Venerdì 26 maggio si è diffusa in tutto il mondo la notizia che la polizia tedesca stava indagando su Roger Waters per incitamento all’odio.

L’ex Pink Floyd per le esibizioni alla Mercedes Benz Arena di Berlino il 17 e 18 maggio, aveva indossato un cappotto di pelle nera con braccialetti rossi con due martelli incrociati invece di una svastica, come ha fatto per tutto il tour di This is not a drill, e più volte nel corso degli anni. 

Attraverso Twitter erano arrivate le critiche da parte della comunità israeliana, con il ministero degli Esteri che aveva scritto che Waters aveva “dissacrato la memoria di Anna Frank e di 6 milioni di ebrei uccisi nella Shoah”.

L’uso di simboli del dominio nazista, come la svastica o l’emblema delle SS, al di fuori dei contesti educativi e artistici è illegale in Germania

“Stiamo indagando sulle accuse secondo cui i costumi di scena sarebbero stati usati per glorificare o giustificare il regime nazista e incitare all’odio pubblico. E non appena il processo sarà completato, lo invieremo al pubblico ministero per la valutazione legale finale. 

L’ex Pink Floyd ha risposto alle accuse in un lungo comunicato sui social confermando invece il suo impegno per sradicare l’antisemitismo, oltre a respingere le accuse di essere un sostenitore dell’ideologia nazista:

“La mia recente esibizione a Berlino è stata accolta con attacchi in malafede da parte di coloro che vogliono zittirmi perché non sono d’accordo con i miei principi morali e le mie opinioni politiche.

“Gli elementi della mia presentazione che sono stati messi in discussione sono chiaramente un manifesto contro il fascismo, l’ingiustizia e la tirannia in tutte le sue forme. I tentativi di mostrare quegli elementi come qualcos’altro sono vili e politicamente motivati. La descrizione di un demagogo fascista fa parte delle mie presentazioni sin da ‘The Wall’, dei Pink Floyd, nel 1980”, ha evidenziato il musicista.

Ho dedicato tutta la mia vita a denunciare l’autoritarismo e l’oppressione ovunque lo vedo. Dopo la guerra, da bambino, in casa si diceva il nome di Anna Frank, a ricordare cosa succede quando il fascismo viene lasciato incustodito. I miei genitori hanno combattuto contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale, e mio padre ne ha pagato il prezzo più alto”.

Waters aveva infatti solo cinque mesi quando suo padre fu ucciso nel 1944 durante la battaglia di Anzio. 

 

 

 

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