SLASH (GUNS N’ ROSES): “Ecco com’è morire di overdose e resuscitare”

"Non farei niente di simile a quello che ho fatto negli ultimi 13 anni se penso a com'ero"

Durante un’apparizione su BBC Radio 5, il chitarrista dei Guns N ‘Roses, Slash, ha ripensato alla sua esperienza di overdose al culmine della popolarità della band negli anni ’90.

Slash nel 1992 ebbe un’overdose di “speedball“, una potente miscela di cocaina ed eroina, ha subito un arresto cardiaco per otto minuti in un corridoio di un hotel e alla fine si è ripreso. Il musicista ora ha parlato dell’intera esperienza:

“Sono davvero fortunato che sono riuscito a smettere e a uscirne e ad avere la mia passione per la musica intatta ed essere fisicamente a posto. Mi considero davvero super benedetto perché poteva finire in un altro modo.

“Hai mai visto “Casino” di Martin Scorsese nel film del 1995 con Sharon Stone? Ricordi quella parte in cui lei, insieme al personaggio interpretato da James Woods, quando Robert De Niro se n’era andato, era in hotel mentre andava nella hall, ha iniziato a collassare, per poi morire. E’ quello che è successo a me, esattamente quello.

Ovviamente hai avuto una overdose, ed è stata tenuta segreta. Puoi ricordare quel momento in cui ti sei risvegliato? Hai avuto bisogno di altre persone testimoni in quel momento?

“Ricordo tutto fino a quel momento. E dopo mi sono svegliato con i paramedici, ed ero ancora in albergo. Voglio dire, è successo nel corridoio dell’hotel …”

Quindi, fino a quel punto, ricordo che tutto divenne nero… c’è una cosa che succede quando i paramedici ti svegliano dalla morte in quel modo… un’enorme shock di energia e luci, voci e pandemonio, ed è una sensazione inconfondibile. L’ho avuta un paio di volte e me la ricordo.”

Quindi quando sei diventato sobrio Slash?

“Sono diventato sobrio nel 2006, tipo, 13 anni fa. Non è stato assolutamente facile. Innanzitutto, devi fare i conti con il fatto che sia irrimediabile; le tue dipendenze o qualsiasi altra cosa sono arrivate al punto in cui sei non ti diverti e non sei veramente utile e così via e così via…”

“E bisogna aver quella lucidità, che è difficile. E poi, una volta che ce l’hai, devi continuare a ricordartela per poter iniziare. Quello che vuoi fare è provare ad avere un diverso tipo di esistenza e ci vuole solo molto impegno per arrivarci.”

Non farei niente di simile a quello che ho fatto negli ultimi 13 anni se penso a com’ero. Probabilmente non sarei qui, molto probabilmente.”

Tom Zutaut, il talent scout che fece mettere sotto contratto la band dalla Geffen Records raccontò dell’episodio in un’intervista:

“Penso che Axl credeva veramente che l’anima di Saul Hudson lasciò il suo corpo quando ebbe l’infarto e che un impostore prese il controllo del suo corpo. Axl lo credeva davvero… Fu quello il più grande ostacolo che impedì nel tempo alla band di rimettersi insieme.”

 

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