Ritz ”“ chitarra

Headliner che si fa attendere qualche minuto di troppo da un pubblico un po’ impaziente: quando però si spengono le luci e la band attacca a manetta con “Walk In The Shadows”, un boato saluta l’ingresso su palco di Mr. Tate: irriconoscibile rispetto a trent’anni fa, Geoff è ora un distinto sessantenne che sfoggia una giacchetta in lamè pitonato, accompagnata da un elegante Fedora nero. Ma ragazzi, la voce è ancora la stessa ed è un vero balsamo per le orecchie riascoltare dal vivo dopo anni brani come “I Dream in Infra Red”, “The Whisper” e l’ansiogena “Gonna Get Close To You”, eseguiti alla perfezione grazie anche all’accompagnamento di un’ottima band in cui trovano spazio ben tre chitarristi (i “nostri” Walter Cianciusi e Dario Parente, entrambi componenti dell’apprezzata band abruzzese degli Headless, e lo scatenato scozzese Kieran Robertson), il bassista Jack Ross (anche lui scozzese) ed il giovane batterista americano Daniel Laverde. Fa sorridere pensare che la maggior parte di loro era probabilmente in fasce (se non ancora nata) quando uscirono i due dischi da cui sono tratti i pezzi che stanno suonando, ma sul palco si respira davvero un grande affiatamento e tanta voglia di divertirsi.

La prima parte dello show vede la riproposizione integrale di “Rage For Order” (album che venne definito “futuristico” all’epoca, ma che invece ha superato alla grande la prova del tempo ed è ancora oggi attualissimo), nella quale spiccano in particolare una possente versione di “Surgical Strike” (bombardamenti chirurgici nel XXI secolo? Nah”…), una “Chemical Youth” in cui tutti ci uniamo al coro “We Are Rebellion” e la conclusiva e struggente “I Will Remember”.

Un quarto d’ora di break e sulle note preregistrate dell’intro di “Best I Can” la band ritorna in scena per la riproposizione integrale di “Empire”: l’emozione è forte, queste sono le note che hanno forgiato musicalmente la nostra esistenza. Non c’è un attimo di tregua, da “The Thin Line” (che vede Tate abbracciare il sax come ai bei tempi) alle splendide “Jet City Woman” e “Another Rainy Night”, la gente canta tutti i brani dall’inizio alla fine tant’è che Geoff sottolinea il fatto che questa sera potrebbe tranquillamente cantare i brani leggendone i testi sulle nostre labbra.

Mentre la title track “Empire” è la maestosa rappresentazione live di un’apocalisse sempre piùreale (“East side meets West side downtown – No time, the walls fall down”), la delicatissima “Silent Lucidity” viene introdotta da un divertente aneddoto del cantante americano che ci narra di quando, andando a fare la spesa durante la pandemia, si imbatté in un fan che, avendolo riconosciuto, tra le lacrime lo ringraziò per la canzone piùbella di sempre, storpiandone in titolo in “Silence In Tennesse”.

Hand On Heart” e “Anybody Listening” sono altre due perle che ci vengono regalate verso la fine, prima che Geoff si congedi augurandosi di poter tornare di nuovo dopo due anni a suonare in giro per il mondo (quest’anno dovrebbe raggiungere due nazioni per lui inedite, quali Costarica e Perù: “What about having a joint in Machu Pichu?”) ed introducendo per gli encores di rito l’inattesa “Last Time in Paris”, per poi chiudere il tutto trionfalmente con le note dell’immortale “Take Hold Of The Flame” che ci manda tutti a casa, stremati ma felici di aver ritrovato ancora in ottima forma uno dei nostri eroi musicali e confermandoci che la fiamma del rock n’ roll è piùviva che mai ed in ottime mani.

GEOFF TATE BAND:
Geoff Tate ”“ voce, sax
Kieran Robertson  ”“ chitarra, cori
Walter Cianciusi  ”“ chitarra, cori
Dario Parente ”“ chitarra
Jack Ross ”“ basso
Daniel Laverde ”“ batteria

Set 1
01.Walk in the Shadows
02.I Dream in Infrared
03.The Whisper
04.Gonna Get Close to You
05.The Killing Words
06.Surgical Strike
07.Neue Regel
08.Chemical Youth (We Are Rebellion)
09.London
10.Screaming in Digital
11.I Will Remember

Set 2
12.Best I Can
13.The Thin Line
14,Jet City Woman
15.Della Brown
16.Another Rainy Night (Without You)
17.Empire*
18.Resistance
19.Silent Lucidity
20.Hand on Heart
21.One and Only
22.Anybody Listening?

Encore:
23.Last Time in Paris
24.Take Hold of the Flame

Si ringrazia ERocks Production
foto di Piero Paravidinogallery completa

 

 

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All you need to know about me is that I was born and raised on Rock 'n' Roll. We'd better let the music do the talking, as Joe Perry used to say...

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