Venom Inc. – Mantas, Demolition Man, Abaddon, Intervista 2015

 

Ho avuto modo di conoscere Jeff Dunn (Mantas) e Tony Dolan (Demolition Man) qualche anno fa qui a Torino a un concerto degli M:PIRE of EVIL durante una notte fredda e carica di neve… Da quel momento è nato un legame con questi due musicisti e il rispetto per i due uomini in carne e ossa, non più personaggi stampati sulle foto di copertina, è andato aumentando giorno dopo giorno.

Oggi ci sarà anche Tony Bray (Abaddon), lo incontro qui per la prima volta, grande giornata questa!

 Li ringrazio ancora per essere ritornati in Italia e per essere ancora a Torino, nonostante la scarsa partecipazione di pubblico che ebbe quella loro esibizione allo United del dicembre 2012…

Mantas:
Non mi ricordo quando è stata l’ultima volta in cui siamo stati qui (come M:PIRE of EVIL ndr)… è passato molto tempo però…

Luca ‘Esa’
Dicembre duemila e qualcosa….2012 direi. Faceva freddo e nevicava…

Mantas:
Sì… mi ricordo…

Abaddon:
Giorno di neve in Italia?…. (ridiamo… Abaddon non pensava che in Italia potesse nevicare…)

Oggi mi trovo a un loro concerto come Venom Inc., i Venom, la band che più ha colpito nel profondo del mio cervello già di per sè malato di Heavy Metal da sempre.
Contattiamo il manager per ufficializzare l’intervista, nonostante l’amicizia, e mi preparo a chiacchierare seriamente con i tre Venom Inc… Mantas, Abaddon e Demolition Man… qualche anno fa avrei dato qualsiasi cosa per avere un’occasione come questa, e mai avrei pensato che si sarebbe concretizzata…

Arrivo al Cafè Liber e prima ancora che io possa entrare Tony Dolan mi vede, esce, mi zompa al collo e mi porta subito dagli altri, prima dell’orario prestabilito, per cominciare a chiacchierare… Mi trovo davanti a tre grandi professionisti sempre molto disponibili… Le mie domande vengono travolte da fiumi di parole che raccolgono tutto ciò di cui volevo sapere… di ieri, oggi e domani, per cui anche se alla fine non riuscirò a porre loro tutte le domande che avevo in serbo, nelle loro parole ritrovo le risposte anche a quelle.

L’attività in questa prima giornata italiana della band è frenetica, tra prove e menate varie e l’intervista finisce nel giro di un’ora e mezza… la band va a fare il soundcheck e poi ci perdiamo… loro hanno da fare, io sono felice … tanto è stato detto… a partire dalle aspettative nei confronti del tour e del pubblico italiano…

Mantas:
Ad essere onesto mi aspetto sempre la stessa cosa, ovvero la solita pazzia del pubblico italiano. Ci siamo sempre trovati di fronte a un’audience molto entusiasta nei confronti dei Venom e degli M:pire of Evil. Cosa si deve aspettare il pubblico da noi? La solita passione, ed uno show dei Venom in pieno stile vecchia scuola.

Abaddon:
Lo stesso di sempre come ai vecchi tempi…

E’ piacevole vedere e sentire Mantas e Abaddon così carichi e decisi… il vecchio spirito è tornato (nel frattempo Demolition Man è all’interno del locale a sbrigar qualcosa)…

Mantas:
Sì lo stesso dei vecchi tempi…stiamo cercando di recuperare (lo spirito dei vecchi tempi ndr) …ma in realtà non abbiamo bisogno di cercare di catturarlo nuovamente… è…

Abaddon:
…naturale…

Mantas:
… sì naturale, sta succedendo…

Abaddon:
Ci sentiamo allo stesso modo, suoniamo allo stesso modo, il suono è lo stesso, commettiamo gli stessi errori, abbiamo gli stessi problemi di feedback, abbiamo i casini col microfono. Non è cambiato nulla. Non siamo affatto preoccupati per queste sciocchezze che una volta potevano farci arrabbiare… questo è parte di Venom…

