The Who – Who

Polydor - 2019

Possiamo dirlo forte, Finalmente! Infatti, finalmente dopo 13 anni da “Endless Wire” esce “WHO”, dodicesimo disco in studio della band britannica The Who.

Il disco, registrato tra Londra e Los Angeles, contiene undici tracce, quattordici nella versione deluxe, ed è prodotto da Pete Townshend e Dave Sardy (già produttore di A Perfect Circle, Noel Gallagher, Wolfmother tra gli altri). Vede la partecipazione della line-up che ormai accompagna Roger Daltrey e Pete Townshend dal lontano 1996, composta da Pino Palladino al basso, dal figlio di Ringo Starr, Zak Starkey, alla batteria, e dal fratello d’arte Simon Townshend alla chitarra.

Il disco inizia in perfetto stile The Who, con la frase “I don’t care, I know you’re gonna hate this song” che annuncia All This Music Must Fade, secondo singolo estratto da questo disco, un pezzo energico, carico, un rock esplosivo che subito fa capire all’ascoltatore, se ancora ce ne fosse bisogno, che i due sanno fare rock, che Pete è un autore fenomenale e che non bisogna fare per forza qualcosa di innovativo per fare qualcosa di valido.

WHO infatti è un disco che segue il solco tracciato dai dischi storici del gruppo inglese, prendendo spunto qua e là dalle pietre miliari Tommy,  Quadrophenia, Who Are You e The Who by Numbers, seppur senza voler diventare a tutti i costi nostalgico.

Si prosegue con Ball and Chain, primo singolo invece di questo album, che è in realtà una cover, se così possiamo definirla, di un pezzo dello stesso Townshend compreso nella sua raccolta Truancy: The Very Best of Pete Townshend”, del 2015. Il brano è blues rock con interpretazione vocale di Daltrey da manuale.

Con le due canzoni successive, I Don’t Wanna Get Wise, terzo ed ultimo singolo estratto da WHO, e Detour si sentono ancora di più i rimandi al passato. Soprattutto in Detour si possono notare le influenze di My Generation nel ritornello molto orecchiabile, mentre nell’outro è presente anche un chiaro riferimento all’intro, mi si passi il gioco di parole, di Baba o’ Riley.

Con Beads on One String Hero Ground Zero si sconfina in sonorità più pop, profonde e sentimentali. Mentre Street Song è una canzone prettamente da live con il ritornello che si presta ad essere intonato da uno stadio intero.

C’è spazio anche per un pezzo cantato da Pete, I’ll Be Back, ballad dolce e intimista che fa rifiatare Roger e spezza un po’ il ritmo del disco.

Break the News, scritta dall’altro Townshend, Simon, ha sì un ritornello che ti entra in testa e non ne esce più, con il suo hand clap coinvolgente, ma è tutto lì; mentre Rockin’ in Rage è un brano più rockeggiante con un ritmo incalzante, e dove Daltrey può tirar fuori ancora un po’ di grinta, ma che non sarà ricordato probabilmente come uno dei pezzi migliori del disco.

Anche She Rocked My World, brano dalle sonorità spagnoleggianti che poco c’entrano con il resto dell’album, non aggiunge nulla di più.

Le tracce bonus dell’edizione Deluxe, This Gun Will MisfireGot Nothing to Prove e Danny and My Ponies, per citare Roger, sono uno scherzo che lo hanno fatto abbastanza arrabbiare e sono fuori contesto. Si, va bene, sono Bonus Track e quindi è normale che siano demo o pezzi meno forti…ma erano proprio necessarie?

In conclusione, questo disco è molto valido, sicuramente non perfetto e con qualche lacuna, ma un lavoro degno di nota, da far ascoltare anche a chi si approccia ora per la prima volta agli Who, perché sono in tutto e per tutto gli Who senza compromessi nonostante ormai gli anni che passano.

Recensione di Pietro Minardi

Tracklist

All This Music Must Fade – 3:20
Ball and Chain – 4:29
I Don’t Wanna Get Wise – 3:54
Detour – 3:46
Beads on One String (Pete Townshend, Josh Hunsacker) – 3:40
Hero Ground Zero – 4:52
Street Song – 4:47
I’ll Be Back – 5:01
Break the News (Simon Townshend) – 4:30
Rockin’ in Rage – 4:04
She Rocked My World – 3:22

Tracce Bonus Edizione Deluxe

This Gun Will Misfire – 3:36
Got Nothing to Prove – 3:38
Danny and My Ponies – 4:02

Formazione

The Who

Roger Daltrey – voce (tracce 1-7, 9-11)
Pete Townshend – chitarra, voce (8, 12-14), basso, shaker, armonica

Altri musicisti

Carla Azar – batteria (3, 10)
Matt Chamberlain – batteria (6)
Gordon Giltrap – chitarra acustica (11)
Pino Palladino – basso (1, 2, 4-8, 11)
Gus Seyffert – basso (3, 9, 10)
Zak Starkey – batteria (1, 2, 4, 7)
Benmont Tench – tastiera (1, 3, 10)
Joey Waronker – batteria (5, 8, 11)

 

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