Europe – Walk The Earth

 

Hell and Back – ottobre 2017

Convinzione.
Da ‘Start From The Dark’ ad oggi, il ritorno degli Europe ha suscitato e generato opinioni contrastanti, album dopo album.
Loro sono andati avanti, con caparbietà e convinzione, cambiando pelle radicalmente, consci che probabilmente i fans della prima ora avrebbero storto il naso non riconoscendo più la band patinata e solare degli anni ottanta.

Convinzione.
Una reunion spesso significa raccattare ancora qualche soldo, tornare alla ribalta per uno/due anni e sparire nuovamente nel dimenticatoio, assicurandosi una pensione più che dignitosa.
Non è sicuramente il caso della band svedese, che dal 2004 ad oggi ha pubblicato sei album in studio, dimostrando che la voglia di suonare quello che arriva dal cuore è più forte di tutto il resto.

In questi anni mi sono chiesto più volte se la nuova musica degli Europe mi piaceva davvero o la ascoltavo solo perché suonata da loro, influenzato dal loro passato.
La risposta è arrivata dopo un po’, ma è arrivata. Semplicemente mi piace quello che suonano. Mi piace in modo diverso rispetto a ‘The Final Countdown’ o ‘Wings Of Tomorrow’, forse mi piace meno, ma mi trasmette ancora emozioni positive.

Walk The Earth’ va ascoltato con la mente libera da pregiudizi e condizionamenti vari.
Si inizia con la title track, monolitica all’ennesima potenza, disegnata sul modello dei migliori Deep Purple e Led Zeppelin due delle influenze maggiori della band.
Ormai l’evoluzione degli Europe è totale o quasi, evoluzione che vuol significare libertà compositiva soprattutto.

The Siege’ è ancora una scarica di energia, dominata dalle chitarre di Norum come sempre un chitarrista perfetto, ma che non disdegna l’inserimento di melodie che ci ricordano che stiamo ascoltando gli Europe.
Kingdom United’. Ci ho messo un po’ ma alla fine mi ha convinto. Non che lo debba fare per forza, però merita, essendo un brano oserei dire sperimentale che necessita di diversi ascolti per carpirne la vera essenza. Un brano a tratti nervoso, a tratti evocativo, semplicemente diverso.

Le influenze seventies sono sempre presenti, ‘Pictures’ ci porta in un universo musicale che incrocia il grande David Bowie e i Pink Floyd. Song intensa e sofferta da ascoltare rigorosamente ad occhi chiusi.

Non tutto brilla a dovere, ‘Election Day’ sinceramente non convince a partire dalla prestazione di Joey Tempest poco incisiva e priva di mordente. Anche il resto non va, tanta confusione e alla fine non rimane nulla, se non la voglia di passare al brano successivo…che purtroppo non porta buone notizie.
Wolves’, quattro minuti che sembrano il doppio, un’atmosfera lenta e soffocante accompagnata da una melodia che ricorda vagamente il suono emesso da un branco di lupi.

Finalmente il tunnel pericoloso nel quale stavamo entrando sembra finito (o quasi), ‘GTO’ riporta la luce nelle terre scandinave dopo la notte artica, trascinante e diretta, hard rock senza troppi fronzoli.
Haze’ e ‘Whenever You’re Ready’ mischiano ancora le sonorità dei Deep Purple (qui ovviamente rese più corpose) e dei Led Zeppelin, ma il risultato finale non convince appieno, colpa di idee sviluppate male, in modo a tratti confuso.

Chiude il disco la lunga ‘Turn To Dust’ altro tributo ai seventies, un brano variegato questa volta davvero azzeccato.

Siamo alla fine, ‘Walk The Earth’ è terminato e pur avendolo apprezzato mi ha lasciato qualche dubbio.
Ascoltare gli Europe che suonano è sempre un piacere, la loro tecnica ha raggiunto livelli eccelsi merito anche delle esperienze al di fuori della band madre.
Non sempre, in particolar modo nella seconda parte, le idee risultano all’altezza del nome e della storia della band. Ho avuto l’impressione che in alcuni frangenti l’incertezza abbia preso il sopravvento e abbia oscurato e inibito i cinque musicisti.
Nel corso di questi ultimi anni, sono emerse le influenze degli Europe, il loro sound si è ancorato stabilmente alle radici, alla musica degli anni settanta, e inevitabilmente è cambiato.

Questo nuovo album, sancisce definitivamente il loro cambiamento e la loro voglia di sentirsi liberi di esprimere emozioni intrinseche e sentimenti opposti, senza condizionamenti e restrizioni.

www.europetheband.com

Tracklist:

1.Walk The Earth
2.The Siege
3.Kingdom United
4.Pictures
5.Election Day
6.Wolves
7.GTO
8.Haze
9.Whenever You’re Ready
10.Turn To Dust

Band:

Joey Tempest – voce
John Norum – chitarra
Mic Michaeli – tastiere
John Leven – basso
Ian Haugland – batteria

Articoli Correlati

1 Commento su Europe – Walk The Earth

  1. …la title track a me piace molto ma complessivamente ho trovato solo 3 brani belli in questo nuovo disco….un po’ poco ….certo che gli europe di adesso sono a mio avviso troppo diversi da quelli anni 80-90….non si possono paragonare….avrebbero potuto chiamarsi almeno in altro modo!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*