Motörhead – ‘Overkill’: ‘and the worlds collide’

Only way to feel the noise is when it's good and loud

Overkill‘ è il secondo album ufficiale dei Motörhead, dato alla luce il 24 marzo del 1979, pubblicato dalla Bronze Records

Overkill‘ è esagerato nel vero senso della parola. Dalla mera traduzione del titolo dell’album, alla realizzazione, alla produzione (di Jimmy Miller – eccetto ‘Tear Ya Down‘, prodotto da Neil Richmond), all’arroganza, alla suggestiva passionalità e alla profonda sonorità. Concentrato di potenza. Insieme di forza ed energia e creatività, ma, soprattutto, legame di genialità compositiva tra i membri della band: Lemmy, ‘Fast’ Eddie Clarke e ‘Philty Animal’ Taylor

Il 1979 è un anno fondamentale per il trio che sarebbe diventato il più rumoroso e odiato del pianeta da lì a poco.In quell’anno la band rilascerà il già citato ‘Overkill‘, a marzo, ‘Bomber‘ a fine ottobre e la raccolta ‘On Parole‘ a fine dicembre (con registrazioni del 76 con Larry Wallis alla chitarra e ‘Philty Animal’ Taylor alla batteria – e Lucas Fox alla batteria in ‘Lost Johnny‘). Insomma una vera consacrazione già all’epoca, un vero e proprio tributo all’esplosività, alla rumorosità, alla potenza e all’esagerazione di una band seminale nella storia del rock’n’roll, dell’hard rock, dell’heavy metal, dello speed metal e possiamo continuare a sbizzarrirci con tutto ciò che ci viene in mente di più nauseabondo.

La copertina è affidata come sempre a Joe Petagno che a causa del tempo tiranno non riesce a completarla come avrebbe voluto. Tempo dopo dirà: ‘mi sono rifatto con l’album Inferno‘…

L’album, inoltre, rappresenta il momento, la vita e la storia di una società in continuo movimento, un soffio di vita che è pronto ad esplodere per trasformarsi in qualcosa di concreto e assoluto, reale, molto reale. 

Se i Motörhead sono sempre stati considerati come gruppo ponte fra il vecchio e il nuovo modo di suonare il rock, ‘Overkill‘ è a sua volta un album che, per il trio britannico, rappresenta il passaggio tra il vecchio (si fa per dire) primo album, in cui aleggiavano i fantasmi delle precedenti esperienze musicali di Lemmy, in particolar modo, e il nuovo corso più moderno e selvaggio.

Tutto ciò influenzerà la nuova corrente metal britannica nascente pronta a investire il mondo negli anni ottanta, in altre parole la nuova ondata del metal britannico, ma non solo.

‘Only way to feel the noise is when it’s good and loud’

Overkill‘ è selvaggio, sfacciato e arrogante. La doppia cassa di ‘Philty‘, presente nella title track infinita diventerà un must per i batteristi metal degni di questo nome durante gli 80s. La velocità forsennata è stata di rado superata da chi ha provato a cimentarsi nello stile. Le pennellate di basso sono rimaste uniche e simbolo di originalità. La voce rauca ispirerà frotte di cantanti che si sforzeranno per far sembrare naturale il dono mancante e posseduto solo da un grande frontman. La tagliente presenza della chitarra che durante ogni solo squarcia l’aria come una voce malinconica e urlante che si apre con fragore e si incupisce grazie al sofisticato uso del wah wah di ‘Fast’ Eddie. Come risultato di questa unione di sentimenti ecco nascere ‘Overkill‘. 

10 brani diversissimi fra loro che rappresentano i Motörhead di fine anni settanta, i tre Caronte, i tre traghettatori tra il vecchio e il nuovo corso del rock’n’roll. In conclusione un album che oramai dopo 40 anni è entrato nei libri di storia e di conseguenza il futuro sarà decisamente distruttivo.

Di ‘Overkill‘ esistono centinaia di versioni e ristampe in LP, cd e cassette come è possibile immaginare, a seconda di chi ha carpito i diritti delle registrazioni dopo il fallimento di questa o quella etichetta discografica. ‘…oh, tu lettore, mi perdonerai per questa ovvietà…’

Consiglio la ristampa del 2003, in picture disc, etichetta italiana Earmark, ancora esistono delle copie disponibili a prezzi decenti.

Due i singoli estratti da questo album. Il primo ovviamente ‘Overkill‘ a febbraio del 1979 che verrà stampato in Germana con una copertina diversa dalla consueta.

Poi ‘No Class’ (fine giugno 1979), in quattro versioni. Le prime tre con in copertina il singolo componente e nella quarta il trio al completo (sempre edizione tedesca).

Fra un paio di settimane, in occasione del record store day 2019, verrà ristampato il 7 pollici di ‘Overkill‘ in versione doppio picture disc assieme al singolo di ‘Bomber‘… collezionisiti affrettatevi!!!

ps.: nessuno stereo è stato maltrattato durante i ripetuti ascolti

Tracklist:

Lato A
1. Overkill
Oltre cinque minuti di bombardamento acustico. L’unico modo per sentire la musica è quando è buona e ad un volume esagerato. Motto che diventerà marchio di fabbrica per la band. Suonata dal vivo fino allo sfinimento!
2. Stay Clean
Altro cavallo di battaglia. Wah-wah strepitoso e giro di basso ricordato in ogni live, una ruvida cavalcata di potenza.
3. (I Won’t) Pay Your Price
Brano saltellante, acido, con il costante riff di chitarra indimenticabile. Forse poco apprezzato e considerato, non capisco perchè. Forse troppo punk?
4. I’ll Be Your Sister
Anche poco considerato, ma davvero intenso. Tra blues e rock’n’roll. Il basso suonato con gli accordi nel ritornello in classico stile Lemmy. ‘…sarò tutto ciò di cui hai bisogno…’
5. Capricorn
Crediamo ai segni zodiacali? Lemmy se lo autodedica. Il brano è una bomba, pietra miliare di questo album che per intensità, potenza, ritmo è davvero spettacolare.

Lato B
6. No Class
Un’altra piccola perla. Anche se il riff di matrice blues è sfruttato da tempo da altre band, la maleducata risoluzione in Motörhead style lo innalzerà a ennesima pietra d’angolo di questo album. Magnifico.
7. Damage Case
Rock’n’Roll puro. Blues elettrico. Potenza devastante. Meraviglia per le orecchie malate di ciascun buon dannato fan.
8. Tear Ya Down
Altro brano di incalzante velocissimo Rock’n’Roll. Perfetto in ogni suo elemento, dal riff di basso, alla corposità elettrica, al crescendo dopo il solo, alla velocità consueta.
9. Metropolis
Visionario e apocalittico. Violento e ipnotico. Doppia voce costante per tutto il pezzo. Chitarra magnifica, infinito e avvolgente dall’inizio alla fine.
10. Limb from Limb
Bellissimo dall’intro pestato alla velocità della seconda parte. Il riff si basa sul classico giro del blues e del rock’n’roll… cosa desiderare di diverso?

Band:
Lemmy Kilmister – basso, voce R.I.P. (1945 – 2015)
‘Fast’ Eddie Clarke – chitarra R.I.P. (1950 – 2018)
Phil ‘Philty Animal’ Taylor – batteria R.I.P. (1954 – 2015)

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