Cominciamo così a commentare con loro le prime date del tour e le prime foto dei concerti di Londra e Parigi, le loro sensazioni e di conseguenza anche la risposta del pubblico che ci è sembrata (almeno in foto) molto positiva…

Mantas:
Tutto sta andando per il meglio e supera le mie aspettative. Pubblico differente che sta reagendo bene ai nostri concerti, tutti sono cosi entusiasti e molto accoglienti nei nostri confronti e tutti sembrano così felici di vederci di nuovo…

Abaddon:
Stiamo notando la stessa risposta e lo stesso calore, sono tutti felici di esser con noi, di fare foto insieme, di ricevere autografi… La gente sta reagendo bene fino a questo momento…

Luca ‘Esa’
Ma ricordano ancora e i testi dei vostri brani? (ridiamo)…

Abaddon:
Sì tutti cantano e gridano con noi, si sentono parte del concerto… è tutto così incredibile, tutto così perfetto…

Luca ‘Esa’:
… ma la domanda delle domande ci vuole proprio: com’è stato salire sul palco di nuovo insieme dopo 20 anni? Quali le sensazioni e quali ricordi se ce ne sono stati…

Mantas:
Le cose sono nate per il Keep it True Festival con gli M:pire of Evil quando gli organizzatori ci hanno chiesto di suonare e hanno visto la nostra scaletta che comprendeva alcuni brani dei Venom. Ci hanno chiesto se non avremmo potuto suonare anche con Abbadon i brani dei Venom. Con Abaddon non ci parlavamo e non ci sentivamo da vent’anni circa, era più o meno il 1998, e dopo averci pensato un po’ abbiamo deciso di suonare un po’ di brani dei Venom insieme durante il concerto. Ci siamo incontrati direttamente al festival senza fare alcuna prova, siamo saliti sul palco e abbiamo visto che le reazioni del pubblico sono state incredibili…

Luca ‘Esa’:
Ho visto alcune fotografie…c’era un mucchio di gente!

Mantas:
…poi dopo qualche tempo ho visto su YouTube un video, non so chi l’avesse postato, in cui c’era scritto ecco i Venom Inc . l’anima e lo spirito reale dei Venom e da quel momento in poi tutti hanno cominciato a cercarci. Abbiamo avuto richieste dalla Cina, dal Giappone, Sud America e tutti hanno sperato che questo fosse un progetto reale e non un qualcosa di passeggero, un progetto con le proprie gambe che potesse andare avanti. Inizialmente non intendevamo essere nient’altro di ciò che eravamo. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato di andare avanti per suonare, fondamentalmente, e quindi l’abbiamo fatto. Una volta presa la decisione abbiamo cominciato e siamo andati a suonare in Cina, siamo andati in Giappone poi in Canada a Montreal e poi abbiamo anche fissato altre date del tour. Tutto è nato davvero velocemente e lo stiamo affrontando velocemente. Stiamo cavalcando l’onda… sì in questo momento siamo sull’onda…

Abaddon:
Abbiamo anche valutato di fermarci un momento per provare a buttar giù qualcosa di nuovo, incidere dei nuovi brani per un eventuale nuovo album, ma è necessario avere del tempo per poterci fermare… In questo periodo abbiamo capito che il format della band, lo scopo di questa band in questo momento è quello di suonare dal vivo… siamo una band che deve suonare dal vivo. Quello che vogliamo fare ora è suonare, quindi se ci dovessimo fermare sarà per un brevissimo periodo e non come i Venom dei vecchi tempi che scomparivano per tre anni dal palcoscenico. Noi vogliamo continuare a suonare, continuare a trovare e scoprire dei nuovi amici e suonare per loro costantemente, ed anche pubblicare un nuovo album.

