Durante una conversazione con Alternative Press, l’ex chitarrista e cantante dei Blink-182 Tom DeLonge ha parlato della sua storia musicale. Da quando ha lasciato i Blink nel 2015, DeLonge ha lavorato al suo progetto Angels & Airwaves, lanciando anche la To the Stars Academy of Arts & Sciences, agenzia di ricerca sui fenomeni extraterrestri. Il chitarrista ha detto:

“La mia più grande debolezza è che credo letteralmente di poter fare praticamente tutto ciò che voglio – questa è facilmente la mia più grande debolezza… tipo: “vado a lavorare con il governo degli Stati Uniti… chi lo sa?”

“E poi l’ho fatto, e ci sono alcune cose che la gente non può sapere. Non posso dirlo. Ne stavo parlando un paio di settimane con i miei partner… tipo: “Potrò mai raccontare la storia di come è successo tutto questo?”

“Fondamentalmente, ho fatto tutte queste cose, e ho avuto molti problemi, è una lunga storia che non voglio affrontare, ma in ogni caso, la mia convinzione è che posso tirare fuori qualsiasi cosa che sia interessante!”

“Ed è per questo che faccio sempre cose che sono impegnative – i film e tutte queste altre cose, mi piacciono queste sfide…

“Questo ha fatto allontanare i fan, che si chiedevano cosa avevo fatto o cosa stavo facendo, e fa schifo perché non mi interessa cosa la gente pensa, ecco perché ho lasciato la musica per circa sette anni.

“Non ho bisogno dell’ammirazione; non ho bisogno di essere sul palco per quel tipo di cose, ho solo bisogno di esprimere, esprimere me stesso che alla gente piaccia o no… Sono sicuro che ci sono molte ragioni per cui le persone non mi capiscono o altro, e fa schifo perché non ho bisogno di loro.

“Non lo sto facendo per loro, lo sto facendo per me. Devo togliermi dalla testa queste cose o impazzirò, devo rendere il mondo un posto migliore.”

DeLonge era stato ospite dell’incontroDalla guerra dei Mondi agli Ufo del Pentagono” svoltosi a Roma nel 2018 organizzato dal Centro Ufologico Nazionale (CUN) insieme al Luis Elizondo ed era stata presentata per la prima volta una prova dell’ammissione di fenomeni aerei non identificati (UAP) da parte della Difesa Americana, ora riconosciuta dagli stessi USA.

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