Atlantic Records – 2020

Primo lavoro solista per Hayley Williams, nota a tutti per essere la cantante dei Paramore. I Paramore sono una band, che nel corso della loro carriera cominciata con la pubblicazione del cd di debutto “All we know is falling” nel 2005 hanno saputo conquistarsi un bel seguito di fan nell’ambito pop rock e anche tra i cosiddetti “emo” (ormai praticamente quasi scomparsi dai radar).

Nel 2017, la band è entrata in pausa di riflessione, senza ufficialmente sciogliersi e Hayley ha cominciato a pensare al suo primo album solista che è arrivato sul mercato soltanto ora. Il filo che lega Hayley alla sua band storica non si è esattamente spezzato, visto che il cd è prodotto dal chitarrista della band, Taylor York, che è anche presente nell’album.

Quindici brani non esattamente facili da digerire e che non sono stati pensati, strizzando all’occhio ai fan della band di Franklin, Tennessee. Siamo assai lontani dalle sonorità di “Decode” o dal loro megahit “The only exception”, megahit contenuto nel film “Twilight”. L’unico trait d’union è proprio la voce di Hayley. La critica ha accolto assai bene questo lavoro, che sicuramente potrà essere apprezzato molto dai fan dei Massive Attack, dei Portished o anche da quelli della megastar attuale delle classifiche mondiali, Billie Eilish.

Alcune cose possono anche ricordare le sperimentazioni di Bjork, ma questo disco – se ascoltato con lo spirito e l’umore giusto – può regalarti momenti spensierati come ad esempio nella ritmata canzone “Dead Horse“, con qualche punta di J-Pop nel ritornello e con un incedere elettronico mai banale e ripetitivo.

Per introdurre questo ambizioso lavoro, sono stati pubblicati due ep “Petals for armor I” e “Petals for armor II” e quindi solo quattro risultano completamente inediti. “Petals for armor I”, pubblicato ad inizio anno contenva i singoli “Simmer“, “Leave it alone” e “Cinnamon” che poi messi insieme formano una trilogia. Contaminazioni jazz, elettroniche, drum n’bass e chi ne ha più ne metta, sono la spina dorsale di questo lavoro che non ha etichette. Un lavoro molto personale, in cui la cantante 31enne, si mette letteralmente a nudo, esorcizzando i traumi derivanti dal suo divorzio.

Hayley è un’incredibile cantastorie nel lavoro, che sostanzialmente è diviso in tre fasi ben distinte. La sua voce è la classica voce che si ama o si odia, ma mai ti fa restare differente. Personalmente l’ho sempre apprezzata per la sua particolarità e ad esempio in “Roses/Lotus/Violet” è semplicemente da pelle d’oca. Il brano è cantato insieme al supergruppo femminile Boygenius.

Altri momenti sicuramente da ricordare sono “Creepin“, un’incredibile nenia con alcuni cambi di tempo che la portano ad essere anche molto ritmata. Un esperimento sonoro molto ben riuscito, con voci modificate e campionate, che si allontano molto dal sound tipico dei Paramore e si immettono nelle placide strade di Billie Eilish.

Tutti noi, poi abbiamo bisogno di tranquillità e tale stato viene descritto perfettamente in “Cinnamon“, dominata dall’elettronica e che ci fa pensare su quanto sia confortante l’affetto derivante dalla nostra casa o dalla presenza dei nostri animali domestici. Canzone che va persino a strizzare a sonorità anni ‘60 di gruppi quali “The Supremes” in sottofondo.

Altro brano che segnalo è “Taken“, che è molto latineggiante e in alcuni frangenti ho pensato che potesse spuntare da un momento all’altro Carlos Santana. Una bossanova di stampo trip hop, ecco la definizione più calzante per questo pezzo.

Lavoro che si chiude con l’eterea “Crystal clear“, che comincia con una bella parte d’organo che sfuma ad un certo punto e che per quasi 3minuti e 30secondi, ci culla con le sue note. Questa canzone potrebbe funzionare anche moltissimo nei club di tutto il mondo (anche se purtroppo chiusi per l’emergenza sanitaria di questo periodo) con un bel remix di qualche dj famoso. Pezzo molto cadenzato e gioioso che chiude degnamente questo lavoro per nulla commerciale e per nulla facile nell’ascolto.

Un disco sicuramente onesto e non studiato, se non nella produzione davvero impeccabile.

Recensione: Mauro Brebbia

Tracklist
1. Simmer
2. Leave It Alone
3. Cinnamon
4. Creepin’
5. Sudden Desire
6. Dead Horse
7. My Friend
8. Over Yet
9. Roses/Lotus/Violet/Iris
10. Why We Ever
11. Pure Love
12. Taken
13. Sugar On The Rim
14. Watch Me While I Bloom
15. Crystal Clear

Musicisti
Hayley Williams – voce; chitarra e tastiera in Simmer, Cinnamon, Creepin’ e Sudden Desire; percussioni in Cinnamon
Taylor York – produzione, strumentazione aggiuntiva
Joey Howard – basso, tastiera; chitarra in Creepin’; percussioni in Leave It Alone e Sudden Desire
Aaron Steel – batteria, percussioni; conga in Leave It Alone

Facebook: https://www.facebook.com/hayleywilliams/

Mauro Brebbia
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