Abbiamo avuto l’immenso piacere di fare una lunga chiacchierata con le 3 voci dei Temperance ovvero Alessia Scolletti, Michele Guaitoli e Marco Pastorino che è anche il chitarrista e membro fondatore della band. Freschi del loro ultimo bellissimo album Viridian, uscito pochi mesi fa per Napalm Records, i Temperance hanno condiviso con noi i retroscena del loro nuovo album oltre a molti altri argomenti come la loro visione del panorama metal italiano ed i risultati che la band ha ottenuto negli ultimi anni.

 

Ciao ragazzi! Innanzitutto, grazie mille per la vostra disponibilità, è davvero un piacere potervi avere tutti e tre con noi e ne siamo onorati! Vi chiedo ovviamente come prima cosa come state ed in che modo state passando questo periodo molto particolare di isolamento per tutti?

Michele: Io sto bene grazie mille! Sto facendo un sacco di cose in questo periodo in realtà! Mi sto occupando di tutto quello che ho sempre voluto fare a casa e che non ho mai avuto tempo di fare essendo sempre in giro ultimamente. Sto registrando un mare di roba, sto suonando un sacco e sto facendo lezioni online! Quindi sto riuscendo a portare avanti qualche attività, sto mixando anche un po’ di lavori avendo a casa un piccolo studio e quindi mi sto arrangiando insomma, l’arte di arrangiarsi è l’arte del musicista!

Marco: Molto bene anche da parte mia ti ringrazio! Io tutto come Michele tranne le lezioni che non faccio… però a parte quello sto suonando un sacco, sto trovando tanto tempo per fare quelle cose che di solito non ho il tempo di fare ed in più posso dire che il prossimo anno m’iscriverò a Masterchef! (risate). In realtà so fare giusto due cose però posso dire che ora le faccio benissimo! Tipo ho fatto un po’ di volte la classica farinata di ceci ligure che è uno spettacolo! E poi da vegetariano ho provato anche a fare delle pizzette fatte con la pasta di zucchine! Sono buonissime!

Alessia: Tutto bene grazie mille! Per quanto riguarda me sto assecondando il lavoro di Michele, abitando insieme gli do una mano con i vari progetti, poi ovviamente quando non canta lui canto io! (risate). Se no mi sono data alla creatività, ho cercato di riscoprire la creatività che magari si era assopita negli anni scorsi, ho ripreso a disegnare ed in particolar modo ora sto disegnando su tablet, sto guardando molti tutorial, adesso sto lavorando sui ritratti per esempio. Altrimenti ho letto molto e sicuramente continuerò a farlo. Poi ovviamente con Michele abbiamo l’appuntamento serale per guardare qualcosa insieme alla TV sulle varie piattaforme streaming. Abbiamo guardato The Witcher, un sacco di film di Hayao Miyazaki, cartoni animati e live action!

Direi proprio che questo è il periodo per potersi anche concedere il tempo per guardare le nostre serie TV e film preferiti assolutamente! Vi chiedo in questo periodo particolare quanto è importante mantenere il contatto con i fan, tramite i social e le varie possibilità che internet ci permette di avere?

Marco: È super importante! Un mese e mezzo fa, forzati dal dover tornare in Italia dal tour che stavamo facendo con Tarja che è stato interrotto e cancellato mentre era in corso, giustamente dal mio punto di vista, non abbiamo fatto crowdfunding o cose simili ma abbiamo chiesto supporto ai nostri fan, anche se a me piace di più chiamarli amici-supporters. Abbiamo chiesto supporto nel senso che tutte le band che erano in tour a Marzo, come per esempio anche l’altra band di Michele che era in tour in America (Visions of Atlantis, ndr), hanno subito un vero disastro economico… con mancato introito e tutte le spese effettuate che non puoi recuperare dal merch, tutta la gente che ha pagato per poter lavorare con te, le spese di viaggio… si parla veramente di tante migliaia di euro. Ed in questo caso è la gente che è stata molto vicina a noi!

Ci hanno supportato in un modo incredibile da ogni parte del mondo! Abbiamo sempre cercato di rimanere molto in contatto con chi ci segue però cerchiamo di farlo ancora di più in questo momento! Stiamo facendo un po’ di dirette, pubblicando più cose, più contenuti sulle nostre pagine, come playthrough o video live come quello del concerto di Madrid. Continueremo ovviamente a postare altro materiale perché è l’unico metodo che ci permette di rimanere in contatto.

