Tank – Valley Of The Tears

 

 

Metal Mind Productions – Settembre 2015

Tornano con il decimo album della loro carriera i Tank, storici alfieri del movimento NWOBHM sin dal 1981, quando il loro ottimo lavoro d’esordio “Filth Hounds Of Hades” li introdusse sulla scena come una sorta di agguerritissimi fratelli minori dei Motörhead.

Da allora di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti e la band, orfana oramai da alcuni anni dello storico leader Algy Ward, è oggi guidata (non senza strascichi giudiziari legati all’utilizzo del nome) dai due chitarristi Mick Tucker e Cliff Evans, i quali, dopo gli ultimi due lavori registrati insieme allo strepitoso vocalist Doogie White (ora nei Temple Of Rock di Michael Schenker), si affidano per questo “Valley Of The Tears” all’ugola dell’ex Dragonheart ZP Theart e ad una robusta sezione ritmica composta dalle reclute Bobby Schottkowski (batteria, ex Sodom) e Barend Courbois (bassista, anche nei Blind Guardian).

Dopo l’abbandono di Algy, il sound dei Tank ha perso quelle peculiarità ricollegabili al sound di Lemmy & Co., per avvicinarsi ad un heavy metal di matrice anglosassone comunque molto tradizionale, ma connotato da linee vocali decisamente meno aggressive e più melodiche, più vicine alle caratteristiche dei cantanti che si sono succeduti nella band negli ultimi anni.

Permangono invece le tematiche belliche da sempre presenti nei testi e nell’immaginario del gruppo, come si può notare già a partire dalla copertina apocalittica e dal titolo dell’album, ispirati entrambi alla Valle Delle Lacrime, situata fra le alture del Golan e teatro di una storica battaglia di carri armati della guerra dello Yom Kippur, nella quale i carristi israeliani, pur numericamente inferiori alle forze nemiche schierate in campo, ottennero un eroica vittoria contro ogni previsione iniziale.

Il quintetto britannico traccia un parallelo tra questa battaglia e la pervicace lotta che viene combattuta oggigiorno per riuscire a mantenere vivo un genere di metal che sta lentamente scomparendo e, sin dall’iniziale “War Dance”, questi intenti sono palesi: un riff di chitarra che più classic metal non si potrebbe mette in moto il carrarmato lungo un brano bellicoso guidato da un drumming davvero trascinante che ci accompagna verso il ritornello ottimamente condotto da ZP Theart. Un delicato arpeggio acustico apre la seguente title track, le cui coordinate stilistiche vanno a infilarsi poi sulla stessa scia del pezzo d’apertura, con un cantato melodico a fare da contraltare ad un riff piuttosto serrato ma sempre di stampo tradizionale.

La vera perla del disco è il terzo brano “Eye Of A Hurricane”, in cui le velate tendenze chitarristiche “stop and go” di stampo modernista della strofa vengono a dipanarsi in un ritornello magistralmente interpretato che conquista al primo colpo e al quale fa poi seguito il più ispirato guitar solo dell’intero platter. La seguente “Hold On” è un’altra bella cavalcata che ricorda i fasti gloriosi della band, ma da qui in poi l’omogeneità nelle composizioni comincia a denotare segni di ripetitività e stanchezza, anche se la prestazione di ZP Theart (che non avevo mai apprezzato troppo nei Dragonheart) si conferma di ottimo livello per tutta la durata del disco.

Detto di una “Living A Fantasy”, che si discosta dal resto dell’album per sonorità più hard rock che metal, e dell’americaneggiante strumentale “Hold Your Fire”, posta in chiusura e con dei lick di chitarra un po’ troppo simili a quelli di “You Can Still Rock In America” dei Night Ranger, non ci resta che congedarci da un disco riuscito a metà ma che, soprattutto nella prima parte, è comunque stato in grado di regalarci un bel tuffo nei nostri ricordi adolescenziali, quando quell’impronunciabile acronimo NWOBHM ci faceva da nave scuola nel mare magnum musicale che, avidi di conoscenza, cominciavamo ad esplorare con passione.

www.tankofficial.com

 

Tracklist:

  1. War Dance
  2. Valley Of Tears
  3. Eye Of A Hurricane
  4. Hold On
  5. Make A Little Time
  6. Heading For Eternity
  7. Living A Fantasy
  8. World On Fire
  9. Hold Your Fire

Band:
Mick Tucker – chitarra
Cliff Evans – chitarra
ZP Theart – voce
Bobby Schottkowski – batteria
Barend Courbois – basso

 

Tank - Band 2015

 

 

 

 

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