In Flames – A Sense Of Purpose

Nulcear Blast – Aprile 2008

Devo ammettere che è stata una fortuna per me poter incontrare ed intervistare per Long Live rock’n’roll.it Daniel Svensson in vista dell’uscita del nuovo album degli In Flames intitolato “A Sense Of Purpose”. Dico questo perché farsi un’idea precisa di questo nuovo lavoro della fortissima band svedese non è affatto facile…o forse rischia di esserlo fin troppo! Premesse e sottolineate le ottime intenzioni del gruppo di offrire un’opera attenta ad ogni sua sfumatura, ci si ritrova a dover giudicare un album che sinceramente sembra il semplice prolungamento di “Come Clarity”.

“The Mirror’s Truth” è tagliente e rappresenta un ottimo ingresso, anche e soprattutto per il semplice quanto efficace riff che fin da subito fa a fette le orecchie dell’ascoltatore. Potenti e precisi, Fridèn e soci ci mostrano tutta la maturità e l’eleganza cui tendono ed aspirano. Soprattutto Svensson offre una grande prova in tutto l’album, riuscendo ad essere efficace senza mai strafare, prova evidente dell’estrema sicurezza ormai raggiunta. Gelotte e Stromblad inoltre sciorinano una quantità impressionante di riff e variazioni sugli stessi, dimostrando l’effettiva iper-produttività e fantasia della band. E’ anche vero però che in tutto il disco non si ha mai la sensazione di ritrovarsi di fronte a un’opera che debba rimanere nella storia della musica, nessuno dei brani mi appassiona veramente (a parte appunto la song introduttiva, sempre a mio modesto parere l’unica vera massiccia bombarda, testimone il mio piede destro che tiene il tempo mentre la ascolto). La produzione si rivela notevole per quanto era nelle intenzioni, e diamo atto ai ragazzi di aver profuso molte energie in questa direzione, ma dalla quantità di idee di cui vi parlavo emerge un album che fatica a raggiungere vette musicali eccelse,mantenendo comunque attraverso le 12 canzoni proposte sempre un livello più che discreto. Forse dagli In Flames ci si può aspettare qualcosa di meglio? Simbolo e perno dell’album finisce per essere l’incredibile ed inedita The Chosen Pessimist, un brano di più di 8 minuti ipnotico ed intimo… un’assoluta novità per il gruppo,sorprendente ma soprattutto inaspettata svolta(?) nella produzione death-melodic-metal degli In Flames. L’entusiasmo comunicatomi nell’intervista da Daniel Svensson (che giudica A Sense Of Pur pose la migliore produzione della band finora) mi spinge ad essere generoso dunque con un album che, personalmente, mi ha convinto troppo poco in relazione alle aspettative.

Ai fan dunque l’ardua sentenza, ricordando sempre l’ottima tradizione che gli In Flames hanno dal vivo e quindi, in vista dell’Evolution Festival, dell’occasione di poter giudicare l’impatto che i nuovi brani avranno sul pubblico durante le esibizioni live. Senza infamia e senza lode…

www.inflames.com

Traklist:
1. The Mirror’s Truth
2. Disconnected
3. Sleepless Again
4. Alias
5. I’m The Highway
6. Delight And Angers
7. Move Through Me
8. The Chosen Pessimist
9. Sober And Irrilevant
10. Condemned
11. Drenched In Fear
12. March To The Shore

Band:
Anders Fridèn – voce
Bjorn Gelotte – chitarra
Jesper Stromblad – chitarra
Peter Iwers – basso
Daniel Svensson – batteria

 

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