E fate benissimo! La gente ha ancor più bisogno di musica in questo periodo e di rimanere in contatto con le band preferite quindi qualsiasi metodo utilizzi la band per rimanere in contatto è davvero molto apprezzato. Marco hai menzionato il vostro tour con Tarja che è stato interrotto mentre eravate in giro per l’Europa, volevo proprio chiedervi come stava andando il tour prima che purtroppo venisse inevitabilmente cancellato?

Marco: Guarda stava andando benissimo! Era la prima volta per noi in assoluto che suonavamo in Portogallo e la data di Lisbona è stata una delle date più belle che abbia mai fatto con i Temperance! Era in un’arena, un posto bellissimo! Poi da li siamo andati in Spagna e sono poi iniziate le cancellazioni… la Spagna per noi ha un sapore particolare perché ci abbiamo suonato tante volte ed abbiamo sempre avuto una risposta incredibile! Ed il bello doveva ancora venire perché avremmo avuto Francia ed Inghilterra dove da sempre i Temperance hanno dei super risultati… poi ad aprile ci sarebbe stata la parte dell’Europa centrale ed anche quella purtroppo abbiamo dovuto cancellarla interamente. Speriamo che ci sarà la possibilità di recuperare queste date.

Lo spero davvero per voi e per tutti i vostri supporters che sicuramente non vedevano l’ora di vedervi suonare dal vivo in un tour così prestigioso! Parliamo di Viridian, il vostro ultimo album uscito il 24 gennaio. È un album fantastico con delle melodie incredibilmente accattivanti e dei pezzi estremamente vari. C’è tanta creatività ed i pezzi trasmettono tanta energia, entusiasmo e messaggi positivi attraverso le vostre incredibili voci. Com’è nato il titolo dell’album e che significato ha?

Marco: Allora devo dire che ormai noi abbiamo un metodo particolare. Parlo soprattutto per quanto riguarda me e Michele perché quando dobbiamo scrivere una canzone o comunque il titolo di una canzone, noi abbiamo le classiche note sul telefono con per esempio una frase od una parola che ci colpisce, che ci scriviamo quindi come promemoria. Può essere un pezzo di un testo piuttosto che il titolo di una canzone… era tanto tempo che avevo questa parola in mente, Viridian. Mi piace molto leggere tutto quello riguarda il materiale artistico in inglese, perché hanno un significato totalmente diverso. Mi era venuto in mente Viridian per la prima volta quanto ascoltai un pezzo dei “Between The Buried And Me” che s’intitolava appunto Viridian. Rimasi colpito soprattutto dal suono della pronuncia di questa parola. Una parola che secondo me ispirava benissimo noi Temperance. Viridian è sostanzialmente un pigmento tra il blu ed il verde, viene anche definito color petrolio anche se non è proprio esatto come paragone. Noi abbiamo voluto abbinare questo colore alla nostra Terra e quindi Madre Natura.

Michele: È proprio così. Da cosa nasce cosa. Una volta magari sei affascinato dal titolo, dalla parola in sé, ed invece magari un’altra volta sei affascinato dal significato di questa parola. Quando poi fai una scelta cerchi poi di indagare per essere consapevole di tutte le opzioni. Bisogna fare attenzione al significato perché magari capiti su una parola che piace molto ma poi scopri che ha un significato negativo o comunque che non esprime quello che avevi in mente. Abbiamo quindi indagato su Viridian ed abbiamo trovato un sacco di altre connessioni che riguardano sia il colore come miscela che il significato legato alla vita ed alla speranza, praticamente i legami che ci sono sia con il verde che con il blu. Lo vediamo davvero come un insieme di tutte le cose, ovvero i significati positivi del blu, i significati positivi del verde, i significati che la parola ha già… poi metti tutto assieme e viene fuori tutto quello che c’è nel nostro album Viridian! Si lega molto bene infatti al disco in sé in quanto tutto quello che abbiamo fatto uscire dalla parola Viridian è qualcosa di positivo e speranzoso. Se prendi infatti i brani di Viridian mandano tutti un messaggio che in un modo o nell’altro puoi collegare al titolo dell’album. Non è un concept album ma c’è una connessione generale che lega i brani che è molto bella, c’è una linea concettuale oltre che musicale che rende bello il disco.