A questo punto pongo loro una domanda che vuol essere divertente ma anche in un certo senso provocatoria e che metta un po’ chiarezza sulle cose… probabilmente non il punto definitivo ma che almeno  possa chiarire tante dinamiche a noi sconosciute. Abbiamo letto tanto su questa reunion, abbiamo sentito tante voci di corridoio poco convincenti, ma la cosa migliore è ascoltare cosa i diretti interessati hanno voglia di dire… (per correttezza, nelle nostre domande non compare mai alcum accenno o riferimento esplicito o meno a Cronos, di seguito Mantas comincerà a parlare di lui spontaneamente…), solo loro possono darci una mano a capire il perché della reunion dopo 20 anni… se per soldi, per i fan, solo per un tour (ma probabilmente Abaddon ci ha già risposto), per una sorta di rivincita, per un riscatto personale…

Mantas:
Non lo facciamo solo per i soldi, lo facciamo perché abbiamo voglia di suonare e questa sera è anche la testimonianza di tutto questo.
Però vorrei fare un po’ di chiarezza oggi. Ho letto su Internet tante e tante cose, tante interviste che sono delle autentiche bugie, delle stronzate. L’ho detto milioni di volte e lo ripeterò ancora… Nel 2005 ho dato a Cronos il permesso di utilizzare il nome Venom quando mia madre stava per morire, e quindi avevo ben altro per la testa, non mi interessava più nulla della band in quel momento; se lo avesse chiesto ad Abaddon avrebbe immediatamente risposto di no, vero? (si rivolge ad Abaddon, che annuisce con molta convinzione). Da quel momento in poi è successo di tutto. Siamo stati trattati come delle merde e quasi cancellati dalla storia della musica!!!
Quello che è certo è che lui sarà l’ultima persona che potrà mai far parte del gruppo! Questo è un dato di fatto!
Lui è entrato nei Venom perché al tempo io l’ho invitato a farne parte, all’epoca, come saprai, il gruppo era formato da cinque elementi. Avevamo perso il chitarrista ritmico e avevamo bisogno di un sostituto. Ho incontrato Cronos a casa della mia fidanzata, abbiamo parlato, suonava la chitarra, aveva i capelli lunghi… e lavorava in uno studio di registrazione, ecco cosa mi fece drizzare le orecchie. Dopo lunghe prove lui, ripeto lui suonava la chitarra ritmica, e solo successivamente è passato al basso. Poi ho scritto ‘Live Like an Angel (Die Like a Devil)’. All’epoca il piano prevedeva che il nostro cantante Clive Archer scendesse dal palco per un cambio di abito e così lui avrebbe cantato ‘Live Like an Angel (Die Like a Devil)’… poi lui ha chiesto di poter cantare altri tre pezzi e da lì è cominciato tutto. C’è un demo delle nostre prove del 1979 o forse anche prima, ma diciamo dal 1979, in cui Clive Archer già cantava brani quali ‘Buried Alive’, ‘Raise The Dead’, ‘Red Light Fever’, ‘Angel Dust’, brani che esistevano già prima che Cronos entrasse nella band… fai tu…
…quindi, se mi chiedi se siamo tornati insieme solo per soldi ti dico che a noi piace suonare, ma come qualsiasi altra persona che lavora abbiamo bisogno di guadagnare… non è che se uno va a lavorare poi dice al suo capo di non pagarlo perchè si è divertito… noi siamo musicisti e viviamo del nostro lavoro. Noi siamo pagati per fare concerti e lo facciamo perché ci piace, questo è reale, questo è il contatto con i fan…
Pensa che è venuto da me un fan tedesco, un ragazzo dai capelli lunghi, e mi ha confessato di non riuscire a capacitarsi di come avessimo fatto a ricreare e ricatturare il sound dei primi album… e tutto questo non ha niente a che vedere con drum kit, con i soldi, con qualsiasi altra cosa se non con il modo di suonare di ciascuno di noi… tutto ciò è reale ed è tutto ciò che hai davanti agli occhi e continueremo a farlo… Abaddon diglielo tu… a me è sempre piaciuto suonare nei grandi festival, adoro i grandi festival, ma adoro suonare in luoghi come questo di stasera, in cui hai il contatto diretto col pubblico e con Tony (Dolan) e gli M:pire abbiamo fatto molti concerti come quello di questa sera, è abbastanza naturale. Questo è il nostro lavoro. Ci siano 10 persone, 100, 1000, facciamo lo stesso show…siamo noi, loro e la musica…

