Capitol Records – Settembre 1990

Metal!!! Ecco cos’è! Semplicemente metal! Per la precisione thrash metal!!! Megadeth. Questo lavoro è un mix di abilità, velocità, potenza, rabbia, creatività… in poche parole imperdibile!! Ritmiche e riff favolosi, cambi di tempo e assolo da infarto, song writing impeccabile e produzione molto buona fanno di questo album un capolavoro. La tecnica la fa da padrone in un disco in cui viene portata ai massimi livelli: l’album più tecnico del gruppo grazie ad una line up di tutto rispetto, ovvero: Dave Mustaine e Marty Friedman (in questo disco davvero suntuosi), Dave Ellefson e il batterista Nick Menza. I protagonisti sono loro, gli artefici di tutto questo sono quattro cavalieri (e rubo volgarmente l’espressione) mostruosi in questo eccesso di creatività e bellezza totale…

Due pazzi esaltati della e alla sei corde, Mustaine e Friedman: creano controtempi impensabili, inventano tutto, trasformano scale cromatiche in riff malvagi senza seguire una logica scontata! Grandissimi i contenuti dei testi, ispirati alla guerra e alla fame nel mondo, cantati da un tizio, che mentre brucia i tasti della sua Jackson, si rende antipatico al mondo, criticando tutto ciò che non va con una voce tagliente, quasi sfottente, rabbiosa.

“Holy Wars” è la primo vortice. Dopo un pezzo di chitarra acustico riparte come un treno: vero speed! A seguire la traccia, l’episodio, la canzone più apocalittica con i suoi 11 assolo, eseguiti, inventati, elaborati dal genio Friendman, con la sua imponente ritmica, la sua matta voglia di entrare nella testa di ogni singolo metallaro, per non uscirne più: ecco “Hangar 18”. E’ l’esperienza thrash metal che ha disintegrato il mondo. Lo ha squartato in due: da una parte ha lasciato i credenti del vero metal; dall’ altro ha lasciato gli stolti che criticano questo magnifico genere. “Take No Prisioner”, un vero, indomabile urlo di battaglia, ci regala un riff di basso davvero bello! Di seguito granito puro con le grandissime “Five Magics”, “Poison Was the Cure”, “Lucretia” e la roboante “Soul”, finendo con la glaciale “Rust In Peace… Polaris”: tutte perle incastonate in un mosaico meraviglioso. Solo “Dawn Patrol” c’entra davvero poco ma è un niente in questo album che ha reso i Megadeth i primi antagonisti dei Metallica per il trono dei re del trash-metal!

www.megadeth.com

Tracklist:
1. Holy Wars… The Punishment Due
2. Hangar 18
3. Take No Prisoners
4. Five Magics
5. Poison Was The Cure
6. Lucretia
7. Tornado of Souls
8. Dawn Patrol
9. Rust In Peace… Polaris

Band:
Dave Mustaine – voce, chitarra
Marty Friedman – chitarra
David Ellefson – basso
Nick Menza – batteria

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