Il primo brano che troviamo in Viridian è un pezzo esplosivo dal titolo “Mission Impossible”. Com’è nata l’idea di scrivere una traccia che si basa sulla famosa saga cinematografica e che tra l’altro è stato anche il vostro primo singolo di Viridian?

Alessia: Guarda ad oggi mi verrebbe da dire che l’idea è nata perché siamo dei veggenti e sapevamo quindi che sarebbe successo tutto quello che sta succedendo attualmente inconsciamente! Quando ho visto a cosa stavamo andando in contro ed ho ripensato a quello che ho scritto nella canzone mi ha fatto davvero strano… comunque aneddoti a parte in realtà ogni volta che scriviamo una canzone gli diamo un titolo provvisorio, il titolo provvisorio di questa canzone era proprio “Mission Impossible” e da li è nato il discorso con i due ragazzi qui presenti a cui piace molto “Mission Impossible 2”, di tutta la saga è il loro film preferito. Da li mi sono guardata questo film perché non l’avevo ancora visto, mi è effettivamente piaciuto anche a me e da li abbiamo deciso di fare un omaggio a questo film. Non è una cosa nuova per i Temperance perché ci è già capitato di fare altri tributi ad opere o film, come per “Mr. White” o “Advice from a Caterpillar”, ogni tanto ci piace tirare fuori la nostra vena nerd! (risate). 

Ci sta alla grande direi! Tra l’altro è un pezzo che trovo davvero perfetto come opening track per la carica che ti dà appena uno inizia ad ascoltare l’album! Parlando di pezzi energici, avete girato un videoclip pazzesco per “Start Another Round”, dove vi trovate in una palestra al centro di un campo da basket circondati da una squadra sportiva di cheerleading che si esibisce in incredibili acrobazie con il pubblico in sottofondo ad incitare e cantare. Com’è nata l’idea di creare questo bellissimo videoclip?

Michele: Io e Marco ce lo siamo proprio immaginato così! Ci siamo detti che sarebbe stato bello fare qualcosa con una squadra di cheerleading come in America, da li ci siamo detti che serviva una palestra per ricreare il contesto, però ci serviva trovare tutta quella gente… poi ci siamo convinti che sarebbe stata una cosa pazzesca e l’abbiamo proposta al nostro regista che in realtà ci smonto’ l’idea appena proposta perché sembrava infattibile… ci siamo rimasti un po’ così ma noi volevamo assolutamente che si facesse e quindi abbiamo insistito tantissimo fino al punto che il regista si arrese e si decise di andare fino in fondo.

Marco: Iniziammo quindi a cercare delle cheerleaders e manco farlo apposta l’unico gruppo di cheerleaders che ho trovato erano Friulane! Le contattai e definimmo tutto in pochissimo tempo, fantastico! Poi andammo avanti con l’organizzazione ed il regista insistette sul fatto che ci volessero almeno 200 persone come pubblico. Michele continuava a rassicurarmi sul fatto che ce l’avremmo fatta e malgrado qualche preoccupazione iniziale ce l’abbiamo fatta! Abbiamo chiesto praticamente a tutte le persone che conoscevamo in Friuli e la cosa bellissima è che abbiamo avuto anche persone che hanno fatto il viaggio persino da altre regioni per venire! Sinceramente, devo davvero dire che è stato il più bel video che abbiamo mai fatto!

Michele: E pensa che alla fine anche il regista ha detto la stessa cosa! (risate).

Incredibile! Un vero risultato della forza di perseveranza!

Michele: Una forza che è davvero alla base di questa band senza dubbio!

Marco: Infatti cambieremo nome e diventeremo i Perseverance! (risate). Scherzo ovviamente.

Direi che si adatterebbe perfettamente a voi a questo punto!

Tra i vari pezzi di Viridian devo dire che “Nanook” è un pezzo che mi ha colpito moltissimo per il numero di strumenti che ci sono e per la bellissima melodia che siete riusciti a creare. Quanto è stato difficile far combinare tutti gli strumenti presenti in questo pezzo?