Nel frattempo rientra Demolition Man e con la sua voce roca e il suo accento inconfondibile interviene…

Demolition Man:
Tutti vorrebbero essere sul palco con migliaia di persone di fronte che gridano… 10, 100, 1, non è importante, noi suoniamo per chi viene, per quella persona che è schiacciata alla transenna alla quale non importa di essere schiacciata poiché sta vivendo con altri un’esperienza che è importante per lui e diversa da chi è al suo fianco e diversa dagli altri, questa è la bellezza e la purezza della cosa… prima parlavi dei soldi… il perché del logo che ha disegnato Abaddon… è tutta pubblicità necessaria per poter vendere il prodotto e tutto ciò che c’è intorno, ma tutta la pubblicità del mondo non serve se non tiri fuori le palle per fare ciò che devi.. noi, voi e la musica… ecco cosa c’è. La stessa passione dei nostri album, lo stesso spirito. Noi siamo tutti 50enni e tra il pubblico ci sono ragazze e ragazzi di 20 anni che rimangono sorpresi da quello che sentono e vedono, anche perché non ci hanno né visto né sentito prima… Quello che voglio dire è che noi vogliamo far sentire la nostra potenza e farla sperimentare e far capire la purezza di ciò che facciamo e di conseguenza sorprendere tutti per come lo facciamo. E smettiamola di pensare a tutte le altre cose che sono state dette e lette e che non servono a niente…

Mantas:
Quello che lui vuole dire è che questa band è una band ‘plug in and play’. Suoniamo e basta, distruggiamo, ora! Tre musicisti sul palco, suoniamo con passione e siamo qui per ‘kick your ass’…

Demolition Man:
Devi pensare ancora da un punto di vista della purezza della cosa… oppure onestà della cosa. Molti sono portati a dimenticare la purezza della musica e la purezza delle composizioni, dei riff predominanti e di tutto quello che è stato. Chiaro che Cronos è stato parte di quel momento, chiaro che lui è un grosso personaggio, ma non è stato solo lui. Lui è stato la voce di un momento magico ma cercare di sminuire queste altre due persone (indica Mantas e Abaddon, Dolan secondo me è il fan numero uno dei Venom) nonostante quello che sono stati capaci di fare e creare, è davvero ridicolo. A noi piace lavorare insieme come se fossimo una cosa sola e conosciamo il potere della musica!

Abaddon:
Ogni sera, ogni volta che ci prepariamo per salire sul palco, eccola, ritorna l’energia e la passione…

Luca ‘Esa’:
Sapete… Mi è venuta in mente una cosa… Tony, quando parlavi dei fan schiacciati alle transenne che vivono qualcosa di unico, senza nemmeno accorgersi della gente che gli sta intorno, bene, è proprio quanto ho vissuto io 30 anni fa, durante il concerto dei Venom con i Metallica di supporto a Milano: fin quando non mi sono beccato in testa e poi in mano la chitarra che Mantas aveva sfasciato e gettato sul pubblico (è successo davvero, nessuna invenzione ndr) e tutti gli altri intorno a me volevano ammazzarmi per prendermela non mi ero accorto di quanta gente ci fosse accalcata dietro di me!… (ridiamo)…

Abaddon:
Stai attento stasera…

Demolition Man:
Ma sì… la musica dovrebbe essere questo. Non bisogna giudicare e basta… oppure farsi condizionare da qualcuno o qualcosa. Se compri un album lo devi sentire per quello che è non per quello che ti dice un’altra persona, se ti piace ti piace e basta. E’ qualcosa di personale…

