Paul McCartney ha parlato della morte di George Floyd, chiedendo giustizia per la sua famiglia e “tutti coloro che sono morti e hanno sofferto” a causa della brutalità della polizia.

Floyd è morto il 25 maggio mentre è stato arrestato dalla polizia a Minneapolis. L’agente Derek Chauvin si è inginocchiato sul collo di Floyd per quasi nove minuti, il che, secondo l’autopsia indipendente, ha interrotto l’afflusso di sangue al suo cervello, causando asfissia meccanica.

Da allora Chauvin è stato licenziato e accusato di omicidio di secondo grado e omicidio colposo, mentre gli altri tre ufficiali coinvolti nell’arresto di Floyd sono stati accusati di favoreggiamento nell’omicidio di secondo grado.

In un post su Facebook del 5 giugno, McCartney ha incoraggiato i suoi fan a educare se stessi sul razzismo e supportare le organizzazioni associate al movimento Black Lives Matter.

“Mentre continuiamo a vedere le proteste e le dimostrazioni in tutto il mondo, so che molti di noi vogliono sapere cosa possiamo fare per aiutare”,

ha scritto l’ex Beatle.

“Nessuno di noi ha tutte le risposte e non esiste una soluzione rapida ma dobbiamo cambiare. Dobbiamo tutti lavorare insieme per superare il razzismo in qualsiasi forma. Dobbiamo imparare di più, ascoltare di più, parlare di più educare noi stessi e, soprattutto, agire.”

Ha poi raccontato dell’episodio dove, nel 1964, i Beatles dovevano suonare a Jacksonville, in Louisiana, ma scoprirono che il pubblico sarebbe stato diviso:

“Era sbagliato”, ha detto. “Abbiamo detto, ‘Non lo faremo!’ E il concerto che abbiamo fatto è stato il primo con il pubblico non diviso. Ci siamo quindi assicurati che questo fosse nel nostro contratto. A noi sembrava buonsenso. “

McCartney ha affermato di sentirsi “male e arrabbiato” perché il razzismo è ancora un problema quasi 60 anni dopo, definendo l’assassinio di Floyd “insensato” e il risultato del “razzismo della polizia”:

“Tutti noi qui sosteniamo e stiamo al fianco di tutti coloro che stanno protestando e alzando la voce in questo momento”, ha concluso. “Voglio giustizia per la famiglia di George Floyd, voglio giustizia per tutti coloro che sono morti e hanno sofferto. Non dire niente non è un’opzione. “

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