Gli Stain The Canvas e i TSS infuocano l’atmosfera meneghina e il Q-Hub di Milano grazie a Versus Music Project. Avevamo già avuto modo di incrociare gli Stain The Canvas al loro esplosivo set allo Slam Dunk di giugno e i TSS in Santeria Toscana: due esperienze che lasciavano presagire una serata intensa.

 

Shadow Inside

Shadow Inside live @ Q-Hub, Milano – 20/09/2025 – ph Patrizia Bazzani

Ad aprire le danze ci hanno pensato gli Shadow Inside, accolti già da un buon numero di presenti in prima fila. L’intro elettronico cupo e minaccioso ha anticipato il tono della loro esibizione: un metalcore con sfumature sia deathcore che melodiche, growl convincenti e una forte componente elettronica.

Nonostante gli inconvenienti tecnici dell’impianto della sala, la band non si è scomposta e ha tirato dritto, con tempi forsennati alternati a breakdown pesantissimi e chitarre downtuned che hanno fatto vibrare il Q-Hub. Il sound non sempre è risultato pulitissimo, in parte soffocato dall’impianto, ma la cover di Dethrone dei Bad Omens ha mandato in visibilio il pubblico.

Nel complesso una buona partenza, rabbiosa al punto giusto e perfetta per scaldare la sala, peccato per gli inconvenienti della venue.

beliial

beliial live @ Q-Hub, Milano – 20/09/2025 – ph Patrizia Bazzani

Il secondo a salire sul palco è stato Beliial. Esordisce invocando in modo colorito alcune figure religiose, quasi un rito di apertura che rompe il silenzio e mette tutti sull’attenti.

Con sé porta un beatmaker e un chitarrista, ma non è semplicemente una questione di strumenti: è una fusione di generi, una sperimentazione continua. Nel suo set death-rap/trap si mescolano elementi metallici, breakdown, riff taglienti e, in momenti calibrati, inserimenti più vicini al phonk/drill e parti elettroniche distorte, richiamando quel sound oscuro e industrial che ha definito tracce come All Black.

Tematicamente i testi non hanno brillato per originalità, muovendosi tra cliché espliciti di sesso e blasfemia, ma l’energia c’era. L’intermezzo techno, lungo e piazzato a metà set, ha diviso: qualcuno ha seguito, qualcun altro si è perso (personalmente l’avrei preferito alle tre di notte).

Il ritorno improvviso con un ritornello metalcore ha però ridato slancio alla performance, che nel complesso ha incuriosito, pur lasciando qualche perplessità, ma è ciò che accade quando eccentricità e cattiveria si mescolano in qualcosa di particolare.

TSS

TSS live @ Q-Hub, Milano – 20/09/2025 – ph Patrizia Bazzani

Attesissimi e accolti da urla calorose, i TSS hanno aperto con Would You Be My Therapy dopo aver scaldato l’atmosfera sparando a tutto volume un classico dei My Chemical Romance.

La loro proposta, un ibrido tra metalcore moderno e phonk, funziona eccome, soprattutto grazie alla presenza scenica di due cantanti che si alternano tra linee melodiche e growl. Il pubblico, già carichissimo, si è subito lasciato trasportare: braccia al cielo, salti e cori hanno accompagnato la band lungo tutta la scaletta, con momenti di pura deflagrazione, come in DEAD! e Killing Me, e parentesi più melodiche ed emotive.

Memorabile la perfromance di Something in the Way, che ha segnato un attimo di raccoglimento prima della ripartenza in chiave devastante.

I TSS hanno saputo giocare col pubblico, perfino con piccoli siparietti in francese, e hanno chiuso il set con un caloroso saluto che ha sancito la piena connessione con la sala.

Stain The Canvas

Stain The Canvas live @ Q-Hub, Milano – 20/09/2025 – ph Patrizia Bazzani

A concludere la serata, i padroni di casa, gli Stain The Canvas. La giovane formazione milanese ha confermato tutto il potenziale già intravisto nei grandi palchi internazionali, portando al Q-Hub un live che ha fatto tremare le mura.

Il loro metalcore, fortemente influenzato da Falling In Reverse ma arricchito da sfumature melodiche e inserti rap/hip-hop, è risultato potente e compatto. Il pubblico si è scatenato fin dai primi pezzi, intonando i ritornelli insieme alla band e gettandosi nei circle pit che si sono aperti via via sempre più violenti, fino a raggiungere livelli di pura follia.

L’atmosfera è rimasta cupa e immersa in luci minimali, scelta che ha reso ancora più impattante la loro esplosione sonora. Il momento clou è stato senza dubbio Gattini, che ha visto l’ingresso di Klaus Noir sul palco per un featuring da brividi.

Il concerto si è chiuso tra urla, sudore e applausi, con gli Stain The Canvas che hanno confermato di avere tutte le carte in regola per dominare la nuova ondata del metalcore italiano ed europeo.

Testi di Riccardo Giuffrè
Foto di Patrizia Bazzani

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