Alessia: Non è stato tanto difficile in realtà. Fortunatamente tra i nostri amici e conoscenti siamo riusciti a trovare facilmente tutto quello di cui avevamo bisogno. Conoscevamo un cornamusista, un vecchio amico di Michele che ha una band celtica qua in Friuli. Lo abbiamo contattato e ci siamo divertiti moltissimo con lui. Anche l’arpista nello stesso modo era una conoscenza di Michele. Abbiamo trovato tutto quello che ci serviva tra i nostri contatti od anche in zona. Il coro di bambini che si sente nella canzone è composto dal coro dei bambini della scuola di Gorizia. “Nanook” è una canzone che definisco come una canzone che si suona da sola. Nel senso che la sentivi nella demo e già ne percepivi l’intensità e la potenza soltanto con la chitarra e la voce. Si forma e si suona da sé. Riuscivi già ad immaginarla finita anche solo ascoltandola all’inizio. È stato proprio bello assemblare questa canzone man mano con tutti gli elementi che la compongono.

Michele: Abbiamo poi avuto la flautista che ha registrato in America, il quartetto d’archi che ha registrato in provincia di Varese e la chitarra acustica che è stata registrata in provincia di Novara. Non è stato tanto un problema di quanto è stato difficile ma di quanto tempo uno ci deve impiegare per assemblare il tutto. Dal punto di vista della registrazione al giorno d’oggi non ci sono limiti.

Marco: Sai cosa, non è stato tanto difficile scriverla, arrangiarla o registrarla. È stata più complicata la fase di mix. Se uno ascolta il master finale magari ci sono tanti cori che non vengono alla luce, ma ci sono davvero una valanga di tracce in quel brano. Devi fare delle scelte in fase di mix per scegliere quali strumenti fare uscire. Forse quella è stata la cosa un po’ più complicata da fare per questo brano ma diciamo che non è una novità per noi perché tendenzialmente abbiamo sempre moltissime tracce da dover gestire nei nostri pezzi.

Il risultato è davvero molto ben riuscito! Un altro pezzo di rilievo di Viridian secondo me è “Scent of Dye” che è un brano davvero profondo ed intenso, posso chiedervi il significato del titolo e se il testo è basato su un’esperienza vissuta personalmente?

Marco: Allora è un brano abbastanza profondo come hai detto tu. Il significato del titolo tradotto sarebbe “Profumo di tintura”. È una metafora che c’è a metà del pezzo che dice che possiamo dare colore a questo mondo. È un discorso aperto dell’umanità nei confronti della Terra ed è come un botta e risposta perché c’è anche la Terra che parla all’umanità. L’ho voluto abbinare sull’egocentrismo delle persone. Il testo dice a un certo punto che dobbiamo mantenere i nostri obbiettivi e cercare di dimenticare il nostro ego. È un discorso ambientale ma anche etico ed il testo vuole trasmettere un messaggio di speranza. L’inizio del brano può sembrare a tema caotico e negativo ma come sempre nei pezzi dei Temperance c’è sempre alla base un messaggio di speranza.

Da chi è composto il coro nell’ultimo pezzo di Viridian “Catch The Dream” e com’è nata l’idea di inserire un pezzo gospel per terminare l’album?

Michele: Allora quando ci troviamo io e Marco, ed ultimamente anche virtualmente, ci prendiamo del tempo per scrivere i pezzi ed arrangiarli. Proponiamo le nostre idee a vicenda e se il pezzo è già definito ci mettiamo su un arrangiamento… oppure magari uno porta un brano con un arrangiamento che all’altro non piace tanto e quindi proviamo a fare un arrangiamento differente. Quando siamo andati a registrare Viridian, avevamo 18/19 tracce… avevamo un lotto molto più ampio rispetto a quello che sono stati poi i pezzi scelti. Alcuni li abbiamo scartati noi ed alcuni sono stati esclusi dalla casa discografica. Tra questi 18/19 pezzi ce n’era uno che avevo scritto io, un pezzo power metal molto allegro, che avevamo arrangiato fino al secondo ritornello, ma la parte che veniva dopo non convinceva… è successo che abbiamo quindi fatto un’armonia di voce su un arrangiamento, abbiamo messo un coro sull’armonia, abbiamo poi messo un altro coro sull’armonia ed è venuta fuori una composizione di armonie vocali su più basi. Provammo poi a sentire solo le voci di questo blocco e ci entusiasmammo tantissimo del risultato ottenuto! Venne quindi fuori un gospel che decidemmo di inserire nell’album come ultimo pezzo.

