Operation: Mindcrime – The Key

 

 

 

Frontiers Records – Settembre 2015

Ammetto che Geoff Tate non mi è mai stato molto simpatico, men che meno ora che è successo tutto questo casino con la sua ex band. L’impressione che si ha è quella di un vocalist stanco del metal e stanco della musica. Personalmente penso che non ci abbia guadagnato nessuno dello split dei Queensrÿche.

The Key” degli Operation : Mindcrime, si candida ad essere una delle uscite più brutte di questo superlativo 2015, mi dispiace dirlo ma è così.

In questo album regna troppa confusione e purtroppo la parola qualità fa capolino solo in episodi sporadici, troppo poco per un personaggio di questo calibro e per i musicisti che vi sono coinvolti (Dave Ellefson, Brian Tichy, Simon Wright).

Potrei definire il nuovo corso intrapreso da Tate una summa degli episodi peggiori degli ultimi album dei Queensrÿche (diciamo da Hear In The Now Frontier in poi).
“Choices” inizia in modo soft, la voce di Tate a tratti sussurrata, un ritmo ipnotico che non riesce a catturare e a intrappolare l’ascoltatore. Più una intro che un pezzo vero e proprio. Il secondo brano “Burn” (pensavo ad una cover dei Deep Purple, magari…) prosegue il discorso accennato prima, ma purtroppo le cose non migliorano. Davvero brutto il lavoro delle chitarre sa a livello di suoni che di riffing. Una song che non porta da nessuna parte, tanta confusione e nulla più.

“Re – Inventing The Future” è un piccolo tuffo nel passato glorioso dei grandi Queensrÿche, a tratti sincopata e dal marchio inconfondibile. Una boccata di ossigeno ci voleva proprio. Mi ero illuso che il disco stesse prendendo una piega diversa e più convincente, invece si ritorna nel baratro della mediocrità e della noia con le successive “Ready To Fly” e “Life Or Death” ancora troppo monotone e prive di mordente. Davvero ascoltandole non si capisce quale direzione vuole prendere la band. Si capisce la voglia di sperimentare e di non porsi limiti, ma questo deve essere supportato dalle idee, che qui purtroppo latitano.

Pensavo che il peggio fosse arrivato, ma con “The Stranger” Tate tocca davvero il fondo, un brano pesante da digerire, dal taglio moderno, una linea vocale che definire brutta è un complimento. Il silenzio a volte è meglio di ogni altra cosa.

“The Key” prosegue sulla linea della sperimentazione ma senza mai arrivare ad un risultato concreto. Fino alla fine del disco non vi è nessun brano che valga la pena di riascoltare una seconda e una terza volta. Mi chiedo se davvero chi ha scritto queste canzoni ci crede o semplicemente crede che basti un nome di spessore per ingannare i fans e gli appassionati ascoltatori.

Grande passo falso della Frontiers Records che forse avrebbe fatto meglio a puntare su qualche giovane band piuttosto che su questo progetto.

Operation: Mindcrime è solo un nome buttato li a caso. Non lasciatevi ingannare.

www.operationmindcrime.com

Tracklist:
1.Choices
2.Burn
3.Re – Inventing The Future
4.Ready To Fly
5.Discussions In A Smoked Filled Room
6.Life Or Death
7.The Stranger
8.Hearing Voices
9.On Queue
10.An Ambush Of Sadness
11.Kicking In The Door
12.The Fall

Band:
Geoff Tate – voce
Kelly Gray – chitarra
Randy Gane – tastiere
Simon Wright – batteria
John Moyer – basso
Brian Tichy – batteria

 

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