Vi avevamo avvisato che i Venom Inc. sarebbero stati come un fiume in piena nel vero senso dalla parola… potenza allo stato puro, onestà e chiarezza senza perdere anche nel riversare proprie idee e propri sentimenti… e visto che ci siamo continuiamo parlando di questa band… c’è un futuro davanti, le numerose date in Europa e poi in Sud America e poi ancora, il presente lo stiamo vivendo insieme, ma ricordare qualche momento appassionante vissuto e sentito con la formazione Demolition Man, Mantas e Abaddon… (nel mentre Tony scompare e di nuovo…)

Mantas:
Sicuramente il momento di ‘Prime Evil’. Un periodo di grande creatività. Davvero un grande album e ci siamo divertiti molto stando insieme. La cosa bella di quel momento è stata quella nuova dose di freschezza di cui avevamo bisogno e che ci voleva proprio… non so se per Abaddon sia lo stesso…

Abaddon:
Sembrava che fosse ritornato il feeling degli inizi dei Venom. In quel periodo il nostro entusiasmo stava calando e avevamo parlato molto sul da farsi e a quel tempo avevamo poi deciso di fare un album di nuovo. Ci siamo resi conto che la passione e il feeling erano ritornati agli stessi livelli di un tempo e cominciavamo anche a sentirci meglio col morale. Tutto stava ritornando alla grande, era potente, era forte. Con ‘Prime Evil’ abbiamo migliorato la nostra abilità come musicisti, abbiamo preso confidenza con la tecnologia e con tutto ciò che componeva uno studio di registrazione, abbiamo capito il processo del mastering e missaggio. In quel momento eravamo ritornati di nuovo al top. Abbiamo scritto degli ottimi brani, vero?

Mantas:
Se devo pensare agli album dei Venom considero semrpe ‘Welcome to Hell’, ‘Black Metal’, ‘Prime Evil’ e ‘Resurrection’: in termini di songwriting e produzione c’è stata una progressione del gruppo. Ho parlato con molti fan ma non ho mai considerato ‘Possessed’ un grande album, un buon album sì ma non un grande album. Opinione personale… lo sai cosa intendo…

Abaddon:
Ci fa piacere che i nostri fan abbiano pensato a ‘Possessed’ come un grande album, molto piacere. Il nostro momento peggiore può sembrare ad altri il nostro migliore, questioni di gusti…

Mantas:
Durante il tour degli M:pire in America ho incontrato un fan che mi disse che il suo album preferito dei Venom era in assoluto ‘The Waste Lands’… non ‘Welcome to Hell’, ‘Black Metal’, ‘Prime Evil’, ma ‘The Waste Lands’…

Abaddon:
Grande album….

Mantas:
Mi ha sorpreso… ti dirò ogni album che abbiamo fatto , in ognuno di loro possiamo ritrovare dei brani molto interessanti, ogni album ha uno o più brani davvero importanti e belli… differente dal punto di vista del musicista che compone il brano, ma comunque in ogni album ci sono un paio di brani o più, davvero, davvero importanti.

Abaddon:
Non è facile ritrovare quel feeling che c’era prima dello scioglimento… essere in un gruppo è come esser in una famiglia in cui dividi e condividi tutto. Esser in un gruippo come il nostro è come avere una relazione familiare, ora come ora passiamo molto più tempo tra di noi che con le nostre mogli o fidanzate…

Arrivati a questo punto Demolition Man mi dice che tocca a loro per il soundcheck, magari riprenderemo dopo, ma invece l’intervista finisce qui, ci incontreremo comunque più tardi… gli strumenti sono caldi e tutto è pronto per mettere a ferro e fuoco il Cafè Liber…
Purtroppo la nostra intervista rimane incompleta anche se in gran parte i tre Venom Inc. ci hanno risposto… sarà la scusa per continuare la prossima volta poichè di domande ne abbiamo davvero tante ancora…

Venom Inc. … Bentornati…

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