Alessia: È la cosa bella è che per questo gospel abbiamo coinvolto praticamente tutte le persone che hanno partecipato alla realizzazione di questo disco. Tutte le voci che si sentono in “Catch The Dream” sono quindi voci di persone che hanno lavorato con noi per la creazione di Viridian.

Marco: Ed aggiungo che è il primo pezzo che io e Michele scriviamo a quattro mani nella storia dei Temperance!

Tra l’altro avete avuto la bellissima idea di creare un “Fan Special Video” per questo pezzo in questo periodo particolare dove avete creato un unico video sulla base di tantissime registrazioni mandate dai fan che cantano questa canzone. Raccontateci com’è nata quest’idea.

Alessia: L’idea era di sentirci un po’ più vicini tra di noi in un momento difficile. È stata accolta molto bene dai nostri fans, abbiamo ricevuto un sacco di video da ogni parte del mondo ed è stato davvero molto bello!

Ed è davvero molto emozionante come video considerando il significato di questo pezzo nel periodo che stiamo vivendo. Una domanda molto diretta, quali sono i brani a cui siete più legati di Viridian e perché?

Alessia: Per quanto mi riguarda “Nanook”. È il brano che mi ha colpito di più fin dal primo ascolto ed è il primo testo che ho completato. Inoltre, ho un debole per le cavalcate musicali e quindi sono molto legata a questo pezzo.

Michele: Anche per me “Nanook”. È un genere che mi piace e che mi affascina da sempre. “Nanook” ha questa influenza celtica combinata al symphonic metal che è davvero molto bella. Oltre a questo pezzo metterei sicuramente “Mission Impossible” e “Start Another Round”. Appena sentii per la prima volta le produzioni finali mi dissi subito che questi due pezzi dovevano essere i singoli perché a livello di melodie mi colpirono all’istante.

Marco: Io sono molto legato a “Let It Beat” che ha scritto Michele. Secondo me è uno dei più bei pezzi che abbiamo mai fatto con i Temperance. Oltre questa sceglierei “Catch The Dream”, perché è un brano che nasce all’improvviso, da questa voglia di esprimere qualcosa che hai dentro. Essendo poi innamorato delle armonie vocali è un pezzo che mi piace tantissimo. Trasmette davvero un messaggio bello per tutti. Secondo me la musica dovrebbe fare quello soprattutto… essere una melodia ed essere una canzone ma soprattutto mandare un messaggio. Ed in questo caso per me “Catch The Dream” ha colpito nel segno.

Concordo pienamente! Avete pubblicato vari videoclip di Viridian in versione acustica che rendono davvero molto bene, “I Am The Fire”, “Start Another Round”, “Nanook” e “Catch The Dream”. Album in acustico in arrivo?

Alessia: Magari… chi lo sa… più che altro non sapendo cosa succederà nei prossimi mesi ormai siamo pronti a valutare qualsiasi prospettiva… non sarà magari questo, sarà forse qualcosa di assurdo che non avremmo mai pensato di fare prima chi può dirlo… cerchiamo sempre di essere fantasiosi e creativi. Ci piace sempre esplorare nuove idee. Cercheremo di tirare fuori qualche sorpresa.

Non vediamo l’ora allora! Vi faccio una domanda dal punto di vista storico della band che mi incuriosisce molto, com’è nato il nome “Temperance”?

Marco: Allora quando abbiamo formato il gruppo non avevano molte opzioni per il nome… è stata una delle ultime cose che abbiamo scelto. Comunque, in quel periodo stavo leggendo un libro in inglese che dava spiegazioni sulla “Divina Commedia” di Dante analizzandone i significati. Rimasi molto attratto dalla parola “Temperance” che trovai in un passaggio dove si parla appunto del discorso della temperanza e della storia fra Dante e Beatrice. Può sembrare magari inusuale come nome per il genere di musica che facciamo e per il tipo di parola ma nasce proprio da questo discorso relativo alla “Divina Commedia”.

