Il 2 agosto è stato una giornata storica per i fan dei Tool, poiché l’intera discografia della band è diventata, per la prima volta, disponibile su servizi di streaming e digitali. Dimostrando quanto sia stata importante la mossa, tutti i quattro album della band “Undertown“, “Ænima”“Lateralus” e “10,000 Days” compreso l’ep del 1992 “Opiate“, sono sono entrati nella Top 10 di iTunes, mentre varie canzoni hanno scalato la classifica delle Top 10 Songs di iTunes.

 Maynard James Keenan aveva poi approvato la scelta di entrare su Spotify e negli altri servizi di streaming digitale dichiarando:

L’era del BetaMax e dei CD è finita. È tempo per noi di andare avanti. Ma non abbiate paura, c’è una cosa in cui sappiamo siete già coinvolti. Si chiama digital download e streaming. È il futuro, ragazzi!

Questo debutto sulle piattaforme digitali anticipa l’uscita del quinto album dei Tool, “Fear Inoculum” in uscita il 30 Agosto, i  brani “Invincible” e “Descending” sono già stati suonati dal vivo durante le ultime date.

La scelta di sparire, di non dare ai fan ciò che vogliono è ancora remunerativa quindi? Succederà anche per il nuovo album? I Tool si possono permettere tutto avendo raggiunto lo status di cult band?

Maynard aveva dato la colpa del ritardo al “successo” che aveva ottenuto la band, oppure solo scelta di comodo?

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