Alice Cooper – La Grande Classe del Rock’n’Roll all’Alcatraz di Milano. 30 Novembre 2017

 

Re incontrastato dello shock rock, senza del quale molti artisti che amiamo non sarebbero esistiti, Alice Cooper, all’alba dei suoi quasi 70 anni ancora una volta fa le scarpe a tutti. Forte di una band composta da musicisti degni di questo nome, ci intrattiene per un’ora e mezza quasi senza sosta, a parte gli assoli dei vari componenti, col suo spettacolo horror.

Non stupisce, quindi, il sold-out del live per un’artista che piace praticamente a tutti e mette d’accordo adulti e bambini. Ultimamente mi rendo conto che le giovani leve portate ai concerti da mamma e papà sono sempre più numerose e questo è un segno che “il rock ‘n’ roll è morto” è solo una fandonia.

Anche questa volta davanti a me c’era un bambino sulle spalle del papà a cui Alice a fine concerto ha lanciato uno dei suoi bastoni. Un ricordo bellissimo per lui. Non mancano i siparietti che lo hanno reso famoso, la camicia di forza, la ghigliottina, il mostro del dottor Frankenstein, l’infermiera pazza che altri non è che Sheryl Goddard, sua moglie. A livello di scaletta, del nuovo album viene presentato solo il primo singolo estratto, “Paranoiac Personality”, per il resto si spazia tra i più grandi successi di Alice, come “No More Mr. Nice Guy”, “Department of Youth”, “Billion Dollar Babies”, “Poison”, “Feed My Frankenstein”, il lento “Only Women Bleed” e l’attesissima “School’s Out” in chiusura, con tanto di palloni, coriandoli e nastri colorati lanciati sul pubblico. 70 anni e non sentirli, Alice non perde una nota e accompagna l’esibizione muovendosi a tempo di musica, scandendo il ritmo, con i continui cambi di abito grazie all’aiuto di una ragazza che sbuca da una cassapanca.

Sì perché anche la scenografia fa parte dello show: teste mozzate, i backdrop in continuo mutamento a seconda delle canzoni, gli occhi di Zio Alice ben piantati sul pubblico e le bambole inquietanti sulla batteria. Il tutto, come detto, accompagnato dall’ottima performance musicale della band: Nita Strauss è un piacere per gli occhi, in continuo movimento, instancabile, un modello per quelle come me che hanno sognato da ragazzine di salire su un palco; Ryan Roxie, un altro piacere per gli occhi (femminili questa volta) e una leggenda della chitarra insieme a Tommy Herniksen; Chuck Garric con le sue smorfie e la sua prestanza e Glen Sobel dietro la batteria elevata che domina la scena. Una formazione completa, uno show imperdibile, da vedere almeno una volta nella vita. La riprova che il rock‘n’roll mantiene giovani.

In attesa di rivederlo il prossimo luglio con gli Hollywood Vampires per la prima volta in Italia, con un altro mostro sacro, Joe Perry e la leggenda cinematografica Johnny Depp. Grazie immense Alice Cooper, alla prossima.

 

Setlist:

Brutal Planet – No More Mr. Nice Guy – Under My Wheels – Department of Youth – Pain – Billion Dollar Babies – The World Needs Guts – Woman of Mass Distraction – Guitar Solo – Poison – Halo of Flies – Feed My Frankenstein – Cold Ethyl – Only Women Bleed – Paranoiac Personality – Ballad of Dwight Fry – Killer – I Love the Dead – I’m Eighteen – Encore: School’s Out

 

Ecco alcune foto di Andrea Facchini

 

Articoli Correlati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*