Davvero interessante! Se vi chiedessi un nome di una band con cui vi piacerebbe andare in tour?

Michele: Ti direi che mi piacerebbe andare in tour con gli Avenged Sevenfold! Sono un gruppo che a me piace tantissimo! Sono uno di quei gruppi americani che puntano tanto sulla melodia con le particolarità sonore che hanno loro. Mi piace molto ascoltarli e ci andrei in tour molto volentieri perché so che mi gusterei i concerti, oltre al fatto che hanno un nome molto grosso ovviamente e quindi sarebbe fantastico!

Alessia: Sicuramente i Ghost, li adoro. Altrimenti mi piacerebbe andare in tour con gli Opeth perché mi piacerebbe molto conoscere Mikael Akerfeldt. Vorrei vedere che tipo di personaggio è, lo trovo molto sperimentale con dei gusti davvero interessanti e ricercati.

Marco: A me piacerebbe tantissimo andare in tour con i Cyhra. Sono un super fan di questa band e poi c’è anche un nostro amico alla batteria, Alex Landenburg. Poi ovviamente ti potrei dire gli Edguy o i Blind Guardian che mi piacciono moltissimo.

Con questi nomi ed i Temperance verrebbe fuori un lineup pazzesco!

Che cosa ne pensate della scena metal italiana attuale invece?

Alessia: Secondo me si è un po’ risvegliato qualcosa negli ultimi anni. Vedo che è tornata la voglia di fare molte cose e di fare nuovi progetti. È una cosa molto bella da vedere! È bello che non siano sempre gli stessi nomi a fare le stesse cose ma che ci sia anche qualcosa di nuovo. Trovo che si sia rimessa in moto la macchina, non soltanto a livello di gruppi ma anche a livello di festival! Non per forza enormi, ma ci sono molte città che si sono date da fare per dare una proposta musicale più importante alla loro regione e la trovo una cosa molto positiva. Ovviamente è un peccato visto la situazione attuale che si è venuta a creare, spero che adesso pian piano quando si tornerà alla normalità non si sia perso questo spirito.

Marco: Guarda ti direi che i primi segni di risalita della scena globale ci sono stati una decina di anni fa. Io suonavo ancora con i Secret Sphere. Iniziammo a fare una serie di date in giro per l’Italia dove avevano creato questo piccolo festival itinerante con Secret Sphere, DGM, Elvenking, Arthemis, Trick or Treat, Black Wings, Bad Bones… ed era stato davvero bello! Credo che fosse per la prima volta nella scena metal italiana che ci fossero 7/8 band che si erano riunite per fare delle gran serate! Poi nel 2010 non c’era ancora tutta l’attenzione e l’interesse che c’è oggi… forse con internet e tutte i mezzi social che abbiamo a disposizione adesso è anche più facile però vedo che ci sono tante band che stanno ottenendo dei risultati interessanti, non solo noi, potrei fare tanti nomi che sappiamo tutti. E sicuramente l’interesse che c’è per varie band fa in modo che magari anche altre band pian piano salgano sempre più ed è una cosa bellissima secondo me. Rispetto ad anni fa la differenza è che possiamo giocarcela un po’ di più con delle band tedesche piuttosto che austriache per esempio… quindi secondo me è una cosa super positiva!

