Black Star Riders – Another State Of Grace

Dopo il mezzo passo falso del precedente lavoro “Heavy Fire”, riappaiono in sorprendente stato di grazia – ed è proprio il caso di dirlo, parafrasando il titolo di questo loro quarto album – i Black Star Riders di Scott Gorham e Ricky Warwick.

Rimasti orfani del valente chitarrista Damon Johnson, rimpiazzato dall’ex-Stone Sour Christian Martucci (il quale non ne fa fortunatamente sentire la mancanza), i cinque cavalieri della stella nera tornano alla carica con un lavoro che, nonostante le poco convinte dichiarazioni in senso contrario dei diretti interessati, percorre con onestà e riverenza il sentiero musicale tracciato anni fa dai Thin Lizzy: impossibile non scorgere lo spirito di Phil Lynott fare capolino sin dalle prime note della catchy “Tonight The Moonlight Let Me Down” (impreziosita da un breve ma brillante assolo di sax ad opera di Michael Monroe ex singer degli Hanoi Rocks), per poi affiorare in maniera prepotente nei richiami celtici della title track e nella splendida “Ain’t The End Of The World”, in cui la sei corde di Scott Gorham avvisa tutti che lo sceriffo è tornato in città in compagnia di un nuovo assistente dalla mira altrettanto infallibile.

Ma i Black Star Riders sono molto più di un tributo di successo alle sonorità dei Lizzies; ed allora spazio alle più moderne, ma non per questa meno riuscite, “Underneath The Afterglow”, “In The Shadow Of The War Machine” e, soprattutto, alla grintosa “Soldier In The Ghetto”, caratterizzata da efficaci melodie vocali e chitarristiche. In questi brani emerge la volontà di un gruppo che – pur partendo dalle basi tradizionali appartenenti alla band della quale Gorham è stato il guitar player dalla militanza più lunga – vuole crearsi una propria identità personale, sfruttando le (grandi) potenzialità dei suoi componenti.

Tra questi spicca sicuramente Ricky Warwick, il quale si conferma interprete di classe sopraffina, oltre che nella già citata “Ain’t The End Of The World”, soprattutto nella sofferta semi ballad “Why Do You Love Your Guns?”: un brano di denuncia contro l’uso incontrollato delle armi – ispirato dalle immagini della sparatoria alla Scuola Elementare di Sandy Hook nel 2012, nella quale persero la vita venti bambini – che ci ha portato alla memoria gli episodi più drammatici della discografia degli indimenticati Almighty, dei quali il rosso crinito cantante/chitarrista irlandese fu sfrontato leader.

Una menzione particolare la vogliamo dedicare infine all’acustica  “What Will It Take?, nella quale prende vita il lato più romantico del gruppo: un brano dalle venature country impreziosite dalle delicate backing vocals della figlia di Meat Loaf (nonché moglie di Scott Ian) Pearl Aday, che già aveva collaborato con la band nelle registrazioni del precedente album.

In definitiva uno dei dischi più belli di questo 2019. Phil da lassù apprezzerà sicuramente.

Nuclear Blast – Settembre  2019

 

https://www.blackstarriders.com

https://www.facebook.com/BlackStarRidersOfficial

 

Tracklist:

  1. Tonight The Moonlight Let Me Down
  2. Another State Of Grace
  3. Ain’t The End Of The World
  4. Underneath The Afterglow
  5. Soldier In The Ghetto
  6. Why Do You Love Your Guns?
  7. Standing In The Line Of Fire
  8. What Will It Take?
  9. In The Shadow Of The War Machine
  10. Poisoned Heart

Band:
Ricky Warwick – voce, chitarra
Scott Gorham – chitarra
Christian Martucci – chitarra
Robert Crane – basso
Chad Szeliga – batteria

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