Una donna, identificata come “JC” e che ora vive a Greenwich, nel Connecticut, ha intentato una causa accusando Bob Dylan di aver abusato sessualmente di lei quando aveva 12 anni nel 1965. La causa è stata intentata venerdì scorso 13 agosto, a New York, poco prima che si chiudesse la finestra per proporre denuncia come dispone il Child Victims’ Act dello Stato.

Dylan avrebbe abusato di lei tra aprile e maggio 1965, si legge nella causa e il cantante “ha sfruttato il suo status di musicista adescando JC per ottenere la sua fiducia e ottenere controllo su di lei come parte del suo piano per molestare e abusare sessualmente di JC”.

Inoltre Dylan avrebbe offerto alla minorenne “alcol e droghe”, abusandola più volte e che alcuni dei presunti episodi si sono verificati nell’appartamento di Dylan all’Hotel Chelsea a New York Città.

Come risultato del presunto abuso, la causa afferma che JC “ha subito lesioni fisiche e psicologiche e, alcune o tutte queste lesioni sono di natura permanente e duratura“.

JC chiede un risarcimento danni per un importo non specificato che sarà determinato da una giuria al processo

Un rappresentante di Dylan ha detto a Rolling Stone USA che “l’affermazione del 56enne è falsa e sarà difesa con forza“.

Un altro musicista viene quindi accusato dopo anni sulla scia del MeToo, dopo Marilyn Manson, il bassista Twiggy Ramirez, il chitarrista e attore Johnny Depp, Ryan Adams

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