Michele: Io sono dell’idea che la scena è fatta da persone oltre che da band. Diciamo che negli anni c’è stata forse poca volontà di unirsi come persone per tutta una serie di motivi e quindi hanno fatto rendere conto alle persone stesse che senza supporto reciproco non ci sarebbe stata una grande crescita. Secondo me viviamo a fasi, ci sono fasi in cui sembra che tutte le band siano una forza unica e si creano iniziative di ogni tipo che si affrontano con entusiasmo… e poi magari, senza offesa per nessuno, passano cinque mesi è sembra che le stesse persone che prima non vedevano l’ora di fare 100 cose nemmeno suonano più o hanno perso entusiasmo… vedo quindi un sacco di ondate che vanno e vengono… e alla fine mi sembra di vedere che quelli che poi restano e perseverano sono anche quelli che hanno un po’ più di possibilità di emergere. E negli ultimi 2 o 3 anni, chi ha perseverato negli ultimi 15, sta un po’ raccogliendo i frutti del duro lavoro. Ci sono invece altre realtà che sono state magari flash del momento o si son perse per strada… e quindi è vero che in quest’ultimo periodo ci sia stata una risalita ma credo sia dovuto al fatto che ci sono delle figure, e nomi noti, che hanno perseverato per anni, provando e riprovando tantissime volte, ed adesso hanno trovato la quadra. Per prendere un esempio citerei Federico Mondelli, che con i Be The Wolf ha perseverato per vari anni facendo tante cose e adesso sta raccogliendo dei bei frutti con i Frozen Crown, oltre che ad avere messo su un altro progetto con Federica Lanna, i Volturian. Lo stesso è un po’ successo a me e Marco che abbiamo iniziato a fare le cose in modo serio un po’ più di dieci anni fa, Marco con i Secret Sphere e Bejelit ed io con gli Overtures, e stiamo raccogliendo adesso i frutti del lavoro fatto negli anni. Questo grazie anche al fatto che siamo maturati ovviamente. Certo, ci vuole determinazione, ma sono dell’idea che quello che paga in questo lavoro qua è proprio il fatto di perseverare senza mollare.

Marco: Ed aggiungerei che secondo me, non solo nel mondo della musica italiana ma proprio dal punto di vista generale, in linea con quello che diceva Michele, un musicista che ha perseveranza, valori e talento, prima o poi viene fuori. Possono volerci 2 anni come 10, ma se uno è bravo prima o poi viene fuori!

Michele: Esatto, ribadisco il fatto di non mollare e di avere perseveranza perché ci sono tanti musicisti bravissimi che però non hanno perseverato e quindi magari hanno sprecato il talento, il che è un gran peccato.

Situazione permettendo, programmi per il resto del 2020?

Alessia: Cercheremo di non stare fermi ovviamente, anche perché la creatività non sta ferma, se ce l’hai va espressa! Approfitteremo quindi di questi momenti per dare sfogo alla nostra creatività. Sicuramente scriveremo e faremo in modo di darci vari spunti e idee per il futuro. Probabilmente, come penso succederà alla maggior parte delle band, da qui ai prossimi mesi qualcosa online ci sarà… resteremo in ogni modo in contatto con i nostri fan il più possibile. Poi direi che io e Marco potremmo ormai provare a sfondare sul web con il nostro Vocal Challenge che ormai è diventato appuntamento fisso del venerdì alle 18:00! (risate).

Marco: Esatto! (risate). Attualmente stiamo anche ovviamente cercando di vedere quali saranno le prossime regolamentazioni per i concerti e poi da li vedremo come organizzarci. È difficile altrimenti poter dare un planning ad oggi. Magari domani ci dicono che per il 2020 non si potrà fare nessun concerto ed allora li potremmo pensare a lavorare pienamente su un nuovo disco!

E direi che saremmo tutti super entusiasti di avere già un altro album dei Temperance! Ovviamente speriamo che si possa tornare il prima possibile alla normalità in sicurezza e che possa quindi anche ripartire il mondo della musica dal vivo.

Ragazzi, vi ringrazio molto per questa bellissima chiacchierata e per la vostra disponibilità oltre che della vostra grande simpatia! Vi chiedo se volete concludere quest’intervista mandando un messaggio ai vostri fan e lettori di Long Live Rock’n’Roll.

Marco: Grazie a voi! Speriamo davvero di poterci rivedere presto! Noi continueremo ovviamente a proporre dei contenuti tramite i nostri social ed a mandare messaggi positivi. In un periodo in cui le persone sono rinchiuse anche i monolocali di 10 metri quadri non è sicuramente e facile e noi cercheremo per quanto possibile di strappare un sorriso a tutti voi.

Michele: Grazie mille! Mi raccomando, lavatevi le mani e rispettate le dovute direttive ragazzi! Se facciamo tutti il nostro dovere ne verremo fuori il prima possibile! Ce la faremo!

Alessia: Grazie davvero! Dai ragazzi, se resistiamo ancora un po’ ci sarà modo il prima possibile di rivedersi, riabbracciarsi e stare insieme che adesso sarebbe la cosa più importante. Arriva l’estate, c’è voglia di uscire e se stiamo attenti con le dovute precauzioni e rispettando le dovute regole possiamo farcela!

